Incompatibilità Lippi, la IAFA: “Bisogna riformare la normativa sugli agenti”

Pubblicato il autore: Mario Massimo Perri Segui
Comunicato stampa IAFA su possibile incompatibilità di Lippi come direttore tecnico

Comunicato stampa IAFA su possibile incompatibilità Lippi come direttore tecnico

Ci sarà nella giornata di domani, mercoledì 22 giugno, la pronuncia della Corte Federale sul potenziale conflitto di interessi tra la nomina (probabile) di Marcello Lippi come coordinatore federale delle squadre nazionali e l’attività di agente FIFA svolta dal figlio dell’ex ct della Nazionale, Davide Lippi. Attraverso un comunicato ufficiale, la IAFA (Italian Association of Football Agents) afferma che “la fattispecie configuratasi è la conferma della precarietà e della contraddittorietà vigente. La normativa fu posta in essere il 1 aprile 2015 da una governance FIFA indagata per corruzione. Pertanto, è opportuno modificare, tempestivamente, il sistema disciplinante i regolamenti degli agenti sportivi, così da conferire certezza, dal punto di vista giuridico-normativo, a questa importante quanto delicata professione”. Inoltre, la IAFA tiene a specificare che “proseguirà, senza alcun indugio e/o timore reverenziale, i percorsi istituzionali e giudiziali nazionali ed europei finalizzati al raggiungimento di tali obiettivi”.

Possibile incompatibilità Lippi – Quello che l’associazione italiani dei procuratori sportivi si augura è, dunque, di intervenire, quanto prima, nelle materie che disciplinano le attività degli agenti sportivi. Interventi – secondo la IAFA – le cui linee guida dovrebbero essere dettate dal Coni e recepite dalla Figc in fase di amministrazione ed organizzazione. È proprio alla Figc che l’Associazione si affida per emendare tutti i problemi legati al provvedimento di deregulation, poiché “i dubbi interpretativi – prosegue il comunicato – degli enti preposti, riguardanti la suddetta normativa, stanno ad evidenziare numerose contraddizioni e lacune”.

I FATTI – L’ex ct, campione del mondo nel 2006, era stato individuato, da tempo, dal presidente Figc, Carlo Tavecchio, per ricoprire il ruolo di direttore tecnico. Una nomina che, alla luce dei fatti, rischia di saltare per il conflitto di interessi di cui sopra. Stando al citato regolamento del 2015, infatti, ‘non devono intercorrere rapporti tra procuratori e soggetti che svolgano funzioni in Federcalcio’. Il mancato incarico a Marcello Lippi potrebbe colpire anche il futuro ct Giampiero Ventura, il quale conosce Lippi da anni e che è stato voluto, alla guida della Nazionale, proprio dall’allenatore viareggino. Se dovesse saltare l’ipotesi Lippi, comunque, gli altri nomi caldi sono quello di Fabio Capello e Arrigo Sacchi.

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