Inghilterra, le ragioni di un fallimento inaspettato

Pubblicato il autore: Pierluigi Persano Segui

hodgson
In Inghilterra hanno definito l’eliminazione dall’Europeo 2016 come “la peggiore figura internazionale della nazionale dei Tre Leoni”.
Dopo la sconfitta con l’Islanda la stampa inglese si è scatenata: il Daily Mail attacca dopo “un’eliminazione subita da una squadra che giocava il suo primo turno eliminatorio in un torneo, con un allenatore part-time che fa il dentista”.
Il Times è stato spietato, e in pagella il voto è stato identico per tutti i giocatori in campo: vale a dire 0.
Gary Lineker, miglior marcatore degli inglesi nella storia dei mondiali, ieri ha twittato: “E’ la peggiore sconfitta della nostra storia: siamo stati battuti da un paese che ha più vulcani che giocatori professionisti”. E stamattina ha rincarato la dose, paragonando la squadra di Hodgson a quella di Conte: “L’Italia non ha grandi campioni, ma giocatori normali, che credono nel loro sistema di gioco e nel gruppo, allenati da un grande allenatore intelligente tatticamente. L’Inghilterra invece ha giocatori confusi, che non credono in quello che fanno, allenati da un coach tatticamente inetto”.
Eppure alla viglia dell’Europeo l’Inghilterra sembrava una della candidate più accreditate alla vittoria del torneo, ma troppi fattori hanno fatto si che anche quest’avventura si chiudesse nel peggiore dei modi.

HODGSON – L’Inghilterra di Hodgson arrivava a Euro 2016 dopo un’eliminazione ai quarti contro l’Italia all’europeo del 2012, mentre ai mondiali brasiliani non era nemmeno riuscita a superare il girone.
In vista del torneo francese, l’ex tecnico dell’Inter aveva rivoluzionato la rosa, escludendo i senatori e svecchiando la rosa: i risultati sono subito arrivati, e l’Inghilterra ha vinto il suo girone di qualificazione con 10 vittorie su 10 partite, con il secondo miglior attacco (31 gol fatti) e la seconda miglior difesa (solo 3 gol subiti).
Anche nelle amichevoli pre-europeo la nazionale inglese aveva convinto per il suo bel gioco, e ad Hodgson veniva riconosciuto il merito di aver convocato gli esordienti Alli, Rushford, e soprattutto Vardy.
Ma l’Inghilterra vista in Francia sembrava solo la lontana parente di quella ammirata fino a qualche settimana prima: Rooney in mezzo al campo sembrava spaesato e inutile alla causa, Alli era sempre lontano dalla manovra, Sterlin, promosso titolare a sorpresa, sulla fascia si è rivelato inconcludente, e Kane solo in avanti non ha avuto neanche una potenziale palla gol, mentre Vardy, l’attaccante più letale dell’ultima Premier, aspettava il suo turno in panchina.
Non è un caso che l’unica vittoria dell’Inghilterra, il 2-1 in rimonta contro il Galles, sia arrivato grazie agli innesti proprio di Vardy e Sturridge, entrati nella ripresa.
Il secondo posto in un girone con Galles, Slovacchia e Russia era già una delusione, l’eliminazione agli ottavi per mano dei vulcanici islandesi è una disfatta.

LA DIFESA – Joe Hart, per essere il miglior portiere inglese della sua generazione, di garanzie ne da davvero poche. Colpevole sulla punizione di Bale e sul secondo gol dell’Islanda di Sigborsson, l’estremo difensore del Manchester City ha una grossa percentuale di colpevolezza sulla sconfitta contro gli inglesi.
I centrali Smalling e Cahill invece sono sembrati lenti e impacciati nel dover costruire la manovra, Walker e Rose sulle fasce hanno spinto poco in fase offensiva e concesso troppo in fase difensiva.

IL CENTROCAMPO – Qualcuno si chiede ancora: perchè Rooney gioca a centrocampo? Qual’è davvero il suo ruolo? Forse neanche Hodgson lo sa. Quel che è certo è che il capitano dello United in quella posizione del campo non serve a nulla, troppo distante dalla porta. Anche Alli è sembrato più volte lontano dal gioco, poco propenso ad offendere come fa invece nel Tottenham.

L’ATTACCO – La scelta di giocare con un solo attaccante ha lasciato Kane in balia dei difensori avversari. Vardy invece ha messo il suo nome sul tabellino dopo appena 12′ dall’esordio in un europeo.
I gol su azione sono arrivati solo quando in campo c’erano almeno due punte, proprio come contro il Galles: in quel caso Vardy e Sturridge sono entrati dopo l’intervallo e hanno risolto la partita.

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