Italia-Belgio: quella volta che…

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

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1980. L’Italia calcistica vive un anno nero, a causa dello scandalo del totoscommesse, che provoca l’arresto e la squalifica di giocatori del calibro di Wilson, Albertosi, Manfredonia, Giordano e Rossi. Proprio questi due mancano alla Nazionale guidata da Enzo Bearzot, che mira a cavalcare l’onda dell’ottimo quarto posto ottenuto in Argentina due anni prima. Per l’attacco il ct friulano si affida a Bettega, Altobelli, Graziani e Pruzzo, anche se quest’ultimo non vedrà mai il campo. Lo scudetto è stato vinto dall’Inter di Bersellini e per la prima volta il paese organizzatore (in questo caso proprio l’Italia) ospita anche il primo turno anzichè solamente semifinali e finali come è stato dal 1960 al 1972. Per il nostro Paese è la seconda volta dopo quella, vincente, del 1968: sarà a tutt’oggi l’unico alloro europeo. Siamo ancora ad otto squadre (si arriverà a sedici solo nel ’96) e ai nostri tocca un girone non certo semplice: Spagna, Inghilterra e Belgio. L’altro girone annovera Olanda, Cecoslovacchia, Grecia e Germania Ovest. Nella prima partita gli azzurri affrontano la Spagna e l’incontro finisce a reti bianche: è una partita noiosa, nella quale come rendimento si salva la difesa. Emozioni quindi gran poche e una una rete annullata allo spagnolo Satrustegui. Nella seconda gara gli azzurri battono l’Inghilterra per 1-0 con una rete di Tardelli e tornano a sperare. L’incontro con il Belgio diventa quindi decisivo per approdare alla finale: mentre però ai diavoli rossi di Guy Thys (che porterà la nazionale al quarto posto al Mondiale nel 1986)è sufficiente un pareggio, l’Italia deve vincere, avendo segnato una rete rispetto alle tre degli avversari. Si gioca a Roma, il 18 giugno, e la sfortuna è in agguato: al 35′ esce Antognoni per infortunio (lo rileva Beppe Baresi), mentre al 46′ Altobelli deve rilevare Oriali per lo stesso motivo. L’Italia si batte ma Graziani, Bettega e Causio non riescono ad infilare la rete difesa magistralmente dal portiere Jean Marie Pfaff, tanto bravo quanto protagonista di atteggiamenti assurdi, sia in campo che fuori. Non è male come Italia visto che tra i pali c’è un certo Dino Zoff e in difesa ci sono persone del calibro di Gentile, Collovati e Scirea. Si annovera anche la presenza di Romeo Benetti, che di lì a poco chiuderà la sua carriera in Nazionale. A centrocampo, oltre a Causio ed Antognoni si annovera un certo Tardelli. La beffa arriva alla fine quando l’arbitro Garrido ignora un mani in area dei belgi: alla fine però sarà solo 0-0. Così, mentre i Belgi approdano alla finale contro la Germania, l’Italia va nella finale del terzo posto contro la Cecoslovacchia. Saranno i tedeschi ad aggiudicarsi il trofeo, superando i belgi per 2-1 mentre la Nazionale italiana perderà ai rigori la finale di consolazione. Serpeggia una certa delusione ma 3/4 di quella squadra sarà protagonista due anni dopo della conquista del titolo Mondiale in Spagna. Il Belgio di Guy Thys è una buona squadra, che annovera  oltre al portiere Pfaff, l’esperto Gerets (conta qualche apparizione in Italia con la maglia del Milan nella stagione 1983-84), il centrocampista Rene Vandereycken (due anni al Genoa dal 1981 al 1983) e in attacco il pericoloso Jan Ceulemans. Come gli azzurri, il Belgio si ripresenterà al mondiale 1982 e alla prima partita metterà a sedere i neo campioni del mondo dell’Argentina. Questa però, come si suol dire, è un’altra storia.

Stadio Olimpico di Roma
18 giugno 1980

ITALIA-BELGIO 0-0
Italia: Zoff, Gentile, Oriali,(46’Altobelli), Benetti, Collovati, Scirea, Causio, Tardelli, Graziani, Antognoni, (35′ Baresi G.) Bettega.
Belgio: Pfaff, Gerets, Renquin, Cools, Millecamps, L.Meeuws, Van Der Elst, Vandereycken, Mommens(78′ Mommens), Van Moer(49′ Verheyen) Ceulemans.
Arbitro: Garrido (Portogallo)
Ammoniti: Oriali, Causio, Meeuws, Vandereycken, Van Der Elst.
Spettatori: 42.400
Note: tempo sereno, temperatura media sui 20° con un tasso di umidità intorno all’80%

MASSIMILIANO GRANATO

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