Lo stadio della Roma…non s’ha da fare

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa Segui
stadio roma
Brusco stop per la costruzione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle.
I tifosi della Roma rimangono ancora una volta spiazzati dalle dichiarazioni dell’assessore in pectoris della nuova giunta capitolina, Berdini, che ieri ha affermato: “Sono contrario allo stadio della Roma così come immaginato nel progetto vagliato dal comune.Rispettero’ le leggi ma userò ogni mezzo consentito per impedire questo scempio e per tutelare gli interessi della città “.Tempi duri, quindi, per lo sport a Roma: dopo l’avversione già manifestata in campagna elettorale dal team Raggi per la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024, anche il sogno americano – nel senso di proprietà giallorossa – sta per tramontare.
Berdini ha affermato pure che il calcio si potrà continuare a giocare nelle strutture già esistenti dello stadio olimpico e dello stadio Flaminio che dovranno essere riqualificati e valorizzati.

Già: ma Pallotta, al momento dell’acquisizione della As Roma non era stato attratto più dalla prospettiva della costruzione del nuovo stadio con tutto l’indotto finanziario che ne derivava più che dai disastrati bilanci della gestione Sensi?

E Lotito non ha più volte affermato che lo stadio Flaminio non interessa perché i tifosi della Lazio meritano uno stadio migliore (magari sui suoi terreni sull’isola Tiberina…)?

Ora come la mettiamo? I tifosi della capitale dovranno rassegnarsi a rinunciare ai nuovi stadi e connessi anche al sogno di raggiungere finanziariamente la Juventus che il suo stadio già l’ha costruito e sui ricavi del quale sta allestendo un organico di giocatori che rischiano di allargare il gap sportivo con le altre squadre e renderlo insormontabile.

La vicenda dello stadio della Roma dimostra ancora una volta come in Italia sia impossibile per le nostre squadre cercare di stare al passo delle grandi di Europa

Già l’elevata tassazione rende non appetibile il nostro Paese per gli investimenti finanziari da parte di chi all’estero potrebbe essere interessato ad acquisire le proprietà di club: la burocrazia, poi, infinita e complessa, mette la pietra tombale su ogni speranza di poter progettare e realizzare qualcosa nel breve periodo.

E allora apprestiamoci probabilmente a vedere Pallotta lasciare la mano a Roma o i laziali rassegnarsi a tenere Lotito così come in altre città d’Italia, ad esempio Firenze, ci si dovrà rassegnare a rimanere l’eterna incompiuta del calcio italiano.

Consoliamoci nel vedere in TV gli stadi esteri bellissimi, sempre stracolmi di gente e di colori mentre il nostro futuro sarà riempire i divani di casa anziché le poltroncine dello stadio.

Saranno contente le TV – ovviamente ostili a nuovi progetti- che hanno riempito di soldi dei proventi di diritti televisivi le nostre squadre che sciaguratamente li hanno usati solamente per gli ingaggi spropositati dei calciatori e terminati pressoché subito anziché investire nel settore giovanile e delle infrastrutture.

Risultato: costo dei biglietti dello stadio astronomico e qualità zero.

Ma non era Galliani a dire che il futuro del nostro calcio sarebbe stato il divano di casa?

Purtroppo per noi…aveva ragione lui.

E allora teniamoci la Nazionale di calcio più scadente della nostra storia, il livello del campionato italiano con il più alto tasso di mediocrità fra quelli più competitivi, campioni a fine carriera e futuro pressoché inesistente per i nostri giovani.

Se ci si mette pure la politica…

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