Luis Oliveira: “Dobbiamo dimenticare la Fiorentina del passato. Non ci saranno mai più giocatori come Batistuta”.

Pubblicato il autore: Masi Vittorio Segui

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L’ex bomber belga Luìs Oliveira, con importanti trascorsi in Italia, soprattutto Cagliari e Fiorentina, tramite Tuttomercatoweb, ha parlato della sua esperienza nella Floriana e dell’attuale situazione in casa viola. Ecco le sue parole:
Sono rientrato da poco in Italia, adesso aspetto una squadra per allenare. Ho tanta voglia, questo per me è importante. Purtroppo non sono stato confermato alla Floriana, perché secondo il presidente non abbiamo raggiunto l’obiettivo del quarto posto. Mi dispiace molto perché secondo me abbiamo fatto molto bene, io sono una persona che mette tutto nel suo lavoro, ho insegnato anche il calcio ai ragazzi. La gente mi ha voluto bene, vuol dire che ho lasciato un bel ricordo. Mi piacerebbe un’esperienza nel settore giovanile, mi piace lavorare con i ragazzi. È un bellissimo lavoro, mi dispiacerebbe molto restare fermo un anno“.

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Sulla Fiorentina di Paulo Sousa, ecco la sua valutazione: “Dobbiamo dimenticare la Fiorentina del passato. È impossibile fare dei paragoni, non ci saranno mai giocatori come Batistuta. Nell’ultima stagione ho visto tante volte i viola, hanno giocato benissimo ed erano in lotta per le prime posizione. L’errore è stato fatto a gennaio, quando la squadra non è stata rinforzata. Se non ci sono soldi basta dirlo. Serve chiarezza sugli obiettivi. Il calcio purtroppo è questo“. Infine, una considerazione anche sul reparto offensivo dei viola:”Mi piace tantissimo Babacar, ma forse non è forte mentalmente. Se uno ha voglia di lottare lo deve fare senza mai mollare, devono dare continuità alle sue prestazioni. I giovani non possono fare una partita bene e poi accontentarsi“.

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Le parole di Oliveira fan ben capire come il calcio sia oramai cambiato, rispetto all’epoca calcistica vissuta dallo stesso giocatore. Oggi, a parte pochissime realtà, l’unica possibilità di riuscire ad avere dei fuoriclasse in squadra è quella di “farseli da sè”. Ciò significa investire nel settore giovanile, in modo da poterci attingere, con la speranza di veder crescere, nelle proprie fila, dei futuri campioni. Se una volta il calcio italiano poteva permettersi di andare a prendere dei “top players” fatti e finiti, ora il vivaio dovrebbe avere una maggiore importanza, visto i costi proibitivi che ruoto attorno a certi giocatori. Nei prossimi anni sarà fondamentale, per l’Italia, riuscire a riorganizzare in modo ottimale le proprie giovanili, per poter, un domani, tornare ad essere competitivi in campo internazionale.

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