Mazzia: “L’infortunio di Marchisio ha complicato i piani. Su Higuain…”

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone Segui

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L’ex calciatore bianconero Bruno Mazzia è stato intervistato dai colleghi di Tuttojuve.com, dove ha rilasciato le seguenti dichiarazioni sul club piemontese e sul caso Gonzalo Higuain. Ecco l’intervista:

Gli arrivi di Dani Alves e Pjanic fanno da apripista per la scalata alla Champions…

“I due giocatori acquistati dalla Juventus hanno dimostrato nel recente passato di essere all’altezza del compito che gli verrà assegnato. E’ difficile dire ora se riusciranno a far bene di quelli che ci sono ora, solo il campo lo potrà dire”.

Da ex centrocampista, chi manca alla Juve a metà campo?

“Con Marchisio sarebbe completo, ma il suo infortunio ha complicato le cose. Senza le sue prestazioni bisognerà, ogni volta, trovare una soluzione che possa andar bene. Mandragora? Alla Juve bisogna meritarsi il posto e poi attendere che ci sia l’opportunità per poter giocare, Allegri ha infatti dimostrato di inserirli nel momento giusto. Ma in quel ruolo, credo ci sia bisogno di un giocatore esperto”.

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Giocatore esperto come anche in attacco?

“Andarlo a trovare già pronto non è semplice poichè è molto costoso. Anche se non fosse costoso, non è facile sostituire Morata. La Juve dovrà tener in considerazione Zaza, ma pur essendo un ottimo elemento sembra soffrir – da ciò che si vede – le poche presenze. E’ un guaio trovarne un altro con queste premesse, e non dimentichiamoci che ci vuole una quarta punta in avanti”.

Il profilo principale sembra esser quello di Cavani, senza dimenticare che il nome di Higuain sembra esser gettonato…

“So che a Napoli sono capaci di far sceneggiate (ride ndr), ma non credo che Higuain lasci il Napoli. Un giocatore così pretende il posto da titolare. Sinceramente non prendo in considerazione ciò che leggo, ci potrà esser stata anche qualche rottura ma il calciatore è ancora sotto contratto due anni”.

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Curiosità: nel 1986 eri vicino alla panchina della Juventus?

“No, non fui mai vicino anche se esser accostato alla Juve mi fece molto piacere. Fu solo una voce dei giornali”.

Riprendendo una tua vecchia intervista, in che modo Alessandro Del Piero fu il giovane più forte?

“Premetto che non voglio prendermi alcun merito, anche perchè Del Piero è cresciuto nel settore giovanile del Padova ed io lo vedevo allenarsi nel momento in cui lo faceva in prima squadra. Lo confrontavo con gli altri miei calciatori, al punto che col tempo si avvicinava sempre di più. E poi avvenne l’esordio. Meriti? Il mio fu solo di lanciarlo, il merito va a chi lo ha cresciuto. Così come mi successe con Roberto Baggio quando all’epoca era un giocatore del Vicenza. Era un ragazzino che aveva meno di sedici anni, poteva esordire anche prima ma il regolamento non lo permetteva. Lo avrebbe sicuramente meritato”.

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Tra il calcio dei tuoi tempi e quello attuale, che differenze ci sono?

“Oggi giorno il calciatore è un atleta, è proporzionato alle sue capacità e alle sue esigenze rispetto a quando giocavo io. E’ molto più curato e più pronto; anche le sostituzioni sono diverse poichè se ti facevi male ai miei tempi giocavi in 10 e non in 11. Nelle rose ci sono tanti infortuni – vedi quest’anno la Juventus – nonostante ci siano le cure dei preparatori e la differenza è proprio nella corsa e nella velocità che oggi giorno non permettono le giocate tecniche che c’erano allora. Meno tattica? Oggi giorno molta tattica è fasulla, ci si diverte a metter giù numeri. Le squadre erano composte in modo diverso e i giocatori stazionavano solo nelle loro posizioni senza ricoprirne altri in campo”.

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