Milan, senti Berlusconi: “Volevo Totti nel Milan. E con i cinesi forse non concludo”

Pubblicato il autore: Simone Braconcini Segui

berlusconi

Ancora un gesto di stima di Silvio Berlusconi per il capitano romanista Francesco Totti. Il presidente del Milan, intervistato dall’emittente radiofonica Centro Suono Sport, ha rivelato un particolare assai interessante: “Totti mi sarebbe piaciuto averlo nel Milan, è un grande calciatore. Ma non ho mai pensato veramente di intavolare una trattativa per comprarlo. Sono infatti dell’idea che le bandiere non si comprano nè si vendono”. Concetti che Berlusconi aveva sostenuto anche in un recente passato. In effetti il matrimonio Totti-Milan non si è mai celebrato, ma i rapporti tra il capitano giallorosso e l’ambiente rossonero sono sempre stati ottimi. E ne è dimostrazione il trattamento e l’accoglienza che Totti riceve, annualmente, quando si reca a giocare a San Siro contro il Milan. Dalle gradinate dello stadio milanese piovono sempre applausi per le giocate del romanista. Fino ad arrivare ad una vera e propria standing ovation che si è verificata quest’anno al momento dell’ingresso in campo di Totti, nell’ultimo Milan-Roma terminato con la vittoria capitolina per 1-3.

Da una bandiera all’altra, poi Berlusconi si è soffermato a parlare di Paolo Maldini, che alcune voci nei giorni scorsi avevano accostato ad un possibile ritorno in rossonero. L’ipotesi, smentita nelle scorse ore dallo stesso Maldini, è stata allontanata anche con un certo distacco da Silvio Berlusconi: “Un ritorno di Maldini nel Milan? Lui ha deciso di prendere una direzione che lo ha portato al di là dell’Atlantico. Non si è mai proposto al Milan”. Un commento gelido e stringato, a conferma che i rapporti tra il vecchio capitano e l’attuale dirigenza del Milan non possono proprio definirsi idilliaci.

Intanto Berlusconi in queste ore è impegnato nella trattativa con i cinesi per l’eventuale cessione della proprietà del Milan. Ma anche in questo caso il presidente ci va molto cauto, anzi quasi scettico: “I cinesi? Non so che chiudiamo -ha aggiunto Berlusconi a Centro Suono Sport- Adesso siamo in negoziazione con un gruppo di fondi e società che vengono dalla Cina, due con fatturati di decine di miliardi e con una partecipazione dello Stato cinese. Non so se possiamo arrivare a concludere, non hanno ancora risposto circa il loro impegno a fornire i finanziamenti annuali necessari per riportare il Milan protagonista in Italia, in Europa e nel mondo. La conclusione ci sarà solo se vorranno impegnarsi in questo senso”.

Un Berlusconi insomma a 360 gradi, tra elogi, stilettate e previsioni per il futuro. Un futuro che al Milan i tifosi vorrebbero finalmente roseo. Ma i problemi sono tanti. E la confusione deve ancora essere allontanata. Berlusconi è sceso in campo in prima persona, gestendo da par suo gli ultimi sviluppi sul fronte della società che, dopotutto, è un po’ una sua creatura. Ancora pochi giorni e vedremo se la pista cinese sarà percorribile o meno. La sensazione? Che, alla fine, non se ne faccia nulla. Berlusconi non sopporterebbe di lasciare il suo Milan da sconfitto. E sta cercando alleati per gestire la rinascita del club. Lui, in cuor suo, non vuole mollare. Ma i problemi sono tanti e il futuro ancora tutto da scrivere.

  •   
  •  
  •  
  •