Ferrero-Montella, quer pasticciaccio brutto de Piazza Borgo Pila

Pubblicato il autore: Masi Vittorio Segui

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Sono un tifoso blucerchiato e non mi sarebbe piaciuto lasciare in questo modo“. Così, lo scorso maggio, si era pronunciato Vincenzo Montella, durante la premiazione a Pompei per il premio “Amalfi”. L’allenatore campano, dopo essere stato accostato alla Nazionale azzurra, quindi, sposava nuovamente i colori blucerchiati, con la volontà di riscattare una stagione avara di soddisfazioni. Oggi, a fine giugno, viene ufficializzato il suo ingaggio al Milan, dopo una trattativa nata e conclusasi in pochi giorni. Viene, quindi, meno quella che poteva essere considerata l’unica certezza della prossima stagione, visto una campagna acquisti che, con ogni probabilità, cambierà non poco il volto della Sampdoria.

L’approdo “lampo” di Montella in rossonero lascia, così, interdetta un’intera tifoseria. Non tanto per l’allenatore in se stesso, visto i risultati ottenuti nell’ultima stagione, ma per il modo e la tempistica con le quali “l’aeroplanino” ha salutato Genova. L’impressione è che il presidente Massimo Ferrero avesse confermato Montella per via del suo ingaggio, non potendosi permettere un secondo allenatore a libro paga. Arrivata, quindi, l’occasione di sgravarsi di tale costo, la si è presa al volo. Del resto, lo stesso tecnico blucerchiato, ormai ex, difficilmente si starà strappando le vesti per il suo trasferimento all’ombra del Duomo. Il buon Vincenzo, infatti, è riuscito a strappare un contratto di due anni con un ingaggio di 2,3 milioni di euro netti, più vari bonus. Così Adriano Galliani: “Siamo molto felici di ripartire con Montella. Siamo fiduciosi della scelta che abbiamo fatto. Non ricordo quando è nata, non ho mangiato per tutto il giorno“.

Rinunciare al proprio allenatore, poco prima del ritiro estivo, è sintomo di poca organizzazione. Questo perchè alcune operazioni di mercato sono già state avvallate in sinergia fra Società e tecnico. L’ingaggio di Budimir, il non rinnovo di Cassani e Diakitè o, ancora, la probabile cessione di Fernando. Scelte che ricadranno su quello che sarà il sostituto di Montella che gioco-forza dovrà avvallare. Insomma, un bel pasticcio. Il dubbio che quest’operazione sia stata spinta da un risparmio economico, viene avvalorata dalla non richiesta, da parte della Sampdoria, del pagamento della clausola rescissoria. Rinunciare a poco più di 1 milione di euro, per non doverne spendere, al lordo, attorno agli 8 di stipendio. Se da una parte si evidenzia un risparmio e, dall’altra, un aumento di stipendio, gli unici a perderci sono ancora una volta i tifosi. Quegli stessi tifosi che stanno imparando, a loro spese, che le bandiere, nel calcio moderno, non esistono più.

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