Pacato, riflessivo, misurato: Giancaspro si presenta al Bari. “Tornerà il galletto”

Pubblicato il autore: vito contento Segui

Pacato, riflessivo, misurato nelle risposte. Cosmo Antonio Giancaspro, ventottesimo presidente nell’ultracentenaria storia del Bari, si è presentato così nel primo incontro con i giornalisti nelle nuove vesti, dopo essere stato socio di minoranza di Paparesta, l’ex numero del club dimessosi due giorni fa dopo non essere stato in grado di ricapitalizzare per far fronte alla situazione debitoria. E dopo qualche minuto di conferenza anche sudato, complice il non funzionamento dell’aria condizionata nella sala stampa del San Nicola, altro segnale che lo stadio costruito per i Mondiali del ’90 ha bisogno di una seria ristrutturazione. Era descritto come un uomo pragmatico e così è apparso il nuovo presidente. Un modo di fare opposto a quello del suo predecessore: niente facili promesse o voli pindarici. Giancaspro è uno che fa i conti con la realtà, il che non significa non essere ambizioso.

IL GALLETTO – In verità una promessa l’ha fatta. Quella del ritorno del galletto sulle maglie e nel logo societario, dove ne era rimasta solo la cresta, per il maquillage voluto dalla precedente gestione. Un modo per rilanciare il merchandising che a suo dire rappresenta una voce importante fra i ricavi societari e anche per recuperare il rapporto con una tifoseria delusa, tradita e disorientata dopo il caso Paparesta-Noordin. “E’ già stata impostata una serie di attività con il direttore marketing, ogni euro di ricavo sarà reinvestito nella società”. Una stoccata alla precedente gestione e non è stata l’unica: “Non sarò l’uomo della spending review ma certamente bisogna evitare gli sprechi, che le risorse siano bruciate per nulla, anche nell’ottica del fair play finanziario che ti obbliga a non spendere più di quanto ricavi”.

GESTIONE SPORTIVA – Nessun nome sul direttore sportivo (appare tramontata l’ipotesi di un ritorno di Angelozzi e Doronzo). “Devo prima parlare con Zamfir (l’attuale ds, ndr). Ho grande rispetto per tutti coloro che sono ancora legati contrattualmente con la società. Comunque credo che mercoledì ne saprete di più, anche sull’allenatore”. Poi si penserà alla squadra. “In questo weekend studierò i contratti dei calciatori tesserati, abbiamo due settimane di tempo prima della partenza per il ritiro in Trentino”.

UN PIANO DA CONDIVIDERE – Entro fine luglio Giancaspro conta di presentare un piano pluriennale. “Posso assicurare che il budget sarà lo stesso di quanto speso in questi due anni, con la speranza di poter aumentare i ricavi”. Un piano da condividere con i tifosi (“i nostri primi investitori”) ed eventuali partner. “Per quella che è stata finora la mia esperienza lavorativa ho contatti con imprenditori inglesi, tedeschi ma credo molto in imprenditori locali che possano sposare il piano essendo in linea con le mie aspettative”. Parte importante del piano è lo stadio. “E’ una follia utilizzarlo sopportando spese di manutenzione straordinaria senza che siano programmate e finanziate. Il San Nicola necessita di un serio intervento di ristrutturazione ma la proprietà è pubblica e chi deve presentare il progetto è un privato. E’ un argomento molto delicato da affrontare con serenità da società e amministrazione comunale. Avremo un anno di proroga ma entro fine anno va presa una decisione”.

INCOMBENZE – Dopo aver salvato la società dal fallimento, l’imprenditore molfettese con interessi nel settore dell’informatica, dell’immobiliare e delle energie rinnovabili, ha rimesso mani al portafoglio per pagare gli stipendi del trimestre marzo-aprile-maggio la cui scadenza era oggi, inviando la documentazione agli organi competenti, evitando così una penalizzazione da scontare nel prossimo campionato. “Tranquillizzo la città e i tifosi che tutto è in regola e che entro il 30 giugno tutti gli adempimenti saranno completati”, riferendosi alla fideiussione da 800mila euro per l’iscrizione.  “Non sono un benefattore – ha precisato – ma  investo nel calcio avendo una percezione di business. Quando sono entrato in società con 100mila euro acquisendo il 5% del pacchetto azionario, avevo già ipotizzato che poteva essere solo l’inizio e che quindi la somma avrebbe potuto lievitare. Le risorse per realizzare il piano non sono di poco conto. Con 7,5 milioni di aumento di capitale chiudiamo la situazione finanziaria determinata al 30 giugno quando chiuderemo il bilancio.  Non sono l’uomo dei tagli ma l’azienda viene prima di tutto”.

A chi gli ha chiesto un commento sulla dichiarazione dell’avv. Iannarelli, advisor di Noordin, secondo cui il suo 5% sarebbe stato da intralcio sul buon esito dell’operazione con Paparesta, è stato lapidario: “Non ho mai conosciuto questi signori”. E sul suo rapporto con il calcio e con il Bari: “Qualcosa di calcio so. Del Bari ricordo con piacere una gara con il Pescara vista dalla curva, era il Bari di Catuzzi e ricordo le geometrie di Totò Lopez”.

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