Perché Conte non considera Insigne?

Pubblicato il autore: Francesco Moscato Segui

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Siamo arrivati alla terza giornata dei gironi dell’Europeo 2016 in Francia, e due di questi, quello A ed il B, si sono conclusi, con il passaggio sicuro agli ottavi di Francia, Svizzera, Galles ed Inghilterra. In attesa che l’Albania di De Biasi e la Slovacchia di Hamsik, possano rientrare tra le migliori terze ed accedere al turno successivo. Dalle 18, oggi si completeranno il girone C della Germania, e il D, dove c’è il rischio che la Spagna, possa beccare l’Italia di Conte il 27 giugno a Saint Denis. Si, l’Italia di Antonio Conte, che contro tutte le previsioni dei milioni di tecnici ed allenatori presenti in Italia, ha già superato il turno, potendosi permettere domani contro l’Irlanda, di far scendere in campo un’Italia 2, facendo riposare i titolarissimi e chi è ammonito ed a rischio squalifica. I giornali e i tg sportivi di tutto il paese, hanno fatto tutti i nomi possibili dei calciatori che giocheranno domani: da El Shaarawy, a Immobile, passando per Sturaro, De Sciglio, ad arrivare a Ogbonna e Sirigu, che sostituirà Buffon. Manca, un nome. Quello di Lorenzo Insigne. Si, il talento napoletano, miglior attaccante italiano per numero di assist e gol realizzati durante l’intera stagione. Ed in Francia, comincia a nascere un caso. Perché, Antonio Conte, non considera Insigne? C’è ancora quel po’ di astio tra i due? Oppure, è un problema prevalentemente tattico, e di fiducia che il tecnico azzurro non vede nell’attaccante del Napoli? Fatto sta, che Insigne, nemmeno domani scenderà in campo da titolare, è possibile però che Conte, possa dargli quel minutaggio che il ragazzo chiede anche per soddisfazione personale, come giusto sia. Da vari punti di vista, si pensa che Insigne, sia il classico giocatore da far entrare a partita in corso, a risultato a sfavore, in modo da rompere con la sua tecnica e velocità le difese avversarie. Intanto, con i due risultati a favore, ottenuti dalla squadra, Conte, non ha avuto bisogno di Insigne, che anche domani saprà, su quale sediolino della panchina sedersi.

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