Salernitana-Lanciano: pubblico “freddo”? Ecco l’ultimo ruggito dell’Arechi (FOTO TIFO)

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

IMG_4447
25.015.
È il numero ufficiale di paganti per il ritorno dei playout tra Salernitana e Lanciano. Non certo una sfida di primo piano. Ma l’ultimo appiglio per mantenere la categoria. Per capire come è vissuto il calcio a Salerno è sufficiente scendere alla stazione. Il simbolo dell’ippocampo è stampato ovunque. Inotlrandosi per le vie del grazioso centro storico è facile scorgere poster dei granata in quasi tutte le attività, mentre i murales dei ragazzi della curva fanno da corollario al frenetico andirivieni che rende la città tirrenica tra le più vive della regione. La Salernitana non è solo una squadra di calcio. È una fede, una malattia, una religione. Salerno ha saputo fondere il pallone con tutta la sua comunità, benché negli ultimi anni siano state tante le delusioni, capeggiate sicuramente dal fallimento, con annessa ripartenza dalla Serie D.

Se non si conoscono queste zone, si fa persino fatica a capire come e quanto il calcio condizioni quotidianamente le vite dei suoi abitanti. La Campania, in generale, è una vera e propria “bomba a orologeria”, nel senso buono del termine, pronta ad esplodere dietro ai propri idoli pallonari e sempre fiera di identificare le proprie città, i propri centri, anche minuscoli, con lo sport. Non è solo Salerno. Cava de’ Tirreni, Nocera, Castellammare, Torre Annunziata, Torre del Greco, Pagani, Scafati, Angri. Solo solo alcune tra le storiche “guerrafondaie” di zona. Questo lembo di terra, bagnato dal mare, sovrastato dai Monti Lattari e caratterizzato dall’ospitalità dei suoi abitanti e dal buon cibo, ha migliaia di storie di calcio da raccontare.

Leggi anche:  Morte Maradona, tampone negativo per Diego Jr: parte per l'Argentina

Ma oggi ci soffermiamo su quella dell’Arechi. Perché è la che si svolge una delle ultime tappe di questa stagione calcistica italiana. Il sole bacia la costa e si specchia sul blu del mare, nonostante le previsioni annunciassero pioggia. I trenta gradi sono forieri di bella stagione, e avvicinandosi allo stadio le maglie granata si infittiscono sempre più. Non è stato un anno facile per la Salernitana. Un’annata sofferta, contraddistinta spesso da prestazioni mediocri e sconfitte brucianti, con il serio rischio di un immediato ritorno in Lega Pro che ha fatto da vero e proprio spettro incombente quasi sempre. E allora i 25.015 di oggi sono come un angelo custode, pronti a dire: “C’eravamo, ci siamo e ci saremo, ma abbiate cura della Salernitana”. La vittoria per 1-4 dell’andata, infatti, ha seriamente ipotecato la salvezza. Gli abruzzesi avrebbero bisogno di un vero e proprio miracolo sportivo, oltre che di un harakiri degli avversari.

Leggi anche:  Liverpool-Atalanta 0-2: spettacolo della Dea

Lo stadio pulsa passione da ogni singolo seggiolino, con la Curva Sud sugli scudi già in fase di riscaldamento. Non sono mancati, né mancheranno questa sera, gli alterchi con la presidenza. Quel Claudio Lotito contestato a Roma come a Salerno, che spesse volte ha toccato l’orgoglio dei granata minimizzando la loro storia e rimprovenrando al pubblico poca affezione per la squadra. Lo farà anche stasera. In risposta, parlano i numeri. Con una media di 12.000 spettatori e picchi di 21/22.000, che per la Serie B del 2016 sono numeri considerevoli, soprattutto se si tiene presente dei pienoni registrati anche negli anni addietro, quando gli avversari erano sovente piccole compagini o le partite triste teatrini di categorie artefatte.

E anche stasera non è mancato lo spettacolo del tifo. Fino al 75′, quando la Sud si è prima colorata con diversi cartoncini con la scritta “Meritiamo di più”, per poi lasciare vuote parte delle gradinate e far giocare gli ultimi minuti nel silenzio. Un silenzio di uno stadio che alla fine ha voluto presentare il conto, ma anche far capire quanto sia importante, in vista della prossima stagione, programmare per dare a Salerno qualche soddisfazione in più.

Leggi anche:  Panchina Inter: Antonio Conte sempre più in bilico, Marotta come traghettatore pensa ad un ex nerazzurro

Soddisfazione che sicuramente non avranno i tifosi lancianesi. Giunti in terra campana in 170, i frentani hanno tifato per tutta la partita, nonostante l’imminente retrocessione. Loro ci hanno provato, e hanno anche applaudito i giocatori alla fine. Del resto quattro anni di cadetteria non si dimenticano per un centro, fino a poco tempo fa, abbituato a fare la spola tra C1 e C2.

Cala così il sipario sull’Arechi. Con i tifosi che sfollano lentamente e le vie che tornano a colorarsi con i drappi e le bandiere granata. È l’ultima istantanea di una giornata che sottolineato per l’ennesima volta l’attaccamento di un popolo alle proprie tradizioni e alla propria squadra calcistica. L’appuntamento è per la prossima stagione, in vista di un campionato agguerrito e ancor più popolato da piazze storiche del calcio italiano. Se ne vedranno delle belle e lo spettacolo sulle gradinate è ancora una volta assicurato.

  •   
  •  
  •  
  •