Sampdoria, il bilancio di una stagione. L’arrivo di Vincenzo Montella ed il mercato di riparazione

Pubblicato il autore: Masi Vittorio Segui

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Alla ricerca di una guida tecnica, che potesse dare quella tanto ricercata “idea di gioco”, la scelta del presidente Massimo Ferrero ricade, questa volta, su Vincenzo Montella, il miglior allenatore disponibile, oltre ad essere più che ben voluto dalla tifoseria. Ancora una volta, si è cercato di accontentare la piazza, ma i risultati non saranno quelli tanto attesi, nè come espressione di gioco, seppur con qualche miglioramento, nè a livello di prestazione, spesso al limite della grave insufficienza.

L’inizio dell’avventura del tecnico campano non è di certo dei migliori, anzi. La Sampdoria perde tre partite consecutivamente, con Udinese, Milan e Sassuolo, incassando ben 8 goal e realizzandone solamente 2. A ridosso della sosta natalizia, però, i blucerchiati riescono a strappare un pareggio con la Lazio e a battere in casa il Palermo. Ma, quella che pareva essere la vera svolta, ossia la vittoria nel derby, purtroppo non ha avuto seguito. Infatti, una dopo l’altra, arrivano quattro sconfitte consecutive in un mese, quello di gennaio, durante il quale la Sampdoria si rivela protagonista del mercato, a suo malgrado, soprattutto per la partenza dell’italo-brasiliano Eder. Non sapremo mai se effettivamente l’attaccante blucerchiato sia stato “impacchettato” o se si stato lui stesso a voler essere ceduto ma, come spesso accade in questi casi, la verità sta nel mezzo. Da una parte c’erano maggiori ambizioni, mentre in casa Samp c’era la necessità di far cassa, anche se la formula scelta, un pagamento rateizzato, non va di certo in questa direzione. L’unica certezza è che la vicenda sarebbe potuta essere gestita in modo più lungimirante. Se il giocatore voleva andare verso altri lidi, o lo si cedeva in estate, avendo il tempo di trovare un valido sostituto, o si aspettava la fine del campionato. Privarsi del tuo migliore marcatore (12 goal) a metà campionato, ma soprattutto con una salvezza ancora da ottenere, vuol dire giocare col fuoco e per poco, come ben sanno i tifosi doriani, si è rischiato di rimanere scottati.

Con la cessione di Eder sono arrivati, almeno sulla carta, dei giocatori più adatti al modulo di Montella, ossia un 3-5-2, con il quale a Firenze ha ottenuto ottimi risultati. Dodò e Sala sulla fasce, Ranocchia e Diakitè per la linea difensiva, Alvarez per la trequarti e Quagliarella come nuova punta d’attacco. Purtroppo, solo Quagliarella, e in alcuni partite Dodò, hanno dato un effettivo contributo alla causa blucerchiata. Ranocchia, arrivato con l’obiettivo di mettersi in mostra per gli Europei, avrebbe avuto più chances se fosse rimasto in panchina nei nerazzurri. Sala, ha dimostrato, anche a Genova, di non riuscire a trovare continuità, visto gli innumerevoli stop, per infortunio, che ha dovuto patire, fin dalla sua prima apparizione in maglia doriana. Per quel che riguarda Diakitè, si è dimostrato un difensore generoso e forte fisicamente, ma con lacune a livello tecnico-tattico. Insomma, si arriva a febbraio con una squadra rivoluzionata, in quasi tutti i reparti, non dimenticandoci, peraltro, di un’altra partenza, passata forse in secondo piano, ossia quella di Zukanovic, ceduto alla Roma. Fra lui ed Eder, la Sampdoria ha dovuto, così, rinunciare a ben 15 goal. Un’enormità per una squadra impegnata nella lotta salvezza.

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