Sampdoria, il bilancio di una stagione. Una salvezza nel segno di Viviano

Pubblicato il autore: Masi Vittorio Segui

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A quattro mesi scarsi dalla fine del campionato, la Sampdoria di Vincenzo Montella si trova, a sorpresa, invischiata nella lotta per non retrocedere. Quelle che erano le rosee aspettative, all’arrivo del mister campano, non hanno trovato, quindi, alcun seguito. Bel gioco, possesso palla, e tutto ciò che deriva da una buona organizzazione tattica finiscono, quindi, in secondo piano. L’obiettivo diventa uno solo, fare punti per salvarsi. Si arriva, così, alla 27° giornata, al match con il Frosinone, fondamentale ai fini della classifica dei blucerchiati. I ciociari, infatti, occupano il terz’ultimo posto ed hanno solamente due punti in meno rispetto alla Sampdoria, già battuta all’andata. A siglare l’importante vittoria del Doria per 2-0 sono Fernando e Quagliarella, due dei giocatori che hanno dato un maggiore contributo in un’annata davvero difficile, e che meritano sicuramente una conferma per il futuro.

Nelle due successive partite la squadra di Montella porta a casa altri quattro punti, mentre con il Chievo, si riassapora la sconfitta. Con Fiorentina ed Udinese arrivano un pareggio e una vittoria, che permettono ai blucerchiati di portarsi +8 dal Palermo, che assieme a Frosinone e Verona, retrocederebbero in cadetteria. Obiettivo salvezza raggiunto? Niente affatto. Al termine del campionato mancano sei giornate, con squadre molto impegnative, come Milan, Sassuolo e Lazio, per poi finire con il Palermo, avversaria diretta, il derby di ritorno, e la Juventus, oramai destinata al quarto tricolore consecutivo. Con i rossoneri la Samp cede il passo, come successo, peraltro, già in Coppa Italia, altra competizione dalla quale la squadra genovese è stata subito estromessa. Si arriva, così, a quelle che sono state le due partite che concretamente hanno permesso la permanenza nella massima serie ai blucerchiati. Il pareggio con il Sassuolo e la vittoria con la Lazio sono due risultati da attribuire ad Emiliano Viviano, strepitoso nel neutralizzare i rigori di Berardi prima, e Candreva poi, due che dal dischetto non mancano di certo di esperienza. Il portierone sampdoriano, già decisivo in altri match, come contro la Roma all’andata, ha semplicemente confermato la sua esponenziale crescita nel campionato, appena terminato, risultando uno dei numero uno più affidabili d’Italia, dietro solo ad un monumento come Buffon, e ad Handanovic, altro specialista nel parare i rigori. Proprio per questo motivo, in molti si aspettavano una chiamata azzurra, purtroppo non arrivata, che avrebbe rappresentato un giusto premio per chi, come Viviano, è riuscito a salvare, quasi da solo, un’intera squadra dalla retrocessione, non da attaccante ma, appunto, da portiere. Come direbbe qualcuno “‘…ccezionale!” Tutto ciò viene avvalorato dalle tre successive ed ultime partite di campionato. Infatti, i blucerchiati vanno in contro a tre sconfitte consecutive, e se “San Viviano” non avesse fatto gli straordinari, ciò avrebbe potuto comportare un esito dell’annata decisamente tragico, sportivamente parlando, s’intende. Soprattutto la rincorsa del Carpi, ha rimescolato non poco le carte nella zona calda della classifica, tanto da far salire nettamente la quota salvezza, stimata a febbraio attorno ai 32/33 punti, per poi impennarsi e attestarsi a 39 punti.

A conti fatti, quindi, la Sampdoria si è salvata con soli due punti di vantaggio dalla zona retrocessione, e solamente alla penultima giornata, visto i passi falsi delle dirette concorrenti. Non è sbagliato, quindi, affermare che il raggiungimento della salvezza sia quasi più per demerito degli avversari che per merito proprio di Montella & Co. Affermazione che trova seguito, anche per la bruttissima sconfitta rimediata contro il Genoa, alla penultima giornata, punto forse più basso raggiunto dall’intera Sampdoria, sia a livello di gestione tecnica sia a livello di prestazione dei singoli. Antipatico, poi, il botta e risposta, post-partita, fra Osti e lo stesso Montella. Certe questioni sarebbe meglio risolverle in separata sede. Non ultimo a risentirne di un’annata, quantomeno disgraziata, è stato, quindi, anche il famoso “stile Samp”. La speranza, tornando al presente, è che si possa aver imparato dagli errori commessi, in modo da pianificare al meglio la prossima stagione. Difatti, fra scadenze di prestiti e giocatori con la valigia in mano, ben prima che il campionato giungesse al termine, lavoro per la Società, Montella e Osti, o chi per lui, non mancherà di certo.

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