Stelle Europee. Cristiano Ronaldo, il momento in cui è diventato campione (ESPN’s documentary)

Pubblicato il autore: Francesco Saverio Simonetti Segui

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Eccoci qui, all’ultimo appuntamento con le sei punte stellate dell’Europeo che sta per venire.

L’idea è nata in un pub a Corvetto, mentre assistevo, tra una birra e l’altra, senza particolari ansie, alla lotteria dei calci di rigore di Milano. Griezmann l’apriva, Ronaldo la chiudeva. Nel gruppo A gioca la Francia, nel gruppo F il Portogallo.

In un cerchio che si chiude e ossessivo ritorna, ho provato a tratteggiarne i contorni, individuando altri quattro giocatori che per me più di altri si avvicinano al concetto di calcio, per avvicinarci all’edizione forse più bella dell’Europeo, per aspettative almeno sulla carta.

Nel tentativo di non risultare mai banale, spero ne abbiate apprezzato il contenuto. (messaggio rivolto agli sfortunati che per sbaglio mi hanno letto in questi giorni).

Le sei stelle presentate

Antoine Griezmann, dalla Borgogna agli undici metri di San Siro. L’eccezione alla teoria del cholismo. (long-form)

Wayne Rooney, remember the name. La prima stagione del Wonder Boy.

Thomas Muller. Il Raumdeuter scambiato per raccattapalle da Maradona.

Don Andrés Iniesta e la totalità del tutto.

Eden Hazard, il mese della redenzione per riscrivere la mappa del calcio.

E ora il turno di CR7.

Un marchio, ormai. L’emblema di un sistema che si sta spostando sotto l’ondata del “tutto è un business”. E come direbbe un mio vecchio amico “bisiness es bisiness”. Ecco che, per questa legge, Cristiano Ronaldo è l’atleta più pagato del 2015 con 77 milioni intascati. Parte anche dalla sua linea di profumi.

Bene. Cioè, mica tanto. Cosa diamine posso mai scrivere di non banale, limitandomi al calcio giocato, su uno così?

Che deve ringraziare Messi, come l’argentino deve ringraziare il portoghese. La costanza del loro successo sta soprattutto qui, nell’aver trovato un rivale all’altezza. Questo l’han detto tutti.

Che in una carriera fatta di record, l’unico trofeo che gli manca è quello con la propria nazionale. Proprio come a Messi. Ovvio che è stato detto.

Che si è o messiani o ronaldiani. Io “detesto” entrambi perché non mi appaiono umani, hanno alzato l’asticella a un limite insopportabile, e il calcio deve ritornare ad un livello più tangibile, ma questa è un’altra storia. La prima parte, invece, è stata già detta.

Che, a differenza di Messi, Cristiano Ronaldo ha cambiato tre squadre, tre paesi, è andato a giocare dove c’è Messi, e anche lì ha vinto. Anche questo l’han detto tutti (soprattutto i ronaldiani)

Che è uno che si allena sempre, alla ricerca costante del miglioramento ed è ossessionato della perfezione fisica. Già detto.

Che è riuscito ad eliminare il pletoricismo del primo Cristiano Ronaldo, per diventare un’autentica macchina di dribbling, assist e gol. Detto detto.

Che non ha punti deboli: destro, sinistro, di testa, calci piazzati, tutto. Lo si vede.

E allora guardiamoci dei video e cerchiamo di trovare qualcosa da proporre, perché a parole stento a non scrivere cose già lette. Mi ricordo un documentario ESPN di quando giocava al Manchester che mi aveva colpito. Vediamo se lo trovo.

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Eccolo trovato!

Nel video che troverete in fondo, verrà preso in considerazione il passaggio dal primo Cristiano Ronaldo al secondo Cristiano Ronaldo. Quello che gli ha concesso di vincere il Pallone d’oro nel 2008. Era già un giocatore fenomenale, ma l’aver eliminato quell’ammasso di finte e controfinte – scriviamolo pure, odiose quanto inutili – gli ha ridotto il numero di falli subiti e questo significa molto (ricordate Balotelli che insulta Cristiano Ronaldo?) e lo ha portato a concentrarsi su molti più aspetti.

Balotelli vs. Cristiano Ronaldo

La chiave di quello che è Cristiano Ronaldo oggi, è qui.

In questo meraviglioso documentario, viene fatto notare come il suo atteggiamento in campo sia mutato progressivamente, concentrandosi maggiormente all’essenza del gioco, limando dettagli e dedicandosi a due fondamentali che poi, se andiamo ben a vedere, sono forse le caratteristiche di pure gioco che maggiormente lo distanziano dagli altri.

La maniacale cura dei calci piazzati (anche se la percentuale di realizzazione si è abbassata negli ultimi anni) e il colpo di testa.

Da qualche anno, infatti, Cristiano Ronaldo è il miglior colpitore di testa in circolazione. Sotto di lui, in questa caratteristica, Gareth Bale, un altro che vorrà stupire in questo europeo con il Galles alla prima partecipazione.
Non a caso la ricerca della perfezione fisica del gallese è la stessa del portoghese, e non a caso, sempre il gallese, anche se con dinamiche diverse, sta seguendo il medesimo processo evolutivo. Sembra di scrivere di robot. Forse lo sono.

Enjoy it!

Il documentario su Cristiano Ronaldo della ESPN.

E visto che stasera si parte…buon Europeo a tutti!

A.V.

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