Stelle Europee. Don Andrés Iniesta e la totalità del tutto.

Pubblicato il autore: Francesco Saverio Simonetti Segui

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Se di calcio stiamo scrivendo, non possiamo che associare a questa cultura secolare che tarda a lasciare l’apice del popolare, il nome di Andrés Iniesta.

L’appellativo Don, coniato per lui dai tifosi spagnoli, è quanto di più azzeccato nella storia della nomenclatura calcistica sia mai accaduto. Dinanzi ad uno così ci si può solo levare il cappello, abbassando il capo. Le parole contano poco e banalizzerebbero qualsiasi concetto.

Ma visto che di parole qui viviamo, proverò ad usarne il meno possibile per spiegare cosa per me rappresenta Iniesta all’interno del rettangolo di gioco.

A tal proposito, comincio la mia riflessione da un’ equazione logica/linguistica/matematica che poi svilupperò nella maniera più sintetica possibile per non scadere in facili definizioni.

Don Andrés : Fútbol = Cuoio : Pallone

Approfondendo il termine Fútbol dell’equazione, si andrà a scoprire che bisogna partire da un altro termine. Ovvero Futsal. Calcio a 5 per intenderci.

Già perché Andrés, prima di approdare a 12 anni nella raffinata riserva della cantera catalana, ad Albacete giocava a calcio a 5.

E molto probabilmente…togliamolo pure…l’essenza della tecnica che gravita sotto gli scarpini di questo funambolo equilibrato del campo da calcio, si sostanzia di quei primi passi nei palazzetti della provincia di Albacete, che poi si svilupperanno sull’erba fortunata (per l’erba si intende) del Camp Nou e di tanti altri stadi sparsi nel mondo, calpestati da Don Andrés.

Una tecnica che ha pochi eguali nella storia del calcio, e che sta segnando un solco ben definito, di cui un giorno tra qualche anno staremo ancora discutere, divenendo l’emblema, assieme a Xavi Hernandez, del tiqui taca che affonda le proprie radici nel calcio a 5, appunto.

Don Andrés, infatti, in mezzo al campo – inteso tutto…per lunghezza e per larghezza – incanta la vista per l’assoluta calma con cui compie ogni scelta, facile o difficile che sia, ma che ai nostri occhi apparirà sempre facile. A fare la differenza è la semplicità del gesto in sé, in grado di materializzare, senza storpiature, il pensiero fulmineo che gli è passato per il cervello. Perché credo che uno così, nonostante quanto abbia appena scritto, viva di sensazione e istinti, a volte repressi, senz’altro primordiali che vengono prima di qualsiasi forma di sapere. Iniesta è prima del calcio stesso.

Una padronanza dei propri mezzi tecnici, supportata da un’intelligenza nettamente superiore alla media che gli consente di sopperire alla mancanza di una fisicità del calciatore moderno, e di essere considerato un giocatore tremendamente contemporaneo, capace di unire passato e futuro in un punto.

Una delle prime immagini che mi viene in mente se penso ad Iniesta è il cerchio.

E se poi andassi meglio a indagare questo pensiero istantaneo, scorgerei una figura simbolica greca ritraente una dragone nell’atto di mordersi la coda. Ouroboros. Che significa l’eterno movimento in grado di consumarsi, rigenerarsi e unirsi, continuamente andando a toccare la totalità del tutto.

Ecco, è proprio questo il concetto di fondo. La totalità del tutto.

Andrés Iniesta è attualmente l’espressione naturale che più ha caratterizzato quest’epoca calcistica (più di Messi e Ronaldo) in grado di unire senza discussioni tutti gli esponenti del calcio. Perché in lui, forma e sostanza coincidono. Come in un assioma che non può essere messo in dubbio, Andrés Iniesta è.

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Ascoltate con che parole definisce il suo gol finale al Mondiale del 2010. Pura poesia. Anche qui, a stupire è la semplicità con cui gli riesce.

Andrés Iniesta è stato eletto miglior giocatore dell’Europeo 2012. Qui la video sintesi del suo Europeo.

 

Spain's Andres Iniesta celebrates his goal during the 2010 World Cup final soccer match against Netherlands at Soccer City stadium in Johannesburg July 11, 2010. REUTERS/Jerry Lampen (SOUTH AFRICA - Tags: SPORT SOCCER WORLD CUP)

Iniesta ha dedicato il gol della finale a Dani Jarque, capitano dell’Espanyol prematuramente scomparso nel ritiro a Coverciano l’8 Agosto 2009.

 

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