Stelle Europee. Wayne Rooney, remember the name. La prima stagione del Wonder Boy.

Pubblicato il autore: Francesco Saverio Simonetti Segui

19 Ottobre 2002 Everton 2, Arsenal 1. Wayne Rooney prima del momento acme.

Who are ya?” continuano a ripetere i supporter degli spurs ogni volta che tocca la palla quel ragazzino bianco di chiare discendenze irlandesi. Fino al minuto 37 quando il numero 18, alquanto tozzo – ricorda e non poco Gascoigne – serve l’assist per il vantaggio firmato dal gallese Mark Pembdrige. Everton 1, Tottenham 0. La partita finirà 2 a 2 dopo che gli spurs erano andati addirittura in vantaggio a metà del secondo tempo.

É il 17 Agosto 2002 e la risposta a “Who are ya?” è Wayne Rooney, un ragazzino di sedici anni.

WAYNE ROONEY, THE WONDER BOY

Il manager dell’Everton nella stagione 2002/2003 (e per tanti altri anni a venire) era David Moyes.
I due si ameranno, si odieranno, e poi conviveranno una decina di anni dopo, ma questa è un’altra storia.

Lo scozzese dopo quella partita decise di usare il gioiello che si ritrovava in casa soprattutto come arma in corsa. Entrava quasi sempre quando mancavano venti-trenta minuti, dispensava assist , ci metteva sempre molta grinta – il suo cuore ha sempre battuto per i blues di Liverpool – e intanto prendeva confidenza con il campo senza montarsi troppo la testa.

Poi il primo ottobre, nella partita di League Cup contro i gallesi del Wrexham, Wayne Rooney esce dalla panchina e segna due gol. Wrexham 0, Everton 3. É il più giovane marcatore della storia dei Toffees.

Moyes però ancora non se la sente di rischiarlo dal primo minuto e continua a farlo entrare dalla panchina.

É il 19 Ottobre e mancano 10 minuti al termine della partita. Everton 1, Arsenal 1. La squadra di Wenger sta dominando nettamente l’incontro, ma non riesce a trovare il vantaggio.

In un Goodison Park tesissimo, David Moyes decide di giocarsi la carta del ragazzino.

Allo scoccare del novantesimo, l’Everton, barricato in difesa da oltre settanta minuti, scaglia lontano l’ennesimo pallone dalla propria metà campo. Ad effettuare il lancio è il danese Thomas Gravesen, spacca caviglie d’altri tempi che per qualche strana legge del futbòl giocherà due stagioni nel Real Madrid.

Uno, invece, che con quella pezza di cuoio ci sa fare è proprio il sedicenne che tra cinque giorni compirà 17 anni. Addomestica, infatti, il pallone con un controllo istantaneo che gli permette di liberarsi della pressione di Lauren e indirizzarsi verso la porta dal centro-sinistra. Il terzino camerunese anziché accorciare, scappa verso la porta, poi quando vede che il ragazzino sta puntando, con gli occhi del diavolo, i centrali Campbell e Cygan, decide di farsi avanti.

Ma è tardi. Rooney con innaturale calma sta contando i passi, si trova a venticinque metri dalla porta, per colpire. Al contrario di quanto si possa pensare, Rooney sceglie quasi di incrociare la traiettoria del tiro anziché optare il palo più lontano come di solito accade. Il risultato è una parabola tesa che va a sbattere contro la parte bassa della traversa per poi infilarsi in rete.

Everton 2, Arsenal 1. I tifosi sono in visibilio, Moyes è letteralmente impazzito, Wenger e tutti i gunners rimangono attoniti, in primis Seaman che ha subito un altro gol assurdo da un sarà celebre, ma ora sconosciuto. Ricordate Ronaldinho ai Mondiali del 2002?

Il telecronista Clive Tyldesley pronuncia una frase che rimarrà nella storia del calcio inglese: “Remember the name: Wayne Rooney!”. É il marcatore più giovane della Premier League.

(record che verrà battuto da James Milner qualche mese dopo con la maglia del Leeds, e poi da Vaughan sempre con la maglia dell’Everton)

Il primo gol di Wayne Rooney in Premier League

In un’atmosfera di entusiasmo generale, il pubblico incomincia a intonare il nome del ragazzino cresciuto in casa “Rooooney Rooooney Roooooney” e quasi non si accorge che il 18 si sta per inventare un altro capolavoro cercando di uccellare Seaman fuori dai pali con un pallonetto ad uscire dal limite dell’area, sul versante di destra. La palla esce di tanto così. Sul rinvio il triplice fischio dell’arbitro recita:

Everton 2, Arsenal 1. Strisce di imbattibilità interrotta dopo 30 partite, l’Inghilterra è ai piedi di un sedicenne. Wayne Rooney, The Wonder Boy.

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A fine partita Thierry Henry andrà direttamente a congratularsi, mentre Wenger dichiarerà che Rooney è il miglior under 20 (e ne ha 16) che abbia mai visto giocare dal vivo.

Le scelte di Moyes, tuttavia, non cambiano. Rooney verrà impiegato soprattutto come arma per cambiare la partita.

Ogni volta che il numero 18 tocca la palla c’è un’esplosione di energia indescrivibile: sembra che debba succedere a tutti i costi, quel che costi, qualcosa. Non ci son santi.

La dimostrazione per David Moyes che davanti a lui c’è un campione ce l’ha il 3 Novembre.

All’Elland Road è tutto esaurito. Il Leeds di Kewell, Viduka e Smith è favorito, ma il risultato a quindici minuti dalla fine è ancora sullo 0 a 0 e Moyes ha deciso di far uscire dalla panchina Wayne Rooney. Oh far uscire come dai blocchi, perché il ragazzo scatta dai seggiolini con una cattiveria agonistica che poi avremo il piacere di vedere tante volte.

Il 18 addomestica una rasoiata con le spalle alla porta a trentacinque metri sul versante destro, sembra andare verso il centro con il corpo, ma con l’esterno sterza e si allunga il pallone mettendo a sedere l’avversario, punta come un toro l’area avversaria, i difensori arretrano con il timore reverenziale che si concede solo ai campioni, poi provano a farsi sotto quando si avvicina al limite, ma vengono puniti con un tiro a incrociare sensibilissimo dopo che si è portato la sfera su una posizione ancora più defilata.

Elland Road espugnato dopo 51 anni. Leeds 0, Everton 1.

 

LEEDS - NOVEMBER 3: Wayne Rooney of Everton celebrates after scoring the winning goal during the FA Barclaycard Premiership match between Leeds United and Everton on Nivember 3, 2002 played at Elland Road in Leeds, England. Everton won the match 1-0. (Photo by Michael Steele/Getty Images)

A dicembre viene eletto come personalità sportiva dell’anno del 2002 (nella categoria young) e sei giorni dopo decide il match in casa contro il Blackburn con un gol di rapina di testa, partendo da titolare ed uscendo al novantesimo con il pubblico tutto in piedi.

Nel suo primo Boxing Day riceve il suo primo cartellino rosso della carriera (è il giocatore più espulso nella storia della nazionale inglese) e a Gennaio firma il primo contratto da senior, diventando il minorenne più pagato della storia del calcio. A marzo si ripete contro l’Arsenal, ma i gunners si riprendono la rivincita, quando ormai Rooney è un titolarissimo. Infine guida i suoi alla vittoria contro il Newcastle e l’Aston Villa con un tiro al volo di sinistro dal limite dell’area poco prima del novantesimo. Lascerà poi il campo per la solita standing ovation.

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Sono passate tredici stagioni e quel nome non c’è più bisogno di ricordarlo perché Rooney è con 178 centri il calciatore ad aver segnato più gol in Premier League con la stessa maglia, quella del Manchester United però nel quale si è accasato dopo gli Europei del 2004 fortemente voluto da Sir Alex Ferguson.

Ed è il primatista di presenze e di reti, nonché capitano, dell’Inghilterra.

Negli anni ha imparato a giocare anche a centrocampo, ha dimostrato di essere un giocatore generoso: nel famoso spot della Joga Bonito sotto la regia di Eric Cantona lo si vede fare il portiere e poi andare a fare gol, a testimonianza che ci troviamo dinanzi a un calciatore totale. Per grinta, tecnica e intelligenza. Non mi sorprenderebbe vederlo sul finale di carriera a guidare la difesa.

Lo spot della Joga Bonito in italiano

Ma ora, Wayne Rooney, anche se i minuti sulle gambe incominciano a sentirsi, è nel pieno della sua maturità. L’apice sembra averlo già raggiunto, ma una nazionale inglese così forte non si vedeva da anni, forse proprio dai mondiali del 2002 quando, qualche mese più tardi, avrebbe visto il suo talento più nitido degli ultimi cinquant’anni esplodere in pomeriggio d’autunno all’improvviso.

Ladies and gentlemen, remember the name: Wayne Rooney.

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19 Ottobre 2002, l’esultanza di Wayne Rooney dopo il gol vittoria al novantesimo minuto che interrompe la strisce di 30 risultati utili dei gunners. Everton 2, Arsenal 1.

 

 

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