Uno sguardo ai quarti di finale dell’Europeo

Pubblicato il autore: Alessandro Legnazzi Segui

Il campionato Europeo in corso non sarà ricordato per la fantasia e i dribbling. C’è molti di continentale in questa rassegna di calcio, orfana di un numero dieci capace di catalizzare l’attenzione. Ci ha provato (tardivamente) Eden Hazard del Belgio: il giocatore del Chelsea, che porta il nome del paradiso, si è svegliato dal torpore iniziale deliziando il pubblico contro la povera Ungheria. Giocate sublimi del belga, agganci di palla in corsa e verticalizzazioni profonde come lo squarcio della tela eseguita da una lama affilata. Hazard è riuscito dove Mesut Özil, fin qui, ha toppato. Ci auguriamo che il tedesco continui nelle prestazioni grigie con la Germania.

Polonia-Portogallo aprirà i quarti di finale dell’Europeo francese. La sfida tra Lewandowski e Cristiano Ronaldo è difficile da pronosticare perché entrambe le squadre non sono abituate a giocare queste partite. Sarà un match sulla falsa riga delle gare precedenti, bloccato dalla paura di sbagliare? Forse, però confidiamo che i due commissari tecnici, Nawalka e Santos, lascino piede libero ai propri giocatori. Vincerà chi avrà più confidenza con la sconfitta perché solo così si può trattare questo impostore. CR7 si è fatto carico del Portogallo negli ottavi contro la Croazia, una della partite più desolanti del torneo assieme a Irlanda-Italia. Lewandowski non è ancora pervenuto nonostante un grande anno con il Bayern Monaco. Fosse la volta buona per il polacco?

Venerdì all’insegna di Galles-Beglio. Bale è l’uomo Europeo, la stella più brillante che ha stupito la platea e la critica. Fulcro dinamico della formazione gallese, impiegato stabilmente sulla corsia destra, diventata come una pista d’atletica. Parte dai blocchi, Bale: scatta sulle punte e dopo pochi passi ha già tutti dietro. Il Galles è una formazione modesta ma con un fenomeno e un ottimo giocatore, Ramsey. Dall’altra parte il Belgio, il paese delle meraviglie, dal punto di vista calcistico. Wilmots è criticato in patria per faticare a estrarre il meglio dal gruppo di maggior valore presene all’Europeo: ha rischiato qualcosa nel girone, ha reagito nelle successive gare. Quelle che contano veramente. All’apparenza sembra già tutto scritto, Belgio vincente: occhio, però, alla solidità del Galles e alla loro capacità di far male dalle fasce (il punto debole dei belgi).

La fiducia dei tifosi azzurri è riposta in Antonio Conte (Fonte foto: www.iltempo.it)

D’Italia-Germania si può scrivere di tutto, rivangare nel passato sempre sorridente ai colori azzurri quando c’è da vincere un trofeo. Eppure i tedeschi hanno lo stesso nostro numero di Mondiali e due Europei in più. Senza di noi, avrebbero vinto il doppio. Venendo all’attualità, impressiona la disponibilità di talento della Mannschaft. Il ct Löw sta pensando all’inserimento di Bastian Schweinsteiger dal primo minuto, e far riposare Sami Khedira. Il centrocampista bavarese, reduce da un’annata passata totalmente fermo per infortunio, è il grande saggio della Germania: ha tante battaglie alle spalle, dispensa buoni consigli ai giovani e fa gruppo. Conte, invece, deve studiare un’alternativa in mezzo al campo, vista la doppia assenza di De Rossi e Thiago Motta.

Infine, Francia-Islanda. La conoscete la regola del dodici? Ogni dodici anni, all’Europeo, accade sempre una sorpresa. Nel 1992 la Danimarca, nel 2004 la Grecia: entrambe hanno vinto contro ogni pronostico. Deschamps è autorizzato a fare gli scongiuri perché queste sono le partite peggiori: per i favoriti, c’è tutto da perdere e nulla da guadagnare se non le semifinali.

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