Benatia in conferenza stampa: “Juve,scelta naturale” “Prendo il numero di Montero”

Pubblicato il autore: Saverio Crea Segui

Mehdi Benatia da ieri, è ufficilmente un giocatore della Juventus.

Oggi è il giorno della presentazione alla stampa.
Il calciatore, arriva con la formula del prestito a 3 milioni, con diritto di riscatto
fissato a 17 milioni, per un totale di 20 milioni. Marotta è riuscito ad ottenere lo stralcio dell’obbligo di riscatto nella trattativa. Infatti, nel contratto ci sarà solo il diritto di riscatto e quindi, la possibilità di valutare il giocatore ed eventualmente riscattarlo. Rinfoltisce il parco difensori, già fortissimo
della Vecchia Signora, che forse lascerà andare Daniele Rugani al Milan, nonostante la volontà di Allegri di farlo crescere e maturare nel suo club. Un acquisto che potrebbe far rifiatare Andrea Barzagli e Chiellini, nelle partite di Campionato o nelle altre competizioni di coppa.
Seguiamo insieme, in tempo reale l’evento e le prime parole del difensore marocchino, ex Bayern
Monaco e Roma che, a 29 anni, vuole consacrarsi e diventare uno dei migliori membri del reparto difensivo.

La conferenza stampa ha inizio alle 14,30. Seguiamo la diretta dalla Fonte Tuttojuve.com, la testata giornalistica che si occupa, maggiormente, della società di Torino.

Benatia © foto di Marco Spadavecchia - Tuttojuve.com

Benatia © foto di Marco Spadavecchia – Tuttojuve.com

Che tipo di accoglienza hai ricevuto? Le prime cose che ti sono state dette da Allegri e Pjanic, visto che siete degli amici….
“Sono stato accolto molto bene, dai tifosi, dai giocatori e anche dalla società. Tutti mi hanno detto che la Juve ha un progetto importante, di vincere, di continuare a vincere, non solo in Italia. Abbiamo questo obiettivo di essere competitivi anche in Europa, sono anni che purtroppo la Juve ha fatto un po’ di fatica per vincere questa Champions League e rimane un obiettivo per noi. Devo tornare a lavorare per iniziare questa nuova avventura e continuare a vincere”

Cosa manca, se manca qualcosa, a questa squadra per vincere la Champions League?
“Prima di tutto è stato un peccato giocare una partita così bella in un ottavo di finale, perchè sia il Bayern che la Juve meritavano di andare in finale secondo me. Poi il calcio è così, c’è uno che deve vincere. Questa partita non è che l’abbiamo tanto meritata, però siamo riusciti a vincere contro una grande squadra come la Juve, ci hanno messo in difficoltà. Secondo me non manca tanto, non manca tanto. L’anno prima sono andati in finale, ovviamente contro il Barcellona è sempre il Barcellona, quindi è difficile. L’obiettivo è di stare a questo livello, di queste top squadre e secondo me possiamo farcela”.

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Vieni da una super potenza come il Bayern. Cosa ti ha spinto ad accettare l’offerta della Juve?
“Sì, il Bayern è una grande società, sono campioni. Io ho avuto due anni un po’ difficili a livello personale, qualche infortunio di troppo, ormai si sapeva che volevo tornare in Italia per la mia famiglia, per il modo di vivere, per il campionato, per tutto. Diciamo che mi sento più vicino alla mentalità italiana che a quella tedesca e quello mi ha spinto veramente a tornare. Questa opportunità della Juve è stata una scelta naturale”

Vieni in una squadra che ha una difesa molto forte e anche la concorrenza sarà forte….
“Sì, sì, ci sta, tutti i grandi club hanno difensori bravi. Se volevo evitare questa concorrenza potevo tornare all’Udinese, dove sono stato bene, ma non era quello che volevo in questo momento, magari dopo. Io volevo rimettermi in gioco, sono proprio felice di avere compagni che sono tutti e tre mostri, come sono chiamati, Bonucci, Barzagli e Chiellini, e anche Rugani che secondo me sarà il futuro dell’Italia, perchè ha tanta qualità. Ma io non vedo problemi, ci sono tante partite, farò il massimo , quando il mister mi chiamerà in causa farò quello che so fare e darò sempre tutto. Poi massimo rispetto per le scelte, non ho problemi di questo tipo”.

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Hai giocato da esterno a Udine, hai giocato a tre e a quattro a Roma. Qual è il tuo ruolo preferito? A chi vuoi soffiare il posto dei tre intoccabili?
“Io preferisco giocare a quattro, per me è più naturale giocare a quattro in difesa, però a Udine ho giocato centrale a destra, a tre. Io sono a disposizione dell’allenatore, in questo momento non prendo a prendere il posto a uno o all’altro, io penso a lavorare, a farmi trovare pronto quando sarò chiamato a farmi vedere, punto e basta. Ripeto, massimo rispetto per quelli che sono a disposizione alla Juve da 4-5 anni, hanno vinto tante cose, ma io sono sicuro che posso dare qualcosa”.

Che numero di maglia hai scelto e se c’è un motivo…
“Sì, ho scelto il numero 4. Il motivo è che il principino Pjanic ha preso la 5 una settimana fa, quindi è rimasto il 4. Ma è la maglia che aveva Montero se non sbaglio, è stato un grande difensore, anche Caceres. E’ una scelta naturale, sono un difensore, c’era la 4 e l’ho presa”.

Quando la Juve si è fatta sotto in maniera concreta e tu hai detto sì?
“Già l’anno scorso avevo chiesto la cessione al Bayern, al signor Rummenigge per tanti motivi. Non hanno voluto, ho dovuto rimanere, avevo delle opportunità, avevamo aperto un discorso anche con la Juve, ma non è andato in porto perchè il Bayern non era d’accordo per vendermi. Quest’anno già da quasi tre settimane-un mese, abbiamo discusso con il mio agente e con la Juve, avevo altre possibilità, ma ho fatto questa scelta e ovviamente sono molto felice”.

Quali sono le prime parole che hai scambiato con Pjanic?
“Mi ha detto finalmente sei arrivato, perchè era da un po’ di tempo che si parlava. Miralem ormai è un grande amico, l’ho conosciuto alla Roma, eravamo sempre insieme in camera, eravamo insieme in allenamento, eravamo proprio sempre sempre insieme. Ritrovarlo qua è una fortuna anche per me… (Si sente la figlia in sala…, ndr) Questa si chiama Alya, ha sette mesi ed è tosta. Sono felice di ritrovare Miralem, un grande giocatore, sicuramente anche lui darà una grande mano alla Juve. Hanno fatto una scelta importante quando hanno scelto lui, sarà un giocatore importante per questa squadra”.

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Visto che sei marocchino, sei cresciuto in Francia, cosa hai pensato dei fatti di Nizza? Cosa si può fare per fermare questo?
“Ho pensato come tutti, stiamo attraversando un periodo molto triste, ma dappertutto, non solo in Francia, anche in altre Paesi che soffrono per questi atti orribili. Io penso che non dobbiamo avere paura, perchè altrimenti non c’è più vita. Dobbiamo continuare a vivere la nostra vita, aiutarsi quando è possibile e stare attenti soprattutto in questi momenti che c’è tanta gente, quando ci sono feste e partite, serve magari anche più sicurezza, ma lottare contro il terrorismo mi sembra molto difficile. Può essere una persona normale, non lo ha scritto sulla testa che è terrorista, diventa difficile perchè non sai mai quello che ti può accadere. Dispiace molto, per adesso nel mio Paese in marocco le cose stanno andando bene, spero che rimanga così. Ma mi dispiace perchè ci sono tante famiglie in Francia, tanti amici e vedere queste cose fa male al cuore ovviamente”.

Il calciatore, ha visitato lo Juventus Stadium e il Museum della Storia della Juve come mostrano questi tweet dall’account ufficiale del club torinese e ora sta incontrando i tifosi. Sta autografando le loro, nuove maglie ufficiali della Juventus, al Megastore, in mezzo ad un grande entusiasmo ed una forte euforia per questo terzo acquisto targato Marotta e Paratici.

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