Berlusconi Milan: il presidente non lascia il giocattolo

Pubblicato il autore: Collu Luca Segui

Berlusconi Milan: Silvio non vuole lasciare la sua creazione

Berlusconi-Milan Ora basta!
Berlusconi Milan è una storia iniziata 26 anni fa, il 20 febbraio 1986, che non vuole finire.
Ma non perchè non ci siano ragioni.
E’ una scelta del presidente quella di non avere ancora ceduto il club.
Berlusconi non vuole separarsi dal giocattolo che ha prima costruito e ha reso il più bello al mondo, ma poi lo ha abbandonato e lo sta trascinando, piano piano, in un baratro.

Berlusconi Milan: è difficile separarsi da ciò che si sente proprio.

Silvio, come un bambino, gioca con ciò che lo fa divertire e ama, poi si stufa e lo butta da una parte; però quando gli viene chiesto di lasciarlo in mano a qualcun altro, non ci riesce perchè lo sente solamente suo.
Ha provato a mettere il club in mano ai figli, ma la loro poca capacità di gestione e la loro mancanza di volontà di giostrare la creazione del padre ha fatto sí che non fosse attuabile.
Non mettiamo in dubbio che separarsi dell’amore di una vita sia difficilissimo e quasi impossibile, ma proprio per il bene della storia a volte è meglio troncare il rapporto.

Berlusconi Milan: la cessione è obbligatoria ormai.

La cessione ai cinesi (sempre che esistano, perchè tutti ce lo chiediamo a questo punto), sarebbe la soluzione migliore per tutti: tifosi, società e dirigenza, oltre che ovviamente per il presidente.
Se l’offerta per l’acquisto della società rossonera fosse reale, non avrebbe senso continuare a rimandare la conclusione della trattativa.
I sostenitori del club milanese voglio ritornare a gioire e sognare per le vittorie della propria squadra del cuore e sono stanchi di dover affrontare stagioni fallimentari e deludenti.

Berlusconi Milan: non si dimentica il passato, ma ora si deve guardare avanti.

Nessuno dimentica ciò che Silvio ha fatto per i colori rossoneri, ma ora non può garantire vittorie e successi per questo club.
Grazie Silvio per le gioie, i grandi acquisti, le vittorie, i trofei.
Ma ora ti vorremmo ringraziare per aver lasciato il Milan nelle mani di chi ha più possibilità di farlo rinascere, che ne ha la disponibilità e l’entusiasmo.

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