Grecia, 4 luglio 2004: agli Europei si compie la favola ellenica

Pubblicato il autore: Francesco Ippolito Segui

Grecia campione d'Europa nel 2004

LISBONA – È il 4 luglio del 2004. È la finale dell’Europeo di calcio, tra i padroni di casa del Portogallo e la sorpresa Grecia. Due storie parallele, che hanno molto in comune: nessuna delle due squadre ha mai disputato una finale.

La Grecia era guidata da Otto Rehhagel, tecnico tedesco plurivincente in patria e noto per il suo stile di gioco concreto e pragmatico. Già durante le qualificazioni si erano visti gli effetti del suo gioco: gli ellenici si classificarono come primi nel proprio girone, costringendo la Spagna di Raul a disputare gli spareggi.

L’Europeo cominciò ad Oporto il 12 giugno 2004, proprio con la gara inaugurale tra Portogallo e Grecia. Gli ellenici cominciano straordinariamente il match, andando subito in vantaggio con Giorgos Karagounis (all’epoca centrocampista dell’Inter) e raddoppiando nel secondo tempo con un rigore di Basinas. Fu ininfluente il gol portoghese nei minuti di recupero, da parte del futuro pallone d’oro Cristiano Ronaldo. La seconda gara, contro la Spagna fu molto difficile: le furie rosse, portatesi in vantaggio con un gol di Morientes vennero rimontate dalla squadra di Rehhagel solamente al 66′, grazie ad una rete di Angelos Charisteas. L’ultima gara del girone, contro la Russia, fu l’unica partita storta da parte dei greci nella competizione continentale. Dopo un quarto d’ora, in doppio svantaggio, gli ellenici temerono di aver buttato una qualificazione storica. Sul finire del primo tempo Vryzas accorciò le distanze, e pochi minuti dopo venne comunicata la notizia del contemporaneo vantaggio del Portogallo sulla Spagna. Anche perdendo, in questa maniera, la Grecia si qualificò alla fase ad eliminazione diretta, seppur con qualche preoccupazione.

Approdati per la prima volta alle eliminazioni dirette, la “nave pirata” greca (soprannome introdotto dopo il match d’apertura col Portogallo, in riferimento ad una nave utilizzata nella cerimonia d’apertura del torneo) incontrò ai quarti di finale la Francia di Zidane campione d’Europa e del mondo in carica. La favola greca sembrava per terminare, ma Rehhagel calmò tutti in conferenza stampa, dicendo: “se proprio si dovrà cadere, si cadrà da eroi greci“. Il 25 giugno si incontrarono a Lisbona le due squadre: già durante il primo tempo la Grecia sovrastò i campioni in carica, colpendo un palo. Al 65′ si materializzarono i sogni greci: Charisteas concluse a rete una fantastica azione del capitano Zagorakis, firmando così una storica vittoria.

In semifinale li aspettava la Repubblica Ceca di Pavel Nedved, a dir di molti la probabile futura vincitrice del torneo. La partita infatti, fu durissima, e nei tempi regolamentari sembrò prevalere la squadra ceca, che però non riuscì ad affondare a causa dell’efficiente difesa ellenica. A pochi minuti dal termine Milan Baros, capocannoniere del torneo, dopo aver dribblato tutta la difesa greca, si avvicinò al gol, ma la palla non entrò in rete. Probabilmente fu un segno del destino. Infatti, ai tempi supplementari la Grecia scese in campo con un altro piglio. Negli ultimi secondi del primo tempo supplementare gli ellenici guadagnarono un corner, trasformato poi in rete da Trainos Dellas, che portò la squadra in finale.

L’ultimo atto del torneo, per la prima volta nella storia, coincise con la partita inaugurale: a distanza di circa tre settimane si incontrarono nuovamente Grecia e Portogallo. Il 4 luglio cominciò la finale allo stadio Da Luz di Lisbona: i lusitani volevano vincere davanti ai loro tifosi e consacrarsi al calcio internazionale dopo la vittoria del Porto di Mourinho in Champions League, mentre i greci avevano già raggiunto il loro sorprendente traguardo. Già dal primo tempo però, si capì l’andamento della partita: la Grecia, con manovre di ampio respiro, costrinse il Portogallo a quarantacinque minuti di vuoto totale. All’11’ del secondo tempo Basinas andò a calciare un calcio d’angolo, sul quale si avventò Charisteas, che scegliendo il tempo giusto nel saltare tra Costinha e Cristiano Ronaldo, segnò il gol più importante della storia greca. Nei minuti finali ci fu un ultimo sussulto portoghese quando Luis Figo (annullato dalla difesa ellenica) provò a pareggiarla: il suo tiro però finì a lato. Pochi minuti dopo l’arbitro tedesco Merk fischiò la fine della partita e cominciarono così i lunghi festeggiamenti greci.

I discendenti di Ulisse sconfissero tutti, ma quando torneremo ad assistere ad una favola del genere?

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