Italia, 4 luglio 2006: gli azzurri battono la Germania e volano in finale mondiale

Pubblicato il autore: Francesco Ippolito Segui

Grosso che segna alla Germania
DORTMUND ItaliaGermania non è mai stata una partita comune ed i tedeschi lo sanno bene. Gli azzurri nei confronti ufficiali tra Europei e Mondiali, non hanno mai perso contro i tedeschi (compreso lo sfortunato quarto di finale di sabato, terminato a favore della Germania solo ai tiri di rigore). La storia parla chiaro: 1970, 1982, 2006 e 2012.

Quello del 2006 era un campionato mondiale cominciato male: l’Italia del pallone era in crisi a causa di Calciopoli e il gruppo azzurro, guidato dal CT Lippi, non godeva dell’appoggio di tutti.

Il cammino iridato fu infatti lungo e tortuoso: dopo l’esordio vincente di Hannover col Ghana, arrivato grazie alle reti di Andrea Pirlo Vincenzo Iaquinta, gli azzurri impattarono 1-1 con gli Stati Uniti, destando qualche preoccupazione. Ad Amburgo, con la Repubblica Ceca (anch’essa in cerca della qualificazione alla fase diretta) avvenne il cambio che segnò il mondiale, quando a pochi minuti dall’inizio Materazzi sostituì Nesta per infortunio. Fu proprio l’interista a firmare la rete del vantaggio, mentre a pochi minuti dal termine Inzaghi fissò il risultato sul 2-0, facendo qualificare la nazionale italiana come prima del proprio girone.

Gli ottavi di finale abbinarono gli azzurri con l’Australia. A Kaiserslautern la gara fu più difficile di quanto si credesse e venne sbloccata solamente nel quinto minuto di recupero, quando Francesco Totti trasformò un rigore procurato da Grosso. Ai quarti invece, venne facilmente liquidata l’Ucraina con un secco e perentorio 3-0.

In semifinale l’Italia dovette incontrare i padroni di casa della Germania. I tedeschi, con la loro solita arroganza, erano già sicuri di vincere, tanto che alla vigilia della partita la Bild scelse come titolo “Pizza Arrivederci” mostrando proprio il più famoso alimento italiano, decorato con i volti degli italiani convocati. Purtroppo per loro però, la situazione si rivelò più complicata del previsto.

Il 4 luglio 2006 le due squadre scesero in campo al Westfalenstadion di Dortmund, stadio tradizionalmente favorevole alla nazionale tedesca. La Germania, guidata da Klinsmann, scese in campo in maniera offensiva con due attaccanti puri come Klose e Podolski. L’Italia, più contenuta, schierò un 4-4-1-1, con Toni unica punta. I tedeschi però, subito si accorsero di avere qualche problema: gli azzurri tennero testa ai rivali durante i due tempi regolamentari. Nel secondo tempo fu decisivo Buffon che al 5′ del secondo tempo sventò un pericoloso tiro di Klose, entrato in area dopo aver saltato Cannavaro Gattuso. E qualche minuto dopo, il portierone azzurro fu essenziale deviando una girata in area di Podolski. Pian piano le squadre, molto affaticate, cominciarono ad abbassare il ritmo. Cominciano i supplementari, con Lippi che puntò al tutto per tutto, sostituendo Camoranesi con Iaquinta. I risultati arrivarono subito, infatti dopo nemmeno un minuto dall’avvio dell’extra-time, Gilardino colpì il palo, e pochi secondi dopo Zambrotta centrò in pieno la traversa. Al 13′ del secondo tempo supplementare, Lehmann deviò in angolo un tiro da fuori area di Pirlo. Del Piero andò a battere il corner, lanciando il pallone proprio sui piedi del bresciano. Con la sua visione di gioco inventò un assist per Grosso, che segnò, con un tiro a giro, un gol memorabile, a pochi secondi dal termine. La Germania, afflitta, ci provò con le forze della disperazione. Ma dopo un contropiede da manuale ed una corsa da centometrista, Alessandro Del Piero infilò nel sette il pallone del 2-0, che valse la finale agli italiani.

Il resto è storia: Berlino, 9 luglio 2006. Il cucchiaio di Zidane, il pareggio di Materazzi, la testata, i tiri dal dischetto, il rigore di Grosso. Tante, troppe emozioni, che il popolo italiano a distanza di dieci anni, ha bisogno di rivivere.

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