Italia, si presenta Giampiero Ventura “Sono orgoglioso. Voglio un Italia umile, determinata ed eccitante”

Pubblicato il autore: Michele D. Segui
giamp ventura

Il neo CT Giampiero Ventura

Si è presentato alla stampa e all’Italia, nell’Aula Magna del Centro tecnico federale di Coverciano, il nuovo tecnico della nazionale di calcio Giampiero Ventura, 68 anni, che prende l’eredità di Antonio  Conte dopo l’europeo in Francia.
Inizia così ufficialmente l’avventura del Tecnico genovese, che dovra portare gli azzurri al mondiale in Russia.

Queste le sue prime parole: “Buongiorno a tutti, sono felice di essere qui, ma soprattutto orgoglioso di essere stato scelto a rappresentare una delle nazioni più importanti dal punto di vista calcistico. Ringrazio il presidente Tavecchio, in questi giorni mi è stato vicino, ma anche Antonio Conte, perché mi ha lasciato una squadra con delle conoscenze, con una cultura del lavoro… che è la cosa che mi ha accompagnato nel percorso calcistico. Sono leggermente avvantaggiato, ho scoperto di avere pochissimo tempo, avere qualche base in più rispetto a lui mi aiuta. L’Europeo ci ha dato la consapevolezza che attraverso l’organizzazione e le conoscenze, l’unione si possono raggiungere traguardi più importanti. Per gli obiettivi abbiamo bisogno di tutti, saremo disponibili. C’è stato un grosso riavvicinamento per la maglia azzurra. Mi fa piacere essere l’allenatore di tutti, è una cosa estremamente stimolante ed eccitante. Non vedo l’ora di iniziare, è proprio così, perché sono convinto ci siano i presupposti per fare bene”

Felice l’ex Tecnico del Torino, che ammette di non avere più l’età di emozionarsi. Questa è l’Italia che desidera:“Quella di Conte era umile e vorrei lo rimanesse, come determinata e feroce. Spero che sia anche eccitante”. Risponde poi alle domande dei giornalisti, spaziando tra vari argomenti, tra tattica, giocatori, collaboratori e la propria carriera senza manco una big nel curriculum.

Sul nostro calcio e la qualità dei giocatori:”La realtà del nostro campionato è quella che poi ha detto il nostro europeo. Di giocatori ne sono rimasti a casa pochi, sono stati convocati quasi tutti. Il problema del calcio è abbastanza evidente. Ci sono molti giovani in rampa di lancio. Io sono uno sponsor dei giovani. Ci sono delle annate nel calcio, ora l’Italia offre un’infinità di esterni, El Shaarawy, Bonaventura, ce ne sono quanti ne vogliamo. Il modulo 3-5-2 va a penalizzare gli esterni. Dobbiamo recuperare Verratti, Marchisio, ma anche Perin e Donnarumma possono essere importanti. Parlerò con Barzagli, ora è molto importante, certo tra 4 anni il discorso sarà diverso per questi giocatori ”

Quando gli viene chiesto dell’eredità di Conte, risponde: “Bisogna tranquillizzare tutti. Semplicemente quando c’è un calcio organizzato può essere migliorato solo nei dettagli. In poco tempo ha fatto qualcosa di importante, spero che qualcosa sia rimasto, quindi spero di fare benissimo”

Sui giocatori fuori dall’Italia, in particolare in Cina: “Pellè è da verificare, un giocatore dev’essere forte psicologicamente e caratterialmente per andare in Cina. Dipende da età e gioco. Diamanti non è più tornato in nazionale andando in Cina”

Sulla propria carriera e sui titoli: “Non guadagno un euro in più per allenare la nazionale. Sui titoli… dipende cosa significa avere vinto, se parliamo di campionati o coppe è difficile o impossibile vincere se non alleni le cinque squadre forti del campionato. Ma se prendi ragazzi di vent’anni per poi mandarli in nazionale, oppure portare una squadra da perdite di 30 milioni a 150 milioni di euro di plusvalenza, per me significa qualcosa”.

Immancabile la domanda su Mario Balotelli: ” È esattamente come tutti gli altri quando  gioca e fa il professionista. Dal punto di vista caratteriale può avere lasciato a desiderare”

Sulla metodologia e sugli allenamenti: “A Torino mi chiedevano come mai ci allenavamo a porte chiuse. Oggi l’aspetto tattico, soprattutto in Italia, è prioritario. Ogni volta che fai vedere gli allenamenti diventa un boomerang”.

Infine chiude sui collaboratori, Lippi e le sue prime azioni: “Marcello mi dispiace che non ci sia, era una questione tecnica. Non vedo l’ora di iniziare, ho parlato con i miei collaboratori e gli ho detto che dobbiamo buttar giù le immagini delle prime due partite. So cosa voglio vedere, cose buone e meno buone. Due partite di un mese fa, ma le ho ancora negli occhi tanta è la voglia di iniziare e di evolverci partendo da una base ben precisa, facendo un passo in avanti”.

 

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