Mourinho contro tutti, stavolta ha fatto fuori Ryan Giggs! Dall’Inter al Chelsea ecco tutti gli altri casi

Pubblicato il autore: Mirko Madau Segui

Mourinho ai tempi del Chelsea

Mourinho contro tutti! Inizia tutto pochi giorni fa. La notizia che appare sui quotidiani sportivi parla dell’abbandono di Ryan Giggs dal Manchester United. Unico giocatore dei Red Devils ad aver indossato per tutta la sua carriera la maglia dei Diavoli Rossi, di proprietà della squadra inglese da quando aveva quattordici anni e proseguendo la sua permanenza fino a 42 anni totalizzando ben 29 anni di attaccamento alla maglia. Alla base del divorzio l’arrivo a Manchester di Josè Mourinho sulla panchina dei Red Devils, cosa che ha colpito molto Giggs, in pole position quale prima scelta per guidare la squadra. All’ormai ex giocatore era stato invece proposto un ruolo da mediatore tra la primavera e la prima squadra. Proposta prontamente rifiutata dal gallese. In questo caso Mourinho non ha fatto una piega e non ha minimamente commentato l’accaduto.

Ryan Giggs dopo il ritiro dallo United nel 2014

Ryan Giggs dopo il ritiro dallo United nel 2014

GIà in altre occasioni però Mourinho ha fatto parlare di sé. Iniziamo dal periodo in cui era allenatore dell’Inter, in un’intervista a Inter Channel il tecnico portoghese risponde a suo modo alle provocazioni dell’allora allenatore della Juventus Claudio Ranieri. Era il 2008 e Mourinho dichiara: “A quasi 70 anni ha vinto una Supercoppa e un’altra piccola Coppa, è troppo vecchio per cambiare mentalità”. Ranieri aveva dichiarato: “Non ho bisogno di essere come lui, che vuole vincere per essere sicuro di quello che fa”. Mourinho si fa quindi conoscere anche in Italia per il suo carattere introverso ma al contempo combattivo, pronto ad aggredire chi lo attacca. In occasione degli ottavi di Champions invece Mancini, tecnico del Manchester City nel 2014, smentì una frase che era stata riportata sui quotidiani sportivi in cui il tecnico italiano attaccava Mourinho dicendo che se l’Inter ha vinto tanto era per merito suo. Da questo momento anche il rapporto con la stampa non fu più lo stesso. Mourinho inizia ad attaccare tutti i giornalisti accusandoli di mettere in atto una vera e propria “prostituzione intellettuale”. Questo accade in occasione di Inter-Roma per via delle polemiche su un rigore concesso all’Inter e secondo alcuni ingiusto. Mourinho rientra infuriato e replica a queste polemiche così: “A me non piace la prostituzione intellettuale, a me piace l’onestà intellettuale. Mi sembra che negli ultimi giorni ci sia una grandissima manipolazione intellettuale, un grande lavoro organizzato per cambiare l’opinione pubblica per un mondo che non è il mio” e continuando “Non si è parlato della Juve che ha conquistato tanti punti con errori arbitrali” e attaccando in modo diretto sia Ranieri che Spalletti dicendo: ”Abbiamo vinto solo una partita con un errore arbitrale, a Siena. Ranieri? Se è al fianco di Spalletti, io sono al fianco di tutti gli allenatori che hanno perso punti contro la Juve per errori arbitrali. Mi sento vicino a Prandelli, a Del Neri, a Zenga. Io sono andato davanti alle telecamere per dire che la mia squadra ha vinto a Siena con un errore dell’arbitro. Il giorno dopo l’allenatore di una squadra con la maglia bianco e nera, che guarda le partite dell’Inter, è andato in televisione e ha ammesso di aver segnato un gol in fuorigioco… che bravo.” ( Tutte le citazioni sono prese dal giornale La Repubblica.it). Dopo questo episodio Mourinho si scaglia contro gli arbitri, non dimentichiamo il clamoroso gesto che fece all’arbitro Tagliavento nel 2010 in occasione di Inter-Sampdoria. Alla fine del primo tempo l’Inter resta senza Samuel (espulso per un fallo da ultimo uomo) e Cordoba per doppia ammonizione. Mourinho mima davanti alle telecamere il gesto delle manette.

Mourinho mima le manette davanti alle telecamere durante Inter- Sampdoria nel 2010

Mourinho mima le manette davanti alle telecamere durante Inter- Sampdoria nel 2010

Per l’occasione anche i tifosi nerazzurri avevano esposto uno striscione che citava senza tante cerimonie “Bayern-Fiorentina: i prossimi siamo noi? Invece che parlare sugli ultrà occupatevi di far valere il calcio italiano-Canaglie!”. Dopo una grande carriera in Italia Mourinho si trasferisce al Real Madrid. Qui la sua carriera non è delle migliori, più che altro a caratterizzare la sua permanenza al Real sono le polemiche che scatena. Grazie al sito As è stato possibile indicarle tutte. La prima è il battibecco con Pedro. Il giocatore si lamentò per non essere tra i convocati contro l’Auxerre e in conferenza stampa Mourinho replica ad un giornalista Parli di Pedro come di Zidane o Maradona.” Contro la squadra del Murcia viene invece espulso per proteste reiterate salvo poi chiedere scusa per essere riammesso in campo. Il Barcellona ha più tempo per riposare rispetto a noi” , questa la frase che pronuncia prendendosela contro l’organizzazione del calendario delle partite. Dopo Real-Siviglia Mourinho consegna alla stampa l’elenco dei 13 errori commessi dall’arbitro durante la partita. A causa dell’infortunio di Higuain, Mourinho se la prende con i medici che lo hanno operato. In occasione della partita di Champions League Ajax-Real due suoi giocatori vengono espulsi per doppia ammonizione così escogita un modo per fargli scontare anzitempo la squalifica e permettergli di partecipare agli ottavi. Ecco infine un elenco delle frasi storiche di Mourinho:
Il Barcellona è figlio del potere. Perché l’arbitro ha espulso Pepe? Da dove gli viene questo potere?”
Non farò come Pellegrini. Se mi cacciano non vado ad allenare il Malaga ma una grande del calcio italiano o inglese”.
“Io sono un allenatore top, tu sei solo un giornalista !” prendendosela contro un giornalista.
Vai artista, ti piace fregare i professionisti !” contro l’arbitro Texeira atteso nei parcheggi del Camp Nou.
Da ultimo Mourinho in occasione della premiazione in Copa Del Rei non si presenta a ritirare la medaglia.
Anche l’ex dirigente dei Blancos Josè Valdano ebbe da dire sulla personalità di Mourinho, mettendo tutto per iscritto nel suo libro. Citeremo questo paragrafo estratto dal libro “Le undici competenze di un leader”: “Non ho mai sentito Mourinho dire una frase, in pubblico o in privato, sul calcio degna di essere ricordata,”in Mourinho l’intelligenza e l’ego sono nemici e ha la meglio l’ego. Con lui non riuscivo a capirmi perché andava in contrasto con la mia sensisbilità. Mou è un personaggio rumoroso e poco altro, un personaggio creato su misura per questi tempi vuoti. Se Guardiola è Mozart, Mourinho è Salieri. Sarebbe stato un ottimo musicista se non ci fosse stato Mozart”. Cacciato via dal Real lo Special One sbarca al Chelsea dove episodio degno di nota è il litigio con lo staff medico della squadra in occasione dell’infortunio di Hazard. Mourinho si riferisce in particolare ad Eva Carneiro coordinatrice dello staff medico in campo, rea di aver lasciato uscire il giocatore per l’assistenza facendo così rimanere sul terreno di gioco solo 9 giocatori contro gli 11 dello Swansea. Questo un ulteriore episodio che ha causato la rottura tra il Chelsea e Josè Mourinho.

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