‘Ndrangheta e mafia, nella curva della Juventus

Pubblicato il autore: Francesco Moscato Segui

stadium juventusBagarinaggio e merchandising utili per arrotondare l’entrate monetarie, con attività di traffico di droga e per estendere il proprio potere. Tutto era organizzato dai gruppi di estrema destra della curva Scirea dello Juventus Stadium. Lo rivelano alcune indagini effettuate dalla Direzione antimafia di Torino. E fa un certo effetto sapere che tutto è legato alla squadra più vincente di Italia. La ‘ndrangheta, ed altre organizzazioni criminali, aveva preso il possesso di alcune attività illecite, per non creare anche episodi di violenza, in accordo con la Juventus stessa. Nel 2014, una banda di narcotrafficanti, fu arrestata, causa un giro di sostanze stupefacenti, che partivano dall‘Albania, e arrivavano in Piemonte, partendo dalla Sicilia. Andrea Puntorno, era il capo di quest’organizzazione ed ultrà della Juventus, 39 enne originario di Agrigento, per attività illecite. Con lui, c’era  Davide Moscatiello, che insieme ad altri “colleghi” ebbe tre anni di carcere, per istigazione all’odio razziale “Bruciamoli vivi”. Da alcune intercettazioni telefoniche, si evince che Puntorno, non gestiva solo traffico di hashish e sostanze stupefacenti, ma organizzava anche bagarinaggio di tagliandi dello Juventus Stadium. Tutto insieme ad altri gruppi del tifo organizzato bianconero, per la maggior parte di origine calabrese e siciliana.  Il denaro, era controllato da un leader del gruppo “Bravi Ragazzi”,. che permetteva, attraverso una quota, abbonamenti ed entrate a prestanome nell’impianto bianconero. Inoltre, c’era anche competizione tra i gruppi. Come ad esempio, i “Viking” originari di Milano, e guidati da Loris Giuliano Grancini, legati a mafia e ‘ndrangheta. Problema principale, era la spartizione degli spazi dello Juventus Stadium, quando esso fu inaugurato, e per essere accontentati, contattarono anche criminali provenienti dalla Romania. E da quasi una settimana, giorno del suicidio dell’ultrà juventino dei Drughi Raffaello “Ciccio” Bucci, s’indaga anche continuamente, dopo che 24 ore prima era stato ascoltato come testimone dalle Digos di Torino, che indagano ancora per presunte entrate della ‘ndrangheta nei gruppi organizzati del tifo juventino. Già sono state arrestate 18 persone. Il suo suicidio, crea un problema, visto che era un anello di congiunzione anche tra tifo e Juventus, che gli diede l’incarico di tenere sotto in gestione il controllo dei biglietti, una specie di ulteriore business. Ma i media ne parlano poco. Oramai nelle curve, non c’è più amore e passione.

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