Bauza allenerà l’Argentina: ecco il Patón

Pubblicato il autore: Alessandro Legnazzi Segui

Manca solo l’ufficialità ma il prossimo commissario tecnico della Nazionale Argentina sarà Edgardo Bauza, apodato come El Patón. Dopo il fallimento dell’Albiceleste nella Copa America del Centenario ad opera di Messi e Martino, l’Argentina ha bisogno di una guida concreta, capace di serrare le fila e prendere delle decisioni definitive. Anche dolorose ma che sappiano risolvere i plurimi problemi politici interni alla Federazione.

Una cosa è certa: in Argentina si pensava che la finale mondiale di Rio fosse il punto di partenza di una nuova generazione, guidata dalla Pulguita del Barcellona. Il calcio poco spettacolare ma molto utilitarista del Pachorra Sabella, una sorta di ritorno al fútbol resultadista preso a cannonate (fortunatamente) dal Flaco Menotti, era la via pragmatica per arrivare al successo. L’esatto contrario di quanto professato da Marcelo Bielsa il quale ha sempre fatto del calcio una questione offensiva dal punto di vista architettonico.

Bauza
Bauza è figlio di questo periodo storico del calcio argentino: ha vestito la maglia albiceleste tra Menotti e Carlos Bilardo, il medico. Il suo stile di gioco non ruba l’occhio ma ha una grande capacità: sa adattarsi alla rosa che ha tra le mani. Lo dicono i risultati, lo dice la sua storia da vincente. Bauza ha il profilo giusto per sedere su quella delicata panchina, rifiutata dal Loco nel recente passato. Il Patón sa perfettamente di non essere la prima scelta della Federazione: prima di lui i dirigenti hanno setacciato Pochettino (lo diventerà sicuramente in futuro), Simeone e la leggenda Carlos Bianchi.

Bauza avrà un delicatissimo compito: fungere da anello di congiunzione tra quello è stato interrotto e quello che ci deve essere per vincere.

Il Patón ha giocato e perso un Mondiale, quello del 1990 in Italia. In quel torneo non scese mai in campo, nemmeno per un minuto, proprio come il secondo portiere. La sua carriera da allenatore è lussureggiante: Bauza è il primo tecnico sudamericano ad aver portato quattro squadre diverse nelle semifinali di Copa Libertadores. C’è riuscito con Rosario Central, Quito, San Lorenzo di Almagro e, da ultimo, il San Paolo. L’Argentina sarà tutt’altra cosa.

Bauza deve ancora essere ufficializzato ma siamo ormai certi che sarà lui il quarantaseiesimo commissario tecnico dell’Argentina. Succederà al Tata Martino, allenatore che tra Barcellona e Selección esce – purtroppo – ridimensionato poiché non ha saputo vincere con il più forte calciatore al mondo: Leo Messi. La struttura dell’Argentina abbonda di qualità in ogni reparto: l’unico neo è la lentezza acclarata dei difensori centrali, per questo vengono aiutati sistematicamente dall’arretramento di Mascherano.

Il Patón avrà tanto lavoro da fare. In primis dovrà convincere Messi a tornare a vestire quella maglia, superare il trauma; poi centrare la qualificazione al Mondiale russo del 2018, impresa non titanica (le prime quattro sono qualificate direttamente, la quinta fa i play-off) nel maxi girone sudamericano; e infine vincere quella coppa. Dal gol di Götze a Rio de Janeiro ai rigori di New York sono passati due anni, ma è come se fosse trascorsa un’eternità alla quale gli argentini sentono il bisogno di emanciparsi.

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