Gianni Rivera compie 73 anni: buon compleanno “Golden Boy”!

Pubblicato il autore: Pietro D'Alessandro Segui

rivera_73 Foto sport.leonardo.it

Il 18 agosto del 1943 nasceva Gianni Rivera, l’uomo che nel cuore dei tifosi rossoneri, e non solo dei tifosi rossoneri, rimarrà per sempre il “Golden Boy”.
Giocando in un’epoca in cui il calcio era principalmente fantasia, Gianni Rivera è stato uno dei migliori, se non il migliore, calciatore italiano di tutti i tempi. Erano tempi in cui si privilegiava la tecnica a discapito del feroce agonismo di oggi, tempi in cui si poteva accarezzare il pallone senza che tre, quattro avversari ti piombassero addosso con il pressing odierno. Eppure era un calcio molto bello ed era illuminato dai lampi di classe di Gianni Rivera. Calciatore dotato di un lancio millimetrico di 40 metri, riusciva a mandare in rete i compagni bravi a dettare il passaggio. Pierino Prati deve a lui il successo che lo consacrò tra i più forti goleador italiani.

Gianni Rivera: gli inizi

Gianni Rivera è nato ad Alessandria il 18 agosto 1943. Dette i primi calci nelle giovanili dell’Alessandria, per esordire in maglia grigia in serie A il 2 giugno 1959, quando ancora non aveva compiuto sedici anni, nell’incontro contro l’Inter finito 1 a 1. Nel Campionato 1960/61 vestì per la prima volta la maglia rossonera. E da allora se la sarebbe cucita addosso per non abbandonarla più.
L’esordio in nazionale avvenne nel 1962, a soli 18 anni.

Gianni Rivera: i trofei

La carriera di Rivera è piena di trofei: 3 Scudetti, 4 Coppe Italia, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe delle Coppe, 1 Coppa Intercontinentale, tutti conquistati con il Milan. Memorabile l’incontro disputato a Wembley il 22 maggio del 1963 che consentì al Milan di vincere la prima Coppa Campioni conquistata da una squadra italiana. I rossoneri, contro il Benfica di Eusebio, si imposero per 2 a 1, dopo essere stati in svantaggio per 1 a 0. Gianni Rivera, padrone del centrocampo con il brasiliano Dino Sani, fu uno degli artefici principali del successo assieme a Josè Altafini autore delle due reti del Milan.

Con la Nazionale Rivera, pur essendosi laureato Campione d’Europa nel 1968, ebbe un rapporto un po’ tormentato, per colpa della presunta incompatibilità con Sandro Mazzola. E con la Nazionale realizzò il quarto gol, che permise all’Italia di sconfiggere la Germania Ovest nella leggendaria sfida assurta come partita più bella di tutti i tempi, disputata ai Mondiali del ’70 in Messico e finita 4 a 3 per l’Italia. In quell’occasione Gianni Rivera era proprio subentrato a Sandro mazzola all’inizio del secondo tempo.

Gianni Rivera è stato il primo giocatore italiano a vincere il Pallone d’Oro nel 1969.
Rivera era un trequartista, regista vecchia maniera, il classico numero 10, con una visione di gioco fantastica, capace di passaggi illuminanti per gli attaccanti e bravissimo a concludere lui stesso in porta. E’ stato capocannoniere nella stagione 1972/’73, con 17 gol a pari merito con Pulici e Savoldi, e ha disputato con il Milan 658 partite in 19 stagioni, segnando 164 reti.

Gianni Rivera: da “golden boy” ad “abatino”

“Golden boy” è il soprannome che l’indimenticato giornalista sportivo Gianni Brera coniò per Gianni Rivera. Successivamente lo stesso Brera, ritenendo che il vigore fisico del campione non fosse pari alla raffinatezza tecnica da lui posseduta, cambiò epiteto, sostituendo il “golden boy” con il meno luminoso “abatino”, che gli valse l’odio di tanti tifosi milanisti, che arrivarono a minacciarlo di morte.
Ma nel cuore dei tifosi rossoneri Gianni Rivera è stato e rimarrà per sempre il più grande!

  •   
  •  
  •  
  •