Italia, Ventura: “Vi spiego il mio progetto”

Pubblicato il autore: Gennaro Esposito Segui

giamp ventura

Giampiero Ventura si è da poco insediato sulla panchina della Nazionale italiana ma ha dimostrato già di avere le idee chiare: la linea guida del suo “regno” sarà puntare sui giovani, che al momento risultano molto promettenti e pronti al salto di qualità decisivo.
Ripartiamo da dove aveva finito Conte, anche se ci sono delle novità. Il significato è chiaro: con 3 giorni di tempo prima del debutto, non c’era spazio per preparare qualcosa di diverso. Io avrei voluto mantenere il gruppo intero dell’Europeo, il cui più grande successo in Francia è quello di aver riportato l’entusiasmo intorno alla maglia azzurra. Però c’erano delle contingenze: Zaza, Darmian, Sirigu sono fermi da 3 mesi; in più c’era una partita importante della Under 21, che contro la Serbia si gioca la qualificazione a Euro 2017; in sintonia con Di Biagio ho scelto alcuni giocatori, altri glieli ho lasciati; vediamo se terrò i giovani qui o gliene darò uno o magari due. Stiamo iniziando un percorso”.

Sotto la sua guida quindi potrebbero trovare dello spazio importante anche giocatori fin qui utilizzati poco dai vari predecessori di Ventura: “Prendiamo Berardi, che non c’è, come El Shaarawy; finché il modulo è questo, e lo è per i motivi che vi ho spiegato, certi giocatori come loro sono penalizzati; di esterni offensivi nel nostro calcio ce ne sono molti però e sarebbe un peccato mortale non lavorare su moduli alternativi; per questo ho proposto alla Figc dei raduni, fino a tre in questa stagione, dedicati ai giocatori che non fanno parte del “gruppo 3-5-2”. Aspetto il timbro federale. Perché il problema è preparare i giovani all’esordio in azzurro senza bruciarli magari in amichevoli impegnative come le prossime, contro Francia e Germania amichevoli non ideali per provare i giovani di prospettiva, tra loro molti non sono pronti per portare il peso della maglia. Bisogna farli sentire a casa. Intanto ho parlato con alcuni dei club interessati a questo progetto, come Genoa, Atalanta e sono entusiasti“.

Il pensiero dell’ex Ct Antonio Conte ovviamente è ancora forte: “Io vivo di paragoni con lui: dai tempi di Bari, e mi pare che arrivato dopo al suo posto, se non ho fatto meglio di sicuro sono stato all’altezza… Lo ripeto, sto studiando l’inglese perché dopo la Nazionale… Io non ho esempi da seguire, voglio fare qualcosa di produttivo. Sarebbe bello avere una Nazionale di 25enni, dopo il mondiale russo, con un bel futuro. La mia Italia? Vorrei che si divertisse: se lo fa lei si diverte anche la gente e mediamente in questa situazione arriva anche il risultato”.

Sui singoli: “In questa fase ci mancano Marchisio e Giaccherini, dobbiamo adattare qualcuno. Bernardeschi per esempio può lavorare da interno, come Bonaventura. L’Italia di Conte era fatta di organizzazione, compattezza di gruppo, voglia di essere squadra; se ci aggiungiamo qualche dettaglio possiamo fare bene”. Infine spazio anche ad alcune dichiarazioni su De Rossi, che sta attraversando un periodo non proprio facile alla Roma: “Non ho parlato ancora con lui: analizzeremo quel che è accaduto. Ma una cosa è certa: anche noi avremo il nostro decalogo interno: se non ci sono regole non c’è rispetto.

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