Marco Storari, in “Marc-One” a 360°

Pubblicato il autore: Annamaria Sabiu Segui

Marco Storari, in “Marc-One” a 360°

La carriera del portiere, di solito, è una delle più longeve. E longeva si appresta ad essere anche la carriera di Marco Storari, 39 anni, in difesa dei pali rossoblù con i suoi guantoni. Super portiere in forze attualmente al Cagliari, Marco Storari viene da 5 stagioni vincenti in bianconero e un campionato di Serie B vinto col Cagliari, fresco di promozione in Serie A. Nonostante l’età Marco si sente ancora un ragazzino: “Ho ancora voglia, entusiasmo. Non mi pesano né i ritiri, né gli allenamenti. Nelle passate stagioni alla Juventus, pur giocando poco, mi sono allenato ogni giorno come se dovessi entrare in campo. Giocare in una rosa come quella della Juve che vuole sempre vincere come se fosse una malattia non può che migliorarti”, ha dichiarato. Marco Storari nella scorsa stagione ha avuto l’umiltà di lasciare la Juve e affrontare il duro campionato della Serie B per dare una mano al Cagliari, squadra nella quale aveva già militato in passato: “Io mi ero già innamorato di Cagliari nel 2008 e l’ho addirittura trovata migliorata, anzi rinnovata. Ho preso la decisione di vivere in centro perché mi piace, memore della prima esperienza. Magari c’è qualche difficoltà per il parcheggio, ma vuoi mettere? Si sta benissimo, mi piace la città, vivere nel cuore pulsante. Hai tutto a portata di mano e ti dà belle sensazioni perché sono sempre accolto benissimo e c’è sempre festa per le strade” ha aggiunto. L’umiltà di Marco si scorge anche durante la festa promozione per le vie del paese. Infatti, il portierone ha lasciato in anticipo il pullman rossoblù per scendere tra la sua gente e raggiungere a piedi la propria dimora.

Marco Storari non si nasconde di fronte al suo futuro: “Futuro? Anzitutto sono contentissimo di aver fatto 41 partite su 41 e devo ammettere che mi aspettavo di riuscirci. Se ce ne fossero state cinquanta ne avrei fatte cinquanta, perché sto bene e in questi anni ho giocato solo la prima metà di stagione del campionato 2010-2011, quando Gigi si era fatto male. Mi sono sempre allenato regolarmente e, facendo i dovuti scongiuri, non ho mai avuto problemi. Ho un altro anno di contratto, ho intenzione di giocare ancora, perché mi diverto e dato che in questi ultimi cinque anni mi sono riposato ho intenzione di recuperarli tutti”. Per la felicità dei tifosi rossoblù”.

La lunga carriera di Marco Storari

All’età di sei anni si è scritto a scuola calcio trascinato dal suo migliore amichetto. La scelta del portiere non è stata casuale, ma nata dal fatto che già suo padre faceva il portiere, a livello dilettantistico: “Quando ero piccolo mio padre mi metteva in porta: mi è piaciuto fin da subito. Il primo attaccante che ho dovuto affrontare è stata mia sorella, quanti gol ho preso da lei”! Arrivarono per Marco i primi provini, tra cui la Roma che lo scartò. Romano, cresciuto nel settore giovanile della Roma, la passione per il giallorosso gli è stata trasmessa dal padre che tifava per la Roma e per il Genoa. Un piccolo sogno infranto quello di non poter vestire la maglia della capitale. Dopo accettò l’offerta del Ladispoli, che militava in serie D. Col Ladispoli, vince il campionato Juniores e si guadagna l’interesse del Perugia. Proprio da qui inizia la strada verso il professionismo tra Ancona e Napoli, per arrivare poi a Messina dove ha luogo la sua totale esplosione. “Messina è stata fondamentale per diversi motivi. Lì ho conosciuto mia moglie e ho trovato la mia dimensione. I primi sei mesi mi guadagnai la conferma. L’anno successivo diventai titolare e vincemmo il campionato di B, riportando i giallorossi in A dopo quarant’anni. Anni bellissimi, settimo posto in massima serie, grandi soddisfazioni. Mi consacrai con due stagioni fantastiche dopo che qualche anno prima la mia carriera era stata messa a rischio da un grave infortunio”.
Per il portiere arriva poi l’occasione del grande club: il Milan. Al Milan conosce campioni del calibro di Maldini, Abbiati e Dida, vivendo anche la gioia di poter conquistare la Champions. Nel 2009 il suo passaggio al Chelsea sembrava cosa fatta, invece il destino ha voluto il proseguo col Milan da titolare. Poi sono arrivati i sei mesi alla Sampdoria e alla fine il contratto con la Juventus. Alla domanda: “Storia di un grande amore”? Storari replica così: Tantissimi ricordi. Vado fiero in particolare per la Coppa Italia vinta l’anno scorso: nelle bacheche bianconere mancava da 10 anni e l’ho vissuta da protagonista. Inoltre l’avevo persa il primo anno di Conte in finale con il Napoli. È il trofeo che sento più ‘mio’, perché sono stato sempre titolare, e quindi alzarla al cielo da protagonista è un momento che non dimenticherò mai. Il giorno dell’addio ho ricevuto tanti sms, tutti i miei amici me ne hanno mandato. Però quello che mi ha fatto commuovere è di Claudio Filippi, ‘il maestro’, l’allenatore dei portieri della Juventus. Anche quelli dei miei compagni di squadra, come Buffon, erano carini, ma il suo era in assoluto il più bello”.
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