Parte il nuovo corso azzurro, ecco le parole di Ventura

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

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“Sono contentissimo di essere su questa panchina, significa che in questi anni ho lavorato bene: impegno e dedizione ripagano sempre. Sono orgoglioso, ma consapevole che si tratterà di un’esperienza durissima.
Vorrei una Nazionale che diverta e che ami giocare al calcio, quando accade questo la squadra assume lo spirito giusto. A mio parere si tratta della via più semplice per ottenere risultati.
A livello di Nazionale conta di più il risultato del gioco, ma dobbiamo capire quanto sia importante avere un’identità, uno stile. Se il risultato è figlio della prestazione centri l’obiettivo, in caso contrario può andarti bene qualche volta ma alla lunga non otterrai mai nulla di importante. In ogni caso, il mio presupposto è che il successo o la vittoria non è un obiettivo ma la conseguenza di ciò che fai.
Sono convinto che per fare risultato mediamente serva la prestazione, la squadra deve sempre avere un alto grado di organizzazione, non dobbiamo lasciare nulla al caso”
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Queste le parole di Giampiero Ventura in vista dell’amichevole dell’Italia contro la Francia, si tratta dell’esordio azzurro per il tecnico ex Torino. La sfida si giocherà al San Nicola, stadio amico del neo ct.
“E’ un sogno, qui ho fatto vedere il mio più bel calcio, spero di ripetermi. Voglio vedere una squadra compatta e volitiva, anche se non sarà facile perchè storicamente l’amichevole di settembre viene vista più come un impiccio. Quando si incontrano Italia e Francia, però, non c’è nulla di amichevole.
Ventura poi si lascia andare a qualche osservazione più tecnica riguardo all’organico e agli uomini a disposizione.
“Parliamo di giocatori con qualità molto importanti, atleti e uomini veri. Credo ci siano i presupposti per fare bene – ha aggiunto Ventura. Ora abbiamo un po’ di emergenza, ruoli completamente carenti, ad esempio di esterni ne abbiamo quanti ne vogliamo, mentre a centrocampo mancano Marchisio e Giaccherini. Adatteremo qualcuno, ad esempio Bonaventura. A parole possiamo dire tutto quello che vogliamo, ma credo ci siano i presupposti per divertirci: questo e’ un gruppo estremamente positivo. L’Europeo di Conte e’ stato impregnato di organizzazione, la strada è quella giusta”.
Tanto entusiasmo in questa prima conferenza stampa, ma anche qualche “bocciatura”. Ovviamente le porte del paradiso azzurro sono aperte a tutti, ma alcuni partiranno sfavoriti a causa delle loro caratteristiche tattiche. Due nomi su tutti: il Faraone e Mimmo Berardi.
El Shaarawy in questo momento ha pochissime possibilità di essere utilizzato, semplicemente perchè in quel ruolo non c’e’ posto per lui. Lo stesso discorso vale per Berardi: finchè il modulo è questo, gli esterni offensivi, per quanto bravi, avranno difficoltà a trovare una collocazione. Il campionato italiano ci offre un’infinità di esterni di grande prospettiva, sarebbe un peccato mortale non dedicare loro del tempo. Io non voglio bocciare nessuno, però è ovvio che alcuni partano favoriti grazie a caratteristiche tecniche che meglio si sposano col progetto tecnico che ho in testa. E’ importante avere un’idea chiara e perseguire una precisa filosofia di gioco, certi meccanismi devono entrarci subito in testa”.
L’Italia di Ventura è pronta a partire. Si comincia.

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