Pogba il romantico

Pubblicato il autore: anto nino tarquini Segui

Vi è mai successo di essere in un posto e sentirvi non apprezzati, non accettati, non valorizzati? Vi è mai capitato di arrivare al punto non sopportare più la situazione e andare via?

Queste sono storie di ordinaria amministrazione per molti, i “penalizzati dall’esistenza”, coloro che si vedono costretti o ad accettare compromessi al ribasso pur di poter andare avanti, oppure a dover cambiare aria e ricominciare tutto da capo. Purtroppo (o per fortuna) è la vita, la si prende così com’è. Ma quanti di loro sognerebbero il grande sgarbo, cioè magari andar via da un posto perché poco apprezzati e tornarci tempo dopo in pompa magna? Sarebbe Il riscatto per eccellenza. Prima ti fanno andare via a cuor leggero, poi ti rivogliono a tutti i costi. Cambia la presa del coltello, il manico passa da una parte all’altra.

Una storia da favola, o la trama tipica di un film per ragazzini in onda il Sabato pomeriggio su Italia 1; in entrambi i casi, è ciò che è successo a Paul Pogba, eroe romantico dei nostri tempi, l’ultimo forse.

Scaricato senza troppe pene dal Manchester United, proprio in queste ore si appresta a farvi ritorno per una cifra superiore ai 100 milioni di euro, diventando protagonista del trasferimento più costoso (al momento) della storia del calcio. A soli 23 anni per giunta.

Riepiloghiamo brevemente la storia: nel 2012 la Juventus, grazie ai buoni uffici con Mino Raiola, riesce a strappare al Man Utd un centrocampista diciannovenne di belle speranze, tale Paul Pogba. Ci riesce per due motivi: il primo è che è in scadenza di contratto e quindi può essere comprato a costo zero (deve essere corrisposto solo un premio di valorizzazione di poco inferiore al milione di euro); il secondo è che il ragazzo non si sente troppo apprezzato dall’allenatore dell’epoca, Sir Alex Ferguson (e forse non ha tutti i torti in quanto, nella stagione precedente, l’allenatore scozzese chiese al ritirato Paul Scholes di tornare a giocare piuttosto che inserirlo più spesso nella formazione titolare, tanto che chiuse l’anno con 3 presenze e soli 68 minuti giocati). Arriva in una Juventus fresca di primo scudetto post-Calciopoli e in un centrocampo molto forte formato da Pirlo, Vidal, Marchisio. All’inizio lo indicano come un vice Pirlo e, nel primo anno, si ritaglia il suo spazio facendo intravedere grandi qualità, oltre che segnando grandi gol che aiuteranno la Juventus a riconfermarsi in Italia.

Il primo gol di Pogba in maglia Juve, contro il Napoli

Il primo gol di Pogba in maglia Juve, contro il Napoli

La stagione successiva non parte tra i titolari in Supercoppa contro la Lazio, subentrando a Marchisio (infortunato) nel primo tempo; da lì in poi raramente siederà in panchina. Conte lo allontana dal dualismo con Pirlo e lo piazza mezz’ala sinistra in un centrocampo a tre, un ruolo che lo avvicina alla porta avversaria e esalta ancor di più le sue qualità. Il valore del giocatore inizia a lievitare, date le sue caratteristiche atipiche unite alla giovane età e alla classe innata. Gli viene addirittura affidata la maglia numero 10, ultima investitura a simbolo della società piemontese, a “uomo franchigia” della Vecchia Signora, sebbene la Juventus sembri solo una tappa della sua vita, non La Tappa.

pogba 10

Con la popolarità arrivano infatti anche le prime sirene, per di più spagnole: Barcellona prima e Real Madrid poi vogliono accaparrarsi il talento francese. Ma Pogba ha un conto in sospeso, e lo ha in Inghilterra, con quel Manchester United che prima lo ha preso dal Le Havre e poi lo ha lasciato andare via senza troppi problemi, quei Red Devils che non hanno creduto abbastanza su di lui. È lì che vuole prendersi la rivincita. Alla guida degli inglesi, quest’estate, arriva Josè Mourinho, un allenatore che stravede per lui e lo vuole a costo di dover prendere altri giocatori della “scuderia Raiola”, una delle conditio sine qua non per costruire buoni rapporti con un procuratore: arrivano il quasi trentacinquenne Ibrahimovic (che sembrava destinato alla pensione dorata in USA o Qatar) e l’armeno Mkhitaryan, in uscita da Dortmund.  Vengono addirittura assegnati i numeri di maglia (non definitivi ma comunque indicativi) e si lascia libero il 6, storico numero di Pogba. La sensazione è che si faccia sul serio.

I numeri di maglia del Man Utd 2016/2017

I numeri di maglia del Man Utd 2016/2017

La Juventus però ha dalla sua un contratto lungo e la forza economica di non dover vendere obbligatoriamente. Il prezzo lo fa lei, prendere o lasciare. La cifra richiesta è esorbitante ma il Manchester United non si spaventa e decide di pagarla. Mancano i dettagli di rito ma ormai si può affermare che Pogba is back, #Pogback. Se n’era andato da giovane di belle speranze, torna da campione aspirante fuoriclasse. C’è ancora chi storce il naso non giudicandolo all’altezza delle aspettative e dei soldi pagati, però il tempo sarà galantuomo e dirà chi ha ragione e chi no.

Certo è che Pogba abbia avuto la sua rivincita, tornando da Re nel posto che lo aveva scaricato; avrà gli occhi puntati addosso e grandi responsabilità ma non sembra il tipo che ha paura di queste cose.

PS- c’è chi vede, nella scelta della giovane stella francese, solo una quantità di denaro così spropositata da non poter essere rifiutata (oltre ai soldi dati alla Juve, avrà uno stipendio base di tre volte superiore a quello attuale, più bonus facilmente raggiungibili, che lo porteranno non troppo lontano dalle vette salariali di Messi e Cristiano Ronaldo), una quantità di denaro alta al punto da accettare una squadra che non disputerà nemmeno la Champions League nel 2017. Chi la pensa così, beh, è un vile. E i vili non vanno d’accordo con gli inguaribili romantici. Dove sarà finito l’amore?

pogba ultima

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