Roma – Porto: basta vedere Karate Kid

Pubblicato il autore: matteo platania Segui

La partita che si è disputata allo stadio olimpico, più che un match si è rivelato essere il dietro le quinte del noto film Karate Kid. Karate Kid, noto film,ormai cult, del 1984 racconta le vicende di un ragazzo, che viene molto spesso e volentieri maltrattato a scuola. Per questo motivo decide di imparare a difendersi, ma per farlo gli serve una guida e l’ unico che può aiutarlo è l’uomo  delle riparazioni. Il vecchio signore era stato sollecitato dal giovane, sotto richiesta della madre, per   venire ad aggiustare il rubinetto. Quando Daniel entra nella sua abitazione, rimane piuttosto sconcertato nel vederlo concentrato con un paio di bacchette di legno a tentare di afferrare delle mosche che gli girano attorno. Dopo un inutile tentativo di attirare la sua attenzione per spiegargli il motivo della visita, Daniel capisce che l’uomo vuole essere lasciato in pace e quindi se ne va.
Frase famosa del film : « Prima lava tutte le macchine. Poi le lucidi, con la cera. Devi dare la cera con la mano destra e la devi togliere con la sinistra. Dai la cera, togli la cera. Il respiro lo prendi con il naso e lo emetti dalla bocca. Dai la cera, togli la cera. Non dimenticare il respiro: è molto importante. ».
La squadra di Spalletti sembra aver ascoltato le parole del vecchio e di aver appreso le tecniche del un fu più estremo.
Le squadre scendono in campo con queste formazioni:
Roma (4-2-3-1): Szczesny; Bruno Peres, Manolas, Juan Jesus, Leandro Paredes; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Salah, Džeko, Diego Perotti.Porto (4-3-3): Casillas; Maxi Pereira, Felipe Augusto, Marcano,Alex Helles; H.Herrera, Danilo Pereira, André André; Otavio, André Silva, Corona.
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Alla Roma bastava  anche uno 0-0 per passare il turno. Serviva una prestazione magistrale da parte dei giallorossi, ma, putroppo, è venuta a amncare.
Dopo i primi 8 minuti di gioco la squadra avversaria passa in vantaggio con l’incornata vincente di Felipe, che si fa perdonare il clamoroso autogoal dell’andata.
Momentaneamente è il Porto la squadra che passerebbe i play off, ma la Roma è viva e attacca: Csillas compie un miracolo sul tiro a botta sicuro di Salah, che resta a bocca asciutta.
Capitan futuro, in un momento di pazzia, entra con il piede a martello su Maxi Pereira, è rosso diretto!.
Le cose si mettono in male, ma la Roma non demorde e cerca in tutti i modi la via del pareggio, affidandosi alle giocate di Naingolan e ai suoi tiri dalla distanza.
La partita prende un’ ultima svolta negativa quando dalla panchina viene chiamato Emerson Palmieri al post odi Paredes: cambio reso necessario in quanto il giovane giocatore stava concedendo tanti spazi agli avversari e  non riusciva a mantenere la giusta posizione.
Grave errore di Spalletti. Emerson gioca pochi minuti: segue l’ esempio di Karate Kid e falcia letteralmente l’ avversario.
Anche per lui si tratta di rosso diretto. Mentre per il fallo di Daniele De Rossi potevano esserci dei dubbi circa l’ entità e durezza dell’ intervento, resi chiari grazie ala moviola, questo discorso per Palmieri non sussiste.
La Roma cade in 9 sotto l’ assedio sfrenato del Porto, che porta ben 7 giocatori nell’ area avversaria.
Gioco facilitato anche dalla uscita alla Indiana Jones del portiere Szczesny, il quale non riesce ad arrivare in tempo sul pallone e si fa superare con estrema facilità dall’ attaccante avversario.
Una Roma da film, quella scesa in campo contro il Porto; l’avversario era sicuramente alla loro portata, ma hanno condotto e interpretato malissimo la partita.
Unica speranza è che i ragazzi di Spalletti dimentichino al più presto la vicenda e inizino/continuino al meglio la loro avventura in serie A.

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