Russia 2018: Mondiale a rischio?

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui
Mondiali 2018: la Russia rischia di perderli?

Mondiali 2018: la Russia rischia di perderli?

Tempi duri per lo sport in Russia: lo scandalo del doping di Stato rischia di mettere ko anche il calcio dopo i guai dell’atletica e di tutte gli altre discipline accusate di essere coinvolte in un sistema illecito atto a coprire l’uso di sostanze illecite da parte degli atleti russi.

Il rapporto McLaren può avere effetti anche su Russia 2018

La Federcalcio russa ha fatto sapere che, in base ad una notifica da parte della Fifa, 11 suoi calciatori sono sotto indagine per uso di dopanti e questa notizia si aggiunge alle rivelazioni del rapporto di Richard McLaren, il professore di diritto canadese a cui la Wada ha commissionato la ormai nota indagine che ha shoccato il mondo (nata anche grazie alla collaborazione di un pentito doc come Grigory Rodchenkov, già a capo del laboratorio anti-doping di Mosca)e  i cui risultati presentati il 18 luglio scorso hanno scoperchiato il vaso di Pandora del sistema doping di Stato russo “controllato, diretto e supervisionato” dal Ministero dello Sport e con l’obiettivo di frodare sui controlli ematici degli atleti. I calciatori in questione erano già stati menzionati nel Rapporto assieme ad altri casi in discipline come la già citata atletica (139 atleti sospettati), il sollevamento pesi (117 casi) e altri sport olimpici e non, oltre a quelli paralimpici.

Mondiale 2018 e Confederations Cup: la palla passa alla Fifa

Lo sport rischia così di diventare una slavina che può mettere in serio imbarazzo una intera nazione come la Russia che non paga della figuraccia del calcio all’ultimo Europeo, con l’ignominiosa uscita della Nazionale alla fase ai gironi, e con una spedizione a Rio 2016 falcidiata dal Rapporto McLaren, ora vede scricchiolare la possibilità di organizzare il Mondiale in casa nel 2018. L’intreccio che vede coinvolti il Ministero dello Sport retto da Vitaly Mutko, a capo anche della Federcalcio russa e deus ex machina del rinnovamento del campionato nazionale dopo la fine dell’URSS, e i servizi segreti per coprire i risultati compromettenti delle analisi  di centinaia di atleti, potrebbe infatti causare molti più danni del presunto caso di corruzione riguardante l’acquisto dei voti per aggiudicarsi la più importante competizione calcistica per Nazionali.
Lo stesso Mutko pare sia stato coinvolto nell’insabbiamento di un caso positivo al doping che ha investito un non meglio precisato un calciatore straniero militante nella massima serie russa e nel frattempo si è visto negare l’accreditamento per Rio da parte del Comitato Olimpico Internazionale, ma non solo: il CIO ha anche dichiarato che “non organizzerà o darà appoggio a nessun evento sportivo o incontro in Russia” (mettendo a serio rischio i Giochi Europei del 2019) e questa decisione potrebbe influenzare le scelte della Fifa, già sotto pressione da parte della Wada, riguardo la sede dei prossimi Mondiali e della relativa Confederations Cup nel 2017. Anche per quest’ultimo torneo non c’è pace, perché come riporta il sito di approfondimento sportivo L’Ultimo Uomo uno dei quattro stadi ospitanti, ovvero il Krestovsky Stadium di San Pietroburgo, potenziale fiore all’occhiello dell’evento del 2018, non è ancora ultimato e rischia di non rispettare la scadenza per il completamento previsto per il dicembre di quest’anno: se così fosse, la città sul fiume Neva potrebbe non ospitare le partite della Confederations Cup, aggiungendo una ulteriore figuraccia che minerebbe ulteriormente la credibilità del Paese.
Tornando al caso doping, Dick Pound, ex vicepresidente Wada, ha infatti dichiarato tra le righe che l’organizzazione guidata da Gianni Infantino deve assolutamente affrontare la questione per non vedere affossata la propria credibilità. Abbiamo così da una parte il pugno duro del CIO, dall’altra la Fifa che assume invece un atteggiamento più attendista. Il doping di stato, sponsor permettendo, cambierà le carte in tavola e determinerà lo spostamento dei Mondiali 2018 verso altri lidi?

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