Serie A al via, un’altra annata inutile, resa speciale solo dalle Tv

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa Segui

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Domani sera inizia il campionato di calcio, con gran parte d’Italia ancora in vacanza, il calciomercato aperto e le Olimpiadi di Rio de Janeiro che ancora non sono terminate.

E’ una buona idea cominciare a giocare in queste condizioni?
Come al solito cerchiamo di importare modelli di calcio organizzativo dagli stati esteri – Germania e Inghilterra su tutti – ma non teniamo mai conto delle nostre abitudini di vita né del diverso ambiente climatico.
Pazienza: il nostro calcio oramai è schiavo delle TV e il circo deve ripartire; poco importa se vedremo partite di calcio con giocatori abbronzati e che a fine partita correranno sulle spiagge a rinfrescare la tintarella…

Con il calciomercato ancora aperto è anche possibile che calciatori che si sono affrontati contro nelle prime due giornate diventino poi compagni di squadra per l’intera stagione, oppure vedere paradossi di calciatori che affrontano una squadra per ben tre volte nell’arco del campionato, come successo al romanista Perotti la scorsa stagione contro la Fiorentina, che se lo è ritrovato contro due volte nel giro di due settimane prima con la maglia genoana e poi con quella giallorossa…
È così che…The show must go on.

Da domani in poi vedremo quanta strada percorrerà la Juventus in Champions League, atteso che in Italia non ci dovrebbe essere competizione con le altre squadre più accreditate come Napoli e Roma che hanno perso gli uomini migliori – Higuain e Pjanic – finiti proprio alla Juve, e che non sono riuscite ad allestire formazioni competitive per il primo posto.
Paradossalmente – considerato tutti i problemi avuti nel precampionato, tra variazioni di assetto societario e dimissioni dell’allenatore – la vera avversaria della Juve dovrebbe essere l’Inter, affidata a De Boer, che è riuscita a mantenere l’organico già abbastanza qualitativo dello scorso campionato, migliorandolo con gli innesti di Banega, Candreva e chissà se arriverà Joao Mario.

La lotta per l’accesso all’Europa League dovrebbe essere riservata alla Fiorentina – che ha mantenuto i suoi big migliorando numericamente l’organico con De Maio, Carlos Sanchez e Toledo, con l’inserimento di giovani promettenti sul cui futuro garantisce uno che di giovani se ne intende come Pantaleo Corvino – e alla Lazio, anch’essa migliorata con immobile e Bastos.

Un po’ più attardate il Milan – il cui vero valore aggiunto è stato sinora solamente Vincenzo Montella, anche lui però reduce dalla stagione fallimentare alla Sampdoria – e il Sassuolo dei giovani,  mentre la vera sorpresa potrebbe essere il Torino di Mihajlovic.

La zona salvezza invece è riservata alle solite tre neopromosse che cercheranno di agganciare qualche squadra di medio bassa classifica come Atalanta, Chievo, Udinese e Genoa.

Quindi quale sarà la differenza con lo scorso anno o con gli anni precedenti?
Perché mai i tifosi delle altre squadre che non siano Juventus dovrebbero sognare?

Rimanete tranquilli: ci penseranno le televisioni a far diventare eventi imperdibili partite senza senso.
L’ultima enfatizzazione nei giorni scorsi l’abbiamo avuta con la Stella Rossa di Belgrado, dipinta come l’Atletico Madrid (forse per via dello stesso colore delle magliette), incenerita dal Sassuolo in poco meno di mezz’ora di gioco – e le dichiarazioni dei calciatori che prima di giocare promettono chissà cosa, per poi sciogliersi come neve al sole al fischio d’inizio.

Serie A al via dunque, un’altra annata inutile, ma resa speciale solo dalle Tv…

Ma tutto questo non importa: the show must go on…

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