Auguri Michael Ballack! 40 anni per l’eterno secondo!

Pubblicato il autore: riccardo seghizzi Segui
Auguri Ballack! 40 anni da eterno secondo!

Michael Ballack compie oggi 40 anni!

Qualche giorno fa è stato il Ronaldo Day, i 40 anni del Fenomeno. Domani toccherà a Francesco Totti spegnere 40 candeline. Oggi però chi festeggia il passaggio agli “anta”  è Micheal Ballack.
L’eterno secondo ha lasciato un segno indelebile nel ruolo del centrocampista e nella storia del calcio.
Viene tanta nostalgia a ricordare e augurare buon compleanno a questi straordinari giocatori, tutti quanti di un anno magico: il 1976!


Micheal Ballack è stato uno dei centrocampisti al mondo più forti di sempre. Quasi duecento reti in carriera con la maglia della Nazionale e dei suoi club, tecnica straordinaria, abile sia con il destro che con il sinistro, un tiro eccezionale. Un centrocampista fenomenale che ha ridisegnato il prototipo di centrocampista perfetto negli anni ’90 e 2000.
Purtroppo però tanti si ricordano di lui per il suo soprannome e meno per le sue gesta in campo. L’eterno secondo! Un etichetta difficile da portare e che sicuramente pesa tantissimo. Non bastano i 14 trofei vinti, tra Inghilterra e Germania, a levargli la medaglia d’argento.
Michael nasce a Gorlitz, Est della Germania, 40 anni fa. La sua carriera professionistica inizia nel 1995 nel Chemniz, per poi passare nel Kaiserslautern. Poi nel 1999 approda al Bayern Leverkusen dove vi rimarrà fino al 2002. Già il 2002… Un anno maledetto che segnerà per sempre Ballack e gli affiderà il suo soprannome.
Quell’anno il Bayern Leverkusen gioca bene e mette in mostra il suo gioiello, Michael, arrivando al tramonto della stagione in una situazione entusiasmante. Si gioca il campionato tedesco, la Coppa di Germania e la Champions League. Purtroppo però il destino è un avversario che nemmeno un giocatore straordinario come Michael può battere. E la strada che il fato aveva scritto per Ballack era crudele.
In 15 giorni il Leverkusen e Michael Ballack vedono svanire ogni cosa. Secondi in Bundesliga dietro al Dortmund di un solo punto, battuti in finale di Coppa tedesca dallo Schalke04 ed infine sconfitti in finale di Champions League, raggiunta per la prima volta nella storia del club, dal Real Madrid.
Ma il 2002 così crudele, di rimpianti e di “quasi”  non finirà con la Champions. I Mondiali portano Ballack in Corea del Sud con la sua Nazionale. In semifinale la Germania incontra proprio i padroni di casa. Michael essendo stato già ammonito nella gara precedente rischia, in caso di un altro cartellino giallo, di saltare l’ipotetica finale. L’ammonizione arriva e lui dovrà saltare la finale. Già la finale, perché la Germania batterà la Corea per 1 a 0, con il gol di Michael Ballack. Nonostante il cartellino giallo questo immenso giocatore siglerà la rete che aprirà le porte della finale alla propria Nazionale, ed uscirà dal campo in lacrime, in una scena struggente e commuovente. Nonostante questo il Brasile, di Ronaldo,  vincerà quel Mondiale e sarà un altra medaglia d’argento da mettersi al collo.
Negli anni seguenti Ballack andrà al Bayern Monaco, Chelsea e di nuovo al Leverkusen per chiudere la carriera. In campo nazionale vincerà tutto sia in Germania sia in Inghilterra, ma non vincerà mai il “grande trofeo”. Ci andrà spesso vicinissimo, ma non riuscirà mai a prenderlo. Nel 2008 arriverà secondo all’Europeo, e nel 2009 con il Chelsea perderà la finale di Champions League. La perderà ai rigori contro il Manchester United, Michael cade di nuovo, proprio come Terry…


40 anni di gioie, di delusioni, di secondi posti, di finali e di imprese mai riuscite. Nonostante tutto però Michael Ballack rimane un giocatore straordinario, un centrocampista goleador, un icona degli anni 2000 in Germania e non. Ammirevole il suo carattere, la sua forza di rialzarsi ogni volta, di non inginocchiarsi al destino, ma essere capaci di reagire sempre. Se vogliamo, la storia di Ballack può esserci utile come lezione di vita, perché avere un carattere come il suo e la sua forza di volontà ogni giorno ci può servire.
E forse è proprio per queste sue caratteristiche, che vanno oltre il calcio, oltre il 2002, oltre le finali perse, che ci permettono di apprezzarlo ancora di più…Auguri Michael Ballack!

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