Berlusconi 80, gli auguri di Maldini: “Per lui ero come un figlio”

Pubblicato il autore: Alessandro Basta Segui

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Gli 80 anni di Silvio Berlusconi stanno monopolizzando il mondo del calcio nelle ultime ore. Nella giornata di oggi sono arrivate anche le dichiarazioni di Paolo Maldini, storica bandiera del Milan che insieme al suo Presidente ha scritto alcune della pagine più liete della storia rossonera. Proprio nelle settimane in cui si parla con insistenza di un ritorno di Maldini al Milan come dirigente, le dichiarazioni dell’ex difensore risultano estremamente interessanti.

Berlusconi 80, Maldini non dimentica: primo incontro e gioventù

Paolo Maldini, ai microfoni di Mediaset, non ha risparmiato il racconto di aneddoti e storie insieme al suo storico Presidente. Di seguito le parole sul primo incontro con Berlusconi e il loro rapporto din dagli inizi: “Berlusconi arrivò nella sala pranzo fece un discorso dove disse che voleva che la nostra diventasse la squadra più forte al mondo. Alcuni onestamente si misero a ridere, non eravamo continui,  ma quello era solo l’inizio di un’epoca incredibile e di successi guidata da Silvio Berlusconi. Con il Presidente ho sempre avuto un rapporto particolare perché ho più o meno la stessa età di Piersilvio, e lo frequentavo, e quindi andavo spesso ad Arcore anche quando non c’era. Mi trattava veramente come un figlio. A livello tecnico, il suo sogno è sempre stato quello di vedermi giocare in attacco, ogni tanto lo diceva anche agli allenatori perché diceva sempre che io avevo le caratteristiche per fare il centravanti. Ha avuto un rapporto bellissimo anche con mio padre, l’ha sempre voluto accanto a sé e l’ha sempre ritenuto un consigliere importante, anche perché lui era tifoso del Milan quando mio papà giocava nei rossoneri. C’era un forte legame tra di loro”.

Berlusconi 80, la gestione del Milan: il racconto di Maldini

Maldini ha parlato anche della gestione di Berlusconi e delle sue scelte da Presidente. L’ex difensore descrive anche la mentalità dell’ex patron e la sua incisività nelle scelte. Ecco le sue parole: “Ogni tanto ci ha chiesto consigli nella scelta degli allenatori ma non ci siamo mai permessi di influenzare le sue scelte, anche perché sono sempre state decisioni vincenti. Lui, soprattutto negli anni di Ancelotti, ha sempre avuto l’idea di un possesso totale, di tenere la palla per 90 minuti e io molte volte cercavo di fargli capire che non era sempre facile, soprattutto contro squadra forti come Barcellona, Real Madrid, Juventus o Inter. E’ un esteta e di conseguenza per lui era quasi più importante giocar bene piuttosto che vincere. Era molto contento quando giocavamo bene e vincevamo e questo, grazie a Dio, è successo veramente tante volte”.

Berlusconi e Maldini: strade parallele, scelte differenti

Silvio Berlusconi e Paolo Maldini, un binomio vincente nei ruoli di Presidente e capitano del Milan, ma che poi non è riuscito a ripetersi anche in dirigenza. Per motivi complicati da decifrare e comprendere, Maldini non ha mai ricevuto una chiamata per il ruolo di dirigente rossonero, nonostante sembrasse un’evoluzione naturale dopo i trionfi da calciatore e capitano. Il suo ritorno nel mondo Milan potrebbe concretizzarsi proprio con l’addio di Berlusconi e l’avvento dei cinesi: un paradosso, considerando il rapporto con lo storico Presidente.

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