Calcio Napoli, lo stadio della discordia

Pubblicato il autore: Eleonora Belfiore Segui

de laurentiis - de magistris san paolo                                                                                       Lo stadio “San Paolo” di notte

Non si ferma il caos, a Napoli, per l’aumento dei prezzi dei biglietti. Una delegazione di tifosi è stata persino ricevuta in Comune dopo l’aumento che il presidente De Laurentiis ha “imposto” per le partite giocate in casa dal club partenopeo.  De Laurentiis  sarebbe stato contattato a sua volta, il condizionale è ancora d’obbligo, dal Comune proprio per cercare di risolvere una frattura che sta diventando, di giorno in giorno, sempre più insostenibile. Ulteriori polemiche sono scoppiate quando è iniziata a circolare con maggiore insistenza la voce di una effettiva volontà del presidente  di costruire un nuovo stadio da 20.000 posti. In realtà, proprio Aurelio De Laurentiis aveva presentato nel 2015 al Comune un progetto innovativo, firmato dall’architetto Gino Zavanella, dal valore di  trenta di milioni, volto ad aumentare la capienza dello stadio. Il progetto è sfumato ma il Comune di Napoli si è comunque dimostrato intenzionato a portare avanti il restauro dello storico stadio napoletano di Fuorigrotta, anche attraverso un mutuo contratto con il Credito sportivo ed indipendentemente dai sogni di De Laurentiis che, nel  frattempo, ha annunciato che non andrà più al “San Paolo” a vedere dal vivo le partite del suo club, complice anche il clima di tensione con i tifosi, sebbene ufficialmente si sia parlato  di importanti impegni lavorativi e di famiglia…

Napoli Higuain                                                                                                    Aurelio De Laurentiis

Attorno al “San Paolo” esistono molteplici interessi, inutile negarlo. L’obiettivo primario, tuttavia, resta di certo quello di rendere più sicuro e gradevole uno dei più importanti stadi italiani. La messa in sicurezza è un imperativo categorico ed un dovere etico nei confronti dei tanti tifosi che affollano il “San Paolo” e nei confronti degli stessi cittadini napoletani che lo considerano uno tra i simboli più emblematici della città. I primi lavori cominceranno a novembre;  numerosi gli interventi da affrontare e fra questi  troviamo la sostituzione della totalità dei sediolini, la sistemazione e impermeabilizzazione delle gradinate, il ripristino e la messa in sicurezza dei cancelli interni e di intercorsa, delle ringhiere, dei pali dell’illuminazione nonché delle opere in ferro, tanto per citarne alcuni. Sul fronte del’inquinamento acustico si provvederà al contenimento delle emissioni sonore per la pace, finalmente, dei cittadini residenti nella zona.
E’ una lunga storia, quella dello stadio di Fuorigrotta. Nel 1931 Mussolini affidò a Napoli l’organizzazione della “Mostra triennale delle terre italiane d’Oltremare”. Questo quartiere venne scelto per accogliere la nuova struttura e per questo venne quasi interamente demolito e ricostruito. Proprio in questa area, sorse poi, nel clima di grande fiducia di una stagione irripetibile, quella del boom economico, lo stadio del Sole ( poi “San Paolo”) nel 1959. E’  il terzo in Italia per capacità dopo il Meazza di Milano e l’Olimpico di Roma. E’ stato ristrutturato in occasione dei Campionati europei del 1980 e poi in occasione dei leggendari Mondiali di calcio ospitati dall’Italia nel 1990. A questa fase risalgono anche la costruzione della copertura e della nuova tribuna stampa.
Dati che fanno riflettere e che mostrano l’urgenza di un intervento serio ed efficace e la necessità di andare oltre le ambizioni personali.

 

 

 

 

 

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