“Capitan (molto) futuro”: Riccardo Marchizza

Pubblicato il autore: Michele Santoro Segui

marchizza

Capitan molto “futuro”: Riccardo Marchizza – Chi l’ha detto che i difensori segnano poco? Alcuni hanno medie da centravanti navigati. Nella lontana stagione 2000/01, un giovane Marco Materazzi, ritornato in Italia dopo la parentesi inglese con l’Everton, fissò col Perugia, il record di reti per un difensore nel campionato di serie A, mettendone a segno ben 12. Nelle stagioni scorse i capitani di Fiorentina e Torino, Gonzalo Rodriguez e Kamil Glik, si sono fermati, si fa per dire, a quota 7. Lo scorso anno, per esempio, un altro capitano, quello del Trapani, Gennaro Scognamiglio, con i suoi 8 gol, senza l’ausilio di alcun rigore, ha contribuito non poco al raggiungimento dello storico traguardo dei play-off per la A del club siciliano. Un altro giovane capitano, Riccardo Marchizza, difensore classe ’98 della Roma Primavera, sta diventando, partita dopo partita, l’ennesimo esponente della filosofia : ”il miglior attacco è la difesa”. 7 gol in 35 partite, dopo i 3 in 27 dello scorso anno: bottino più che raddoppiato con la fase finale di una stagione ancora tutta da giocare. Cifre atipiche per un centrale di difesa tradizionale, che al massimo potrebbero corrispondere a quelle dei cartellini gialli. Ma Marchizza di convenzionale ha poco o nulla. La struttura fisica imponente – questa sì da difensore vecchio stampo – è coadiuvata dalla velocità e dall’abilità nei movimenti. Il piede sinistro è una sentenza sui calci piazzati, soprattutto dagli undici metri.Attento in fase di marcatura, preciso in quella d’impostazione e intelligente quando c’è da buttarsi negli spazi. Queste doti lo rendono un giocatore completo e duttile: Alberto De Rossi lo impiega quasi esclusivamente da difensore centrale, ma la grande spinta che riesce a generare, lo rende un potenziale terzino sinistro di qualità. Inoltre la sua visione di gioco e la capacità di dettare i tempi stanno convincendo l’allenatore della Primavera ad adoperarlo come metronomo davanti alla retroguardia.

Leggi anche:  Serie A, dove vedere Roma Sassuolo tv e streaming

Piglio da leader nato, che gli permette di sopperire alla giovane età: entra nella società giallorossa a 9 anni, ma gioca subito nei Pulcini, nonostante abbia sei mesi in meno degli altri. Stessa personalità che gli permetterà di non far rimpiangere, al suo primo anno in Primavera, le assenze dei più maturi Capradossi e Calabresi, chiamati in prima squadra da Rudi Garcia. Le nazionali giovanili non possono lasciarsi scappare un talento del genere e dopo le varie convocazioni in U16, U17 e U18, lo scorso 20 gennaio arriva quella di Paolo Vanoli per l’U19 nella vittoriosa gara contro la Spagna ed oggi è chiamato a difendere i colori azzurri – sempre in U19 – nella Fase Elìte dei Campionati Europei di categoria.

Nella stagione 2004/2015 è stato fondamentale anche per gli Allievi Nazionali (storica per i giallorossi la doppietta Campionato-Supercoppa Italiana), mentre la scorsa annata, dopo la bruciante eliminazione dei capitolini ai quarti di Youth League contro il PSG (3 gol per lui durante la competizione), e sempre ai quarti, contro l’Inter, in Tim Cup, la gioia è arrivata con la conquista del campionato grazie alla vittoria in finale sulla Juve ai calci di rigore. Protagonista dagli undici metri, guarda caso, Riccardo Marchizza, che ha realizzato il penalty decisivo.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: