Ci lascia Nené, stella del Cagliari dello scudetto. La società: “Ci ha lasciato in punta di piedi, così come era arrivato”. Il ricordo di Marchisio

Pubblicato il autore: Saverio Crea Segui
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Il Cagliari dello Scudetto 1970. Nené è il primo da sinistra. Fonte: quattrotratti.com

Muore Nené, leggenda del Cagliari

Lutto nel mondo del calcio. E’ morto Nené, storica ala destra del Cagliari dello Scudetto 1970. Malato da tempo, il brasiliano ci ha lasciato in un ospedale di Capoterra, in Sardegna. 74 anni, Claudio Olinto de Carvalho, questo il vero nome, aveva cominciato a giocare a calcio nel Santos di Pelé. Successivamente arriva in Italia, dove scrive la storia nella società cagliaritana. In precedenza era sbarcato a Torino, nella Juventus. Fortemente voluto da Boniperti, si trovò a coesistere con Omar Sivori e totalizzò 23 presenze e 11 gol. Un solo anno a Torino e poi di corsa verso la leggenda in Sardegna.  Il passaggio al Cagliari avviene nel 1963. Nel 69′ sfiora il tricolore. Lo vince un anno dopo insieme a Gigi Riva, in panchina il grande Manlio Scopigno. In fuga già dal 12 Ottobre, il Cagliari si laurea campione d’inverno e tiene dietro Juventus e Inter. L’epilogo felice avviene il 12 Aprile, allo stadio Amsicora con il 2-0 al Bari. L’Amsicora ora è una struttura utilizzata per l’atletica e l’hockey su prato. Il tricolore assume un valore particolare: è il primo vinto da una squadra del Mezzogiorno d’Italia. Il segreto del successo isolano, fu la grande vena del capocannoniere Gigi Riva (21 reti) e una difesa impenetrabile (solo 11 reti al passivo). Inoltre il grande exploit della squadra, garantì la convocazione in Nazionale per Messico 70′ a 5 calciatori, oltre Riva: Albertosi, Cera, Domenghini, Gori e Niccolai. Il cammino in Italia, termina nella stagione 1975/1976 con il ritiro dell’ala destra, amata dai tifosi sardi. Nella sua carriera ha vinto tantissimo. Con il Santos conquista 2 Campionati Paulisti, 2 Coppe Libertadores e 1 Coppa Intercontinentale. Vince il già menzionato Scudetto con il Cagliari e i Giochi Panamericani con la Nazionale Brasiliana nel 1963. Appese gli scarpini al chiodo, diventa allenatore nei settori giovanili di Cagliari, Fiorentina e Juventus. Esperienza più che positive con i viola, con cui vince il campionato Primavera, coppa di categoria e torneo di Viareggio. Ultima esperienza per lui da osservatore. Nené è ricordato, anche, per il sodalizio con la Gialappa’s Band. Il calciatore ha collaborato con il trio a Rai dire Mondiali, nella telecronaca delle partite del Brasile nei mondiali 1994 e 1998 su Radio 2. In più è stato ospite nel programma televisivo Mai dire Mondiali su Italia 1. Dal 2000 si è ritirato a Pirri e poi a Capoterra per curare la sua malattia, ormai molto grave.

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Il cordoglio del Cagliari

“Il Cagliari Calcio dice addio ad una delle sue leggende. È scomparso la notte scorsa a 74 anni Claudio Olinto De Carvalho “Nené”, uno degli eroi dello scudetto. La Società lo piange con grande dolore e ricorda il valore di un eccezionale calciatore e di un uomo buono e generoso dal comportamento esemplare, dentro e fuori dal campo di gioco”. Ecco poi, la lettera per ricordare l’ex calciatore:Ci ha lasciato in punta di piedi, così come era arrivato. Estate 1964: il Cagliari promosso per la prima volta in Serie A cercava rinforzi di spessore. Andrea Arrica, general manager e parecchio altro di quella Società, si rivolse alla Juventus. L’anno prima i bianconeri avevano reclutato taleClaudio Olinto De Carvalho, calcisticamente noto come Nenè, un giocatore molto alto, soprattutto se considerato con gli standard dell’epoca, proveniente dal Santos. In realtà la Juventus aveva cercato con insistenza un compagno di squadra molto illustre: Pelè. Essendo O’Rey tesoro nazionale dunque irraggiungibile, Boniperti aveva virato su Nenè: tanto brasiliano era brasiliano e giocava nel Santos, qualcosa voleva pur dire. Tuttavia Nenè non aveva suscitato grande impressione. Schierato centravanti, era andato in gol soltanto 11 volte. Non una miseria, ma alla Juventus ci si attendeva molto di più. Così a Torino furono ben lieti di liberarsi di questo Nenè mai troppo convincente. Arrica e Silvestri ci credevano. Avevano trovato la chiave di volta. Nenè come punta centrale poteva avere tecnica e fisico, ma era come ingabbiato. Necessitava di spazi ampi per distendere la sua falcata da quattrocentista. Ecco allora l’idea di posizionarlo a centrocampo, o in alternativa sull’out di destra del reparto offensivo. La scoperta dell’acqua calda. Nenè esplose letteralmente, diventando in fretta uno dei punti di forza della squadra. In Sardegna aveva trovato l’ambiente giusto, sentiva fiducia e la ricambiò con prestazioni da otto in pagella. I piedi erano veramente da brasiliano, ma alla tecnica univa la facilità di corsa e la concretezza europea. Un giocatore modernissimo, in avanti coi tempi. Quando poi si trovava nei pressi della porta non dimenticava i trascorsi da attaccante e faceva partire autentiche bordate che piegavano le mani ai portieri. A fine allenamento i giocatori rossoblù si intrattenevano in un gioco attuale anche oggi: centrare la traversa da fuori area. Nenè era tra i più precisi. Non sbagliava un colpo. Mirava e colpiva. All’interno dello spogliatoio era l’anima allegra. Sorrideva o rideva sempre, e faceva ridere i compagni, con le sue battute di spirito, il suo candore, la sua simpatica ingenuità. E la sua proverbiale distrazione. Era un estroso, dentro e fuori dal campo, ma conservava una educazione impeccabile. Se parlava dei suoi vecchi allenatori e dirigenti, al nome faceva precedere un “signor”: il “signor Scopigno”, il “signor Silvestri”, il “signor Arrica”, il “signor Boniperti”. Il suo “apelido”, Nenè, glielo aveva dato sua madre, “perché da bambino piangevo sempre, “ne-ne”, “ne-ne”. Sul campo dava spettacolo. Il primo ricordo è la sua incredibile galoppata sulla fascia destra all’Olimpico di Roma. Per le nuove generazioni, il video è disponibile su YouTube. Nenè prende palla fuori dalla sua area di rigore e inizia a correre verso la porta avversaria, tutto spostato sulla destra. Un fulmine, una gazzella impazzita. I difensori della Roma non riescono a stargli dietro, vengono seminati uno dopo l’altro. Ad un certo punto uno prova a stenderlo con un colpo da kung-fu: niente da fare, non lo prende. A bordo campo segue la corsa l’allenatore, Oronzo Pugliese: lo provoca, gli urla contro di tutto in dialetto pugliese, quasi entra sul rettangolo verde anche lui per cercare di fermarlo. Finito il campo, Nenè alza la testa, guarda al centro e centra per Riva che aspetta, l’espressione stupita: cross a mezz’altezza, Gigi non deve fare altro che appoggiarlo in rete. E poi non festeggia nemmeno, corre dal compagno e lo indica, sorridendo, come a dire “Il gol è tuo, hai fatto tutto tu”. E la corsa del povero Pugliese? “Divertente”, commentò laconicamente Nenè. In Sardegna è rimasto per dodici stagioni, sino all’amara retrocessione del 1975-76. In pratica, protagonista sino alla fine del ciclo del grande Cagliari dello scudetto. La Società gli regalò il cartellino, lui smise e si dedicò a fare l’allenatore. Aveva indossato la maglia rossoblù per 311 volte in Serie A, record assoluto, con 23 gol. Un primato battuto soltanto da Daniele Conti. Il dopo calcio non è stato felice. Fare l’allenatore richiede anche doti da domatore che non gli appartenevano. Meglio come tecnico delle giovanili e istruttore dei bambini. Tra i tanti, ricordiamo un piccolo Claudio Marchisio, che l’ha ricordato con affetto su Twitter. Un maestro di vita, Nenè, una leggenda rossoblù. Quando si ammalò, i compagni si presero cura di lui, con affetto e dedizione. Erano rimasti una squadra, anche se non prendevano più a calci un pallone su un prato verde. Nenè è stato un simbolo di un’epoca. Adesso che non c’è più, ci sentiamo tutti un po’ più soli. Ciao, Claudio“.

La cavalcata di Nené per servire Riva (VIDEO)

Qui vi mostriamo una della galoppate di Nené al Cagliari. In questo caso, l’assist per servire Gigi Riva.

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Le reazioni social

Molti i tifosi ad unirsi al cordoglio per la scomparsa del calciatore Nené. Tra i tanti anche lo juventino Claudio Marchisio, allenato proprio dal brasiliano nelle giovanili della società bianconera.

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