Ciao Gaetano, il calcio è cambiato troppo

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

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Caro Gaetano.
Ogni anno in questo giorno ci troviamo per parlare di te. Ho ripreso a leggere quel magnifico libro chiamato ” Cercando Scirea ” che ripercorre la tua storia fatta di successi sportivi, ma anche di un lungo percorso tra i campi dell’oratorio, i parenti, gli amici, la maturità presa ad oltre trent’anni, i rapporti con i colleghi. Quei magnifici anni ’80 che andavano a terminare furono squarciati da questa devastante notizia. Io avevo dodici anni e mezzo ma pensai che non fosse vero…ma perché proprio lui? Non che ci fosse (ci mancherebbe) da augurarsi che qualcuno fosse al tuo posto, ma mi sembrava tutto irreale, come un film, una fiction immaginaria. Quella domenica di settembre, l’annuncio di Ciotti con la voce più roca del solito. Giocavi nella Juventus, squadra più amata ma anche più odiata d’Italia: ma trovarne uno che non si ricordi di te è difficile: sapevi unire interisti, milanisti, romanisti e quanti amavano il gioco del calcio. E sarebbe plenoastico e retorico riferire che tu rispettavi chiunque e ti intrattenevi a parlare con chi ti passava vicino. David Guetta, nel suo libro sulla Fiorentina ti ha citato, quando andasti nella sua postazione a chiedere le formazioni con il tuo solito garbo, poco prima di andartene nel mondo dei più. E, per un bizzarro scherzo del destino, quel mercoledì successivo, si giocò Juventus-Fiorentina, con quel dolore che univa tutti gli italiani: nessuno osò fiatare, nessun coro ostile..ti sarebbe piaciuto. Il calcio esiste ancora, ma purtroppo da tempo immemorabile non è più quello che tu hai vissuto: quello vero, senza troppa tv, senza troppi gingilli attorno al giocatore stesso: sponsor, social network, tatuaggi, polemiche. Tu ci parlavi con gli arbitri, e ad entrambi scappava un sorriso. Diamine, come si faceva a non volerti bene? Una voce bassa, semplice, pacata: credo sicuramente che anche il più anti juventino si sarebbe placato, nel sentirti. Si, la gente va ancora allo stadio, ma i dibattiti sulle reti televisive, non si contano: polemiche, polemiche e ancora polemiche. Ti ci troveresti? Forse si, perché hai sempre saputo adattarti, ma non ameresti questo mondo. I nostalgici del periodo in cui giocavi tu ce ne sono, e fanno sentire la loro voce sempre: e come dimenticarti? Mai un cartellino rosso, mai falli cattivi, nonostante il tuo maestro Trapattoni ti intimasse di farlo (dal libro scritto con Bruno Longhi,ndr): ” Gai, ma buttalo giù !”. “Mister, sa che non ci riesco”. E magari il buon Giuan ti mandava a quel paese, ma sapendo che tu potevi permettertelo, eccome ! E quella maglia, bella già di suo, su di te diventava meravigliosa. Magari da dove sei, osservi tutto e dentro di te non apprezzi quanto sta succedendo, nonostante la tua Juventus sia sempre sulle prime pagine dei giornali: saresti ottimo amico di Buffon, questo sicuro, ma guarderesti anche oltre questi colori. La tua Atalanta (prima casa) è sempre in serie A, e sono certo che la seguiresti, come la Nazionale, che hai sempre amato. Scusami se sono stato ripetitivo, ma ti mando ugualmente un grande abbraccio. Grazie Gai, e come ho letto a proposito di Facchetti chiudo con un: ” grazie, ci si vede di là”

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