Come costruirsi una carriera con Football Manager

Pubblicato il autore: Fausto Leone Segui

AXn5gmbLFra i punti fermi della vita di tanti giovani e meno giovani, uno di questi è rappresentato senza dubbio da Football Manager. Schiere di appassionati hanno passato le ore davanti allo schermo del computer, trascinando oscure squadre di provincia alla vittoria della Champions League, scervellandosi per trovare la giusta tattica per il proprio undici, lanciando giovani promettenti (alcuni avrebbero confermato le loro qualità anche nel calcio reale, come Arjen Robben, che nelle edizioni del gioco di inizio millennio raggiungeva dei livelli stellari ; altri invece sarebbero rimasto allo stato di campioni virtuali, come l’argentino Zuculini, passato anche in Italia dal Genoa senza lasciare traccia), trascorrendo ore in forum dedicati discutendo del miglior programma di allenamento per la Primavera o anche solo leggendo uno dei più divertenti reportage mai scritti su un’avventura virtuale (The Run of Play del giornalista statunitense Brian Phillips, dedicato alla sua cavalcata trionfale con la Pro Vercelli in Football Manager 2009).

Ora, per tutti coloro che hanno dovuto subire in silenzio le feroci critiche di madri, fidanzate o mogli sul tempo sprecato giocando a Football Manager, è in arrivo una piccola rivincita dalla Gran Bretagna: grazie al videogame manageriale più famoso del mondo Matt Neil, 23 anni, è riuscito ad ottenere un impiego come scout del Plymouth Argyle, che dopo sei giornate è al secondo posto in classifica in League Two, la quarta serie inglese.

La carriere di Matt inizia prestissimo: a soli quindici anni risponde ad un annuncio sul sito del videogioco, e inizia a seguire il Truro City, società della Cornovaglia che milita nelle serie minori. Un lavoro in perdita, visto che la paga era di 3 sterline a partita, contro i 6 che Matt spendeva ogni weekend per prendere il treno e andare a vedere le partite. Ma l’investimento è stato ripagato: la conoscenza dei giovani che calcavano i campi di provincia si è rivelata utile, e a soli 19 anni Matt ha iniziato a collaborare con il Plymouth Argyle. “Avevo seguito per molto tempo il Plymouth Argyle, frequentavo il club anche cinque-sei giorni alla settimana , e molti dei giocatori del Truro City erano passati nelle giovanili dell’Argyle, quindi all’inizio ero piuttosto avvantaggiato. –  ha raccontato Matt a The Set PiecesUn giorno parlavo con il segretario dell’Argyle, gli raccontavo che c’era un giovane attaccante che stava segnando valanghe di gol nella Conference South, e che poteva essere un buon rinforzo. Il segretario ha passato la notizia a Carl Fletcher, il manager del club, che mi ha chiesto un’analisi video e le statistiche del giocatore in questione“.

Da quel momento, Matt inizia a curare i video degli avversari, e allo stesso tempo affianca il capo degli osservatori dell’Argyle preparando report dei possibili obiettivi. “Il capo degli osservatori all’epoca aveva solo 21 anni, quindi eravamo entrambi piuttosto giovani e nuovi dell’ambiente“. I trascorsi videoludici non hanno comunque influenzato più di tanto Matt: fra i calciatori che già aveva guidato su Football Manager, l’unico firmato dal Plymouth Argyle è il portiere Marc McCallum, arrivato in quest’ultima sessione estiva. “McCallum era uno dei prospetti più interessanti del Dundee United, in un’edizione di Football Manager di qualche anno fa – ha detto Matt – La cosa più curiosa è che anche Marc ha un passato da giocatore di Football Manager, allenando fra l’altro proprio il Plymouth Argyle. E che mi aveva licenziato, nel gioco!“.

Oggi, a 23 anni, Matt gioca ancora a Football Manager, nonostante ogni weekend segua almeno sei partite. “Ma gioco di meno, da quando ho lasciato l’Ajax per allenare il Manchester United: là con gli sceicchi ci sono troppo soldi, è tutto troppo facile e noioso!“. Meglio, molto meglio giocare a Football Manager nella realtà.

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