Daniele De Rossi, da Capitan Futuro a eterno flop

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa Segui
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Il trentatreenne centrocampista della Roma, nella società giallorossa dal 2002, non ha mai compiuto il salto definitivo della sua carriera, nonostante un ottimo settore giovanile.

Nei momenti decisivi, il mediano giallorosso non è mai stato capace di prendere per mano la squadra, anzi, altro non ha fatto che lasciarla in difficoltà.

Un calciatore cresciuto dietro il mito di Francesco Totti e con un cammino perennemente sotto la sua ombra, non ha praticamente mai avuto un ruolo decisivo per la sua squadra, tantomeno con la Nazionale Italiana.
Non facile crescere a Roma sotto “Er Pupone” e soprattutto con l’appellativo mai lasciato di “Capitan Futuro”.
Durante la presidenza Sensi, con De Rossi nel pieno della sua carriera, il calciatore lasciava intravedere grandi capacità tecniche e tattiche, fungendo da mediano di rottura e da frangiflutti a centrocampo, conquistando tanti palloni e favorendo i compagni durante la costruzione di gioco.

Un vero Top Player insomma. 

I risultati di quanto appena descritto si videro subito, con un contratto adeguato a cifre altissime (10 milioni lordi), un futuro assicurato in maglia giallorossa e  una carriera dal sicuro avvenire.
In realtà Daniele è andato via via appassendo, risultando sempre meno decisivo, e nei momenti più importanti è andato a nuocere alla sua stessa squadra.Con il tempo infatti, oltre a diventare un calciatore mediocre, ha avuto anche comportamenti poco sportivi e irrispettosi nei confronti degli avversari: al minimo tocco da parte di un avversario si lasciava cadere,  anche con le più indecorose simulazioni (ricordate quella ai danni di Dario Dainelli in un Roma – Chievo di qualche anno fa?).
In nazionale non è certo andata meglio: partito come una stella per il mondiale in Germania nel 2006, ecco che nella seconda giornata contro USA decise di farsi espellere colpendo con una gomitata l’avversario. Risultato: Italia in 10 per tutta la partita che riuscì a pareggiare per 1-1, De Rossi squalificato per 4 giornate e Italia sul tetto del Mondo, e non certo grazie a lui.I tifosi romanisti, d’altro canto, lo elogiano a più riprese, per essere insieme a Totti, una delle pochissime bandiere rimaste e difendono a spada tratta il loro pupillo. Guai a chi lo tocca nella città capitolina… Eppure quante imprecazioni che avranno fatto verso di lui…L’ultimo episodio lo ricordano tutti: Roma – Porto, ritorno del play-off di Champions League valido per l’accesso ai gironi (e fior di milioni nelle casse): la Roma soffrendo e in 10 riuscì a portare a casa un pari dal Portogallo.
Allo stadio Olimpico una squadra di ragazzini mette in difficoltà la banda di Spalletti e trova il vantaggio. Ed ecco che De Rossi, capitano nella circostanza, invece di prendere per mano la squadra, decide di abbandonarla: in preda al nervosismo commette un fallo bruttissimo ai danni di un avversario e viene espulso. Poco dopo anche Emerson segue le orme del Capitano e si fa espellere anche lui.
Risultato: Roma – Porto 0-3 e tutta l’Italia a sbeffeggiare De Rossi, cambiandogli goliardicamente nome in “Du Rossi…”Un calciatore strapagato come lui (5 milioni netti fino al 2017) dovrebbe spostare gli equilibri in favore della propria squadra, non contro.
Chissà cosa ne avranno pensato dall’America…
Sicuramente questo non è andato giù a Spalletti, che nella trasferta di Cagliari gli ha tolto la fascia di capitano, per darla a Florenzi.

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Insomma, a Roma continuano a difendere il proprio centrocampista, pensando ancora di avere, a distanza di decenni, uno dei calciatori più forti d’Europa, ma che in realtà, nelle altre parti del continente, nessuno vorrebbe avere…

Daniele De Rossi da Capitan Futuro a Flop Eterno

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