De Boer: “Pressing alto e gioco d’attacco”

Pubblicato il autore: Alessandro Ricci Segui

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Le parole di Frank De Boer alla vigilia della partita con il Bologna (domani domenica 23 ore 15:00) non sono per chi scrive ripetitive né banali, anzi sono una ventata di freschezza in un squadra abituata a giocare sempre in modo sparagnino, per dirla alla vecchia scuola. Abbiamo evidenziato la frase del titolo per questo, perché l’Inter, per quanto folle e quindi divertente, non ha mai giocato un calcio totale, offensivo e volto a dominare la partita. L’allenatore dell’Inter conferma immediatamente che quello che conta è sempre il risultato, ma per arrivarci lui preferisce questo secondo tipo di gioco.
Moratti alla fine della sua avventura all’Inter ha vinto tutto e è stato catartico…; ma sia Ronaldo che Eto’o segnavano sfruttando le ripartenze di squadre schierate sulla difensiva. Squadre fortissime, ma che tendevano a aspettare. E’ bello provare a cambiare, anche perché la squadra c’è, è piena di talenti e sebbene sia meglio volare basso si può sperare di divertirsi ancora dopo qualche anno nelle sabbie mobili. Chiaro, chiarissimo che tutti vogliamo vincere: un nostro caro amico, Francesco, era in adolescenza un po’ grassoccio, da essere soprannominato il ciccione, ma quando ci sfidavamo a calcio a due nel giardino della sua casa era l’avversario più tosto; tecnicamente dotato, sfruttava la stazza per impedire sul nascere gli spunti in velocità dei sui avversari, con una agilità che pochi gli avrebbero riconosciuto nell’osservarlo da fermo. Francesco partiva sulla carta svantaggiato e sbeffeggiato da noi altri atleti, ma anche ridendo e scherzando sui suoi movimenti sinuosi, giocava per vincere e spesso vinceva. Divertirsi e vincere, almeno qualche volta. Giocare, ridere, attaccare senza paura. E qualche volta vincere. Se no che giochiamo a fare.

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