E ora per chi tifano i sassolesi?

Pubblicato il autore: Andrea Malavolti Segui

Sassuolo-PescaraFino a pochi anni fa il Sassuolo disputava i campionati minori e i sassolesi tifavano per le grandi squadre di club italiane. Ma adesso?
Ormai risulta chiaro a tutti gli appassionati di calcio: il Sassuolo di Eusebio Di Francesco – ottimo rendimento anche in Europa League – non è affatto una meteora ma una splendida – e molto invidiata – realtà del nostro massimo campionato. Eppure, almeno fino all’arrivo del patron Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, i neroverdi hanno fatto una lunga gavetta nelle serie minori. Allora noi ci siamo chiesti: ma l’appassionato di calcio che fino a non troppi anni fa magari andava a vedere il “piccolo” Sassuolo nell’altrettanto piccolo stadio Ricci ma la cui “vera” squadra del cuore era la Juve o il Milan o l’Inter, ora che il Sassuolo è diventato grande in tutti i sensi per chi fa il tifo? Lo abbiamo domandato ad alcuni sassolesi ottenendo risposte diversificate e a nostro avviso interessanti.
Il redattore editoriale e graphic designer Francesco Vandelli, figlio di un importante editore di libri d’arte e di un’ex giocatrice della nazionale italiana di pallavolo, potrebbe rappresentare un caso emblematico di questa, chiamiamola così, discrepanza, con il suo commento articolato e in un certo senso anche poetico: «Va da sé che da sassolese ho sempre dovuto avere due squadre del cuore, il Sassuolo nelle serie minori, anche infinitesime, e la classica grande di Serie A, nel mio caso il Milan, e nessuna delle due fedi si discute, ma le radici sono radici. Diciamo che fino a 7-8 anni fa mai avrei pensato di dover scegliere, ma col crescere e concretizzarsi del sogno del Sassuolo ho avuto tempo per organizzarmi e pensare chi avrei dovuto tenere una volta approdati in A. La risposta – prosegue Vandelli – è venuta da sola, si è presentata da qualche angolo del DNA bussando come un parente stretto, un caro amico o un cagnolino che fosse stato via per tanto tempo ma ora tornasse all’ovile come se non se ne fosse mai andato: «Sono di Sassuolo, il mio cuore batte per il Sassuolo, che è la mamma; il Milan è la moglie, o la fidanzata, o l’amante, c’è anche lei e si deve far andare d’accordo con la mamma… e così sarà.

In fondo s’incontrerà solo un paio di volte l’anno con la suocera, non c’è ragione di bisticciare per il resto dell’anno, ognuno per la sua strada e tutte e due nel cuore”.
Il manager Paolo Cilloni ha invece proprio “cambiato bandiera” senza farsi tanti problemi: “Va beh lo ammetto prima ero juventino ma il Sassuolo degli ultimi tempi mi sta letteralmente entusiasmando, sono diventato un convintissimo e felicissimo tifoso neroverde, e, ci tengo a precisare, non da divano e tv: da solo o con mio figlio vado spessissimo al Mapei Stadium a tifare Sassuolo e non torno quasi mai a casa deluso…”
Non ha invece dubbi né peli sulla lingua Giorgia Cervetti, di professione impiegata e da sempre autentico cuore neroverde: “Bella domanda. Beh mi pare evidente che tutti questi tifosi del Sassuolo siano spuntati fuori come funghi da uno o due anni al massimo. Sarò anche cattivella ma penso che molti miei concittadini siano molto bravi a saltare sul carro del vincitore…”
Risulta evidente a questo punto che nella capitale della ceramica non c’è nessun coro unanime e forse non potrebbe essere altrimenti. Sentiamo ad esempio la dichiarazione, non priva di ironia, dell’architetto Alice Pratissoli”: Io sono sempre stata juventina e il verde con il bianco non sta bene…. Battute a parte, sono nata in una famiglia di assoluta e accanita fede bianconera e anch’io sono e sarò sempre una tifosa della grande Juve. Ciò detto il Sassuolo naturalmente mi è simpatico ma niente di più”.

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