Dieci anni senza Facchetti. Il VIDEO che Sky gli dedicò nel 2006

Pubblicato il autore: Giovanni Cardarello Segui

Giacinto Facchetti
Il 4 Settembre 2006, rapito da un maledettissimo, e incurabile, tumore al pancreas, se ne andò a 64 anni Giacinto Facchetti. Oggi ricorre il 10° Anniversario della sua scomparsa e quello che un tempo era solo Cronaca Sportiva, è diventato prima Storia e poi Leggenda. Giacinto Facchetti  se n’è andato come è sempre stato il suo stile, senza urli, con l’Italia di Buffon, Cannavaro, Pirlo, Totti e Del Piero fresca Campione del Mondo e in piena tempesta Calciopoli, con qualche mariuolo che per salvare il proprio destino personale tentò di sporcare, senza riuscirci, una veste immacolata. Giacinto Facchetti come e più di Sandro Mazzola ha incarnato l’Inter dal 1960 a quasi il 1980 ma soprattutto, è stato un’icona (insieme a Gaetano Scirea e ad Agostino Di Bartolomei), di un Calcio bello, romantico, “vecchie maniere”, dove l’idolo di una tifoseria era Patrimonio di tutta una Nazione. “Vado avanti per la mia strada – era il suo motto – come ho sempre cercato di fare nella vita. Anche perché penso che le cose brutte o scorrette prima o poi vengono a galla. Mio padre diceva sempre che il tempo è galantuomo, e io continuo a pensarla come lui.” E noi continuiamo a pensarla come lui e come gli StadioGaetano e Giacinto sono due tipi che parlano niente con un solo passaggio uniscono milioni di…gente ma in questo frastuono è rimasta un’idea un eco nel vento, Facchetti e Scirea“.

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Chi era Giacinto Facchetti

Come recita wikipedia, Giacinto Facchetti era nato a Treviglio, in Provincia di Bergamo il 18 luglio 1942 ed è morto a Milano il 4 settembre 2006. Dopo gli esordi da attaccante, sotto la guida di Helenio Herrera Facchetti divenne un terzino sinistro con spiccate propensioni offensive, che gli consentirono di realizzare 59 reti in Serie A, record assoluto per un difensore. Ottimo colpitore di testa, era abilissimo anche in fase difensiva,al punto da adattarsi, verso la fine della carriera, al ruolo di libero, oggi lo chiameremmo Centrale. Dotato di grandi qualità tecniche e fisiche, nel 1958 vinse a Bergamo i campionati studenteschi dei 100 metri, con il tempo di 11 secondi. Soprannominato Cipe, ha legato il suo nome a quello dell’Inter, nella quale ha giocato ininterrottamente dall’esordio avvenuto nel 1960 al ritiro del 1978 collezionando 634 presenze e 75 reti. Dal gennaio 2004 al settembre 2006 è stato Presidente. Con la maglia nerazzurra ha conquistato nove trofei, vincendo sia a livello nazionale con quattro Scudetti e una Coppa Italia che internazionale con due Coppe dei Campioni(l’attuale Champions League) e due Coppe Intercontinentali. Sotto la sua presidenza, l’Inter ha vinto un campionato, due Coppe Italia e due Supercoppe italiane. Giacinto Facchetti è stato anche Capitano della Nazionale italiana dal 1966 al 1977, ha partecipato alla vittoriosa edizione del Campionato europeo del 1968, che rappresenta il primo e tuttora unico successo dell’Italia nella competizione. Con la maglia azzurra ha preso parte anche a tre edizioni del Mondiale (1966, 1970, 1974) laureandosi Vice Campione nell’esaltante spedizione di Messico 1970 quella di Italia-Germania 4-3 ma anche di Brasile-Italia 4-1. Occupa la 90° posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer. Nel 2004 è stato inserito nella FIFA 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi redatta da Pelè e dalla Federazione Internazionale del Calcio (FIFA) in occasione del centenario dalla sua fondazione, mentre nel 2006 è stato insignito dalla stessa Federazione del Presidential Award postumo per il contributo offerto al mondo del calcio sia da giocatore che da dirigente.

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