Inzaghi: “Higuain? Il migliore. Totti è giusto che continui”

Pubblicato il autore: Francesco Sbordone Segui

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Ospite della trasmissione televisiva Tiki Taka, Super Pippo Inzaghi affronta varie tematiche del nostro calcio.
Da bomber di razza quale è stato, inevitabile l’argomento attaccanti: “I grandi attaccanti giocano sempre, se un allenatore ha un grande centravanti lo fa giocare. Qualche tempo fa andava di moda il falso nueve, ma io credo che si utilizzasse questo schieramento per mascherare il fatto di non avere un vero attaccante d’area. Higuain non ha giocato ma al suo posto c’era Mandzukic, che è un altro grande attaccante”. Su chi fosse il re dei Bomber della nostra Seria A, Pippo non ha dubbi: “Icardi è migliorato nella continuità durante la partita. L’anno scorso segnava ma era discontinuo nell’arco della gara. Contro la Juve mi ha impressionato, ha messo in difficoltà la difesa bianconera, è sulla strada giusta per diventare un grande attaccante. Higuain mi piace molto, al Napoli era avvantaggiato perché tutti giocavano per lui. Per me in Serie A è il miglior centravanti ma dovrà dimostrare il suo valore anche nella Juve, pur essendo partito bene. Milik non lo conoscevo benissimo, mi ha impressionato. Ha una forza fisica incredibile e una velocità d’esecuzione pazzesca: complimenti al Napoli perché ha fatto un ottimo acquisto. Lui e Gabbiadini penso possano sostituire Higuain. Senza il Pipita faranno molti più gol gli altri attaccanti”. 
All’età di 43 anni, Inzaghi, ora è allenatore ma avrebbe voluto continuare a calcare i campi di tutto il mondo proprio come il suo ex compagno di nazionale, Francesco Totti:Totti stupisce perché ogni volta che entra è decisivo. Ha avuto ragione lui a continuare, se fa ancora la differenza e pensa di darà ancora qualcosa alla Roma è giusto che continui. L’addio deve essere glorioso, io ho toccato l’ultimo pallone facendo gol, sotto la mia curva che aveva esposto la mia maglia. Non pensavo che la mia ultima gara col Milan sarebbe stata l’ultima in assoluto ma nei mesi successivi ho ripensato alla mia carriera, avevo vinto tutto, avevo fatto oltre 300 gol e non potevo continuare con un’altra maglia diversa da quella del Milan.”
Filippo Inzaghi nella sua carriera da calciatore è stato legato in particolar modo a due squadre, la Juventus che l’ha lanciato nel calcio che conta e al Milan che l’ha reso un vero fuoriclasse. Nella sua esperienza in bianconero: Sono stato bene a Torino. Il primo anno abbiamo vinto il campionato, poi ho segnato nella finale di Supercoppa Italiana e abbiamo giocato la finale di Champions. Ricordo con affetto tutte le squadre in cui sono stato, i tifosi mi ricordano tutti bene e di questo sono felice. Poi il Milan mi ha fatto una corte serrata e ho ceduto a 28 anni ma la Juve è andata comunque bene”.  Con i diavoli di Milano, Inzaghi ha vinto tanto soprattutto a livello europeo: “Quella del 2003 fu una Champions incredibile perché affrontammo in semifinale l’Inter e in finale la Juve. Mi viene anche il magone a pensare a cos’era il calcio italiano in quel momento. Nella finale di Istanbul ero in tribuna per infortunio e così anche col Boca Junior e le abbiamo perse entrambe. Poi nel 2007 il destino incredibile ha voluto che le affrontassimo di nuovo e ho fatto 4 gol in due finali. Il primo gol contro il Liverpool? Ne avevo già fatti due così sulle punizioni di Pirlo e ho deciso di mettermi anche in quella occasione”.
Super Pippo Inzaghi dentro e fuori dal campo è sempre una garanzia.



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