Israele – Italia: servono i tre punti

Pubblicato il autore: Eugenio Usai Segui

Non serve affatto fare drammi per un amichevole persa. Dà giusto fastidio il fatto di aver concesso la vittoria ai non simpaticissimi cugini d’oltralpe, che però hanno dimostrato di essere una nazionale in netta crescita e con un futuro più che roseo. Possiamo quindi archiviare Italia – Francia e smettere di crocifiggere il neo Ct Ventura, che ha espresso con decisione il concetto “basta scherzi” e ha tagliato corto con lo scomodo paragone con Conte, che avrà ragione di esserci tramite un risultato ai prossimi mondiali in Russia. Già, ma prima l’ex ct granata dovrà portarci là, e non sarà una missione facile. In ogni caso, merita tutta la nostra fiducia e ottimismo.

Obbiettivo primo posto al girone

13 posti disponibili per le nazionali europee ai prossimi mondiali in Russia: ci saranno perciò le prime classificate dei nove gironi e le quattro seconde che avranno avuto la meglio negli spareggi. Considerando che noi abbiamo la Spagna nel nostro girone, l’impresa si fa difficile: la Spagna ha le stesse nostre possibilità di arrivare prima; inoltre sarebbe un errore sottovalutare la mina vagante Albania. Certo, il 2-0 inflitto agli iberici negli ultimi europei fa ben sperare, ma siamo di fronte ad una nuova Italia, che ha bisogno di tempi per assimilare bene il nuovo gioco di Ventura e che ha nuovi uomini che dovranno dimostrare di avere la stessa grinta e ardore di quelli che abbiamo visto ad Euro 2016, anche se buona parte di essi ancora permane.  Va bene il buon gioco, ma caro Ventura deve sapersi anche accontentare della vittoria striminzita e cinica che le nazionali di livello come l’Italia possono ottenere; lo ha detto lo stesso Ventura: “conta solo il risultato”. Vietato fare errori e perdere punti ed è impensabile accontentarsi del secondo posto per sperare di rientrare tra le migliori seconde e accedere allo spareggio. L’Italia è obbligata ad essere prima, come Ventura lo è con i risultati positivi.

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Israele primo ostacolo

L’inizio di queste qualificazioni è in discesa per noi. L’Israele non sembra un ostacolo irto di grosse insidie, ma è bene non sottovalutarlo: è un avversario molto motivato, offensivo e che ha dalla sua il supporto dello stadio di casa. Il ritorno di Bonucci è un’ottima notizia, quella del KO di De Rossi un po’ meno. Però basta che il C.t risistemi bene la difesa e che essa si ricordi la fortezza impenetrabile che abbiamo visto in Francia, e poi abbiamo il bel ritorno di Marco Verratti in cabina di regia; anche qualche gol in più non farebbe male, e meno male che Graziano Pellé risponde all’appello, sperando che lo possa fare anche Eder. Tutta la squadra dovrà avere un atteggiamento da vera Italia, e dovrà prendere esempio l’europeo scorso solo per migliorarsi e porsi un obbiettivo di crescere maggiormente: qui non è più tempo per gli scherzi o per prepararsi, bisogna essere pronti e tornare l’Italia asfalta squadrette dei vecchi tempi: abbiamo le qualità per farlo, sta tutto a loro dimostrarlo, come l’allenatore ligure che deve far dimenticare la nazionale di Conte.

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