Italia, Lippi e la Nazionale: “Mi hanno fatto fuori all’improvviso”

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

Giampiero Ventura e Marcello Lippi

Marcello Lippi e la Nazionale, un connubio che negli ultimi anni ha caratterizzato l’orizzonte azzurro, dalla vittoria Mondiale nel 2006 all’ultimo ruolo svolto per poco tempo: “Ho lavorato due mesi per la Nazionale. Poi è venuto fuori che la Figc aveva cambiato lo statuto”. Ecco le parole usate da Marcello Lippi, ieri sera durante la trasmissione di RaiDue La Domenica Sportiva, riguardo l’ultimo ruolo svolto per i colori azzurri: “Ho avuto diversi colloqui con Montella e con altri papabili ct. Poi, il giorno prima della presentazione di Ventura mi hanno fatto fuori. Il presidente ed il direttore generale, con cui avevo parlato di progetti futuri, mi informano che un anno e mezzo fa c’era stata una modifica allo statuto che prende in esame la posizione dei procuratori, categoria a cui appartiene anche mio figlio Davide. E’ stato creato un articolo ad hoc per impedire ad un procuratore di esercitare se ha parenti in Federazione. Roba da fuori di testa”. L’ultima parola sull’accaduto, è spettata (ai primi di luglio) alla sezione consultiva della Corte federale d’appello, alla quale il presidente Carlo Tavecchio aveva chiesto un parere interpretativo in merito all’articolo in questione, il numero 3.2 del presente regolamento per i servizi di procuratore sportivo e, in particolare, sulla compatibilità di “un incarico di natura tecnica svolto presso la Figc, nell’ambito delle squadre nazionali, da parte di un soggetto che ha un rapporto di parentela di primo grado con un procuratore sportivo”. Insomma, la polemica non si attenua, nemmeno se la Corte federale ha espresso il suo verdetto in merito. Marcello Lippi, come suo solito, sfoggia un carattere energico e, da toscanaccio quale è, polemico: uno che non sa restare zitto al suo posto, ma che cerca, a torto o a ragione, sempre lo scontro, il rivale, l’acerrimo nemico da sfidare e, perché no, battere. L’ex commissario tecnico della Nazionale campione del mondo del 2006, sfrutta ogni momento per aizzare polemiche e quant’altro, per trasformare una trasmissione televisiva in una polveriera pronta ad esplodere al primo scossone. Passano gli anni ma Marcello Lippi è sempre lo stesso, eppure a noi piace cosi com’è: verace, attaccato e radicato alla Toscana dei vernacolieri e delle rime.

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