Juve, Dani Alves: “Voglio portare la Champions a Torino”

Pubblicato il autore: Saverio Crea Segui
Daniel Alves alla Juventus!

Champions Juve

La Champions per la Juve? Dani Alves la sogna!

Dani Alves, ex stella del Barcellona e ora alla corte di Massimiliano Allegri, è stato intervistato da Skysport. Il difensore brasiliano della Juve, si è soffermato sul torneo più prestigioso d’Europa: “La Champions è una competizione molto speciale e difficile. Per vincerla la devi giocare molto molto bene –dice Dani, che la coppa dalle grandi orecchie l’ha vinta 3 volte in Spagna– come ho detto quando sono arrivato qua alla Juve sono venuto per sognare con questa società che è da molto che non vince questa competizione. E sono venuto qui con l’idea di poter apportare nel mio piccolo o nel mio grande la necessaria esperienza perche’ questa squadra sia più competitiva e abbia più chance di vincere la coppa”. 

Higuain uomo in più?

“Higuain uomo che può fare la differenza per la Juve? Certamente perché i numeri dicono questo, ma non dobbiamo troppo peso ad un singolo giocatore. Siamo una squadra di tanti bravi giocatori, quindi non puntiamo solo su Higuain che certamente è un giocatore che può farci fare il salto di qualità. Se la Juve fosse un film che genere di film sarebbe? Sarebbe un film di avventura. Perché l’avventura significa voglia di migliorarsi. Questa Juve è così ha voglia di migliorarsi giorno per giorno”Migliorarsi, per portare a Torino  la Champions che manca da più di 20 anni. Alves sa come si vince ed è umile abbastanza da considerarsi parte di un gruppo, senza sentirsi superiore ma conscio delle sue qualità.

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Differenze tra Serie A e Liga

La differenza tra la Serie A e la Liga? Il calcio per me è uguale ovunque. La differenza tra la Liga e la Serie A è semplicemente l’organizzazione tattica che qui è molto molto rigorosa. Tutte le squadre lavorano molto difensivamente e per questo è molto più complicato vincere il campionato. Il mio modo di giocare è cambiato poco, ma adesso devo saper giocare meglio con le spalle alla porta. Normalmente giocavo soprattutto in una linea di difesa a 4. Adesso soprattutto in una linea a tre, la maggior parte del le volte e quindi devo adattarmi e continuerò ad insistere. Sono un calciatore della squadra che lavora bene e si mette a disposizione dei compagni”.

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