Juventus: è ora di concretezza, Allegri punta su Higuain

Pubblicato il autore: Fabrizio Miligi Segui
Higuain esulta per la Juventus

Foto LaPresse – Daniele Badolato10/09/2016

Allegri schiera la Juventus con il solito 3-5-2: serviranno però maggiore cattiveria e concretezza per puntare a vincere tutto. Stasera (20.45 allo Stadium) con il Cagliari la prima tappa di una scalata che si preannuncia appassionante

La Juventus non è di certo una squadra qualunque: la sconfitta contro l’Inter a San Siro è forse occorsa al momento giusto, per far capire a Massimiliano Allegri quanto sia essenziale la concretezza e l’equilibrio.
Già nella vittoria per 3-1 allo Stadium contro il Sassuolo, nonostante la mole di gioco ed il dominio nella trequarti neroverde, la retroguardia bianconera aveva palesato evidenti problemi di scollatura dal centrocampo che non garantiva troppa copertura, rientrando spesso con ritardo.
Il problema della Juventus non è l’abbondanza di giocatori in ogni ruolo, semmai è la scarsezza di compattezza tra i reparti, che funzionano come entità tra di loro separate.
L’attacco atomico bianconero garantisce tantissimi gol, il centrocampo muscolare (rimasto tale anche con la partenza di Pogba) si è arricchito con la qualità di Pjanic, la BBC in difesa offre garanzie, con il surplus di lusso Rugani. Lo stesso vale per gli incursori esterni, a partire da Dani Alves, passando per l’inossidabile Lichsteiner, e lo straripante Alex Sandro. Le riserve juventine sarebbero titolari in ogni altra squadra del campionato, senza dimenticare Claudio Marchisio ancora out per infortunio.

A vederla così, si potrebbe dire che la Juventus potrebbe vincere tutte le partite senza giocare; il calcio, però, non è una scienza esatta: alla Vecchia Signora 2016/2017 manca ancora quella coesione che arrivò con il condottiero Conte nel 2011, e che Allegri ha arricchito con carattere “europeo” giocando con la difesa a 4 in Champion’s League. La campagna da “all-in” della Juventus di quest’anno deve ripartire proprio da assiomi fondamentali: in Serie A bisogna subire poco, in Champion’s League si deve attaccare. Il segreto è l’equilibrio tra queste due filosofie, molto più compatibili tra loro di quanto sembri; stasera con il Cagliari l’imperativo è non subire reti, visto che in quattro giornate la Juventus ne ha prese altrettante: lo scudetto della passata stagione è arrivato praticamente per la chiusura ermetica della difesa, capace di subire solo sei reti in casa, e per il gioco di squadra semplice ma redditizio, con tutti i reparti pronti a sacrificarsi per il risultato. In Champion’s la Juventus ha sfiorato l’impresa del secolo, se non fosse stato per quel rinvio mancato di Evra contro il Bayern a tempo scaduto…

Da oggi la Juventus deve ripartire proprio da quel sacrifico che l’ha resa invincibile: piena zeppa di campioni come forse mai nella sua storia recente, deve solo ritrovare la coesione che inevitabilmente può scemare quando si pensa di vincere le partite solo con la forza bruta o la tecnica; Allegri dovrà necessariamente serrare le fila e puntare sul classico teorema della squadra vincente: portiere e difesa d’acciaio (Buffon e BBC), fasce laterali supersoniche (Dani Alves-Alex Sandro), bomber implacabile (Higuain). A completare la spina dorsale già di per sè senza rivali, serviranno come il pane le giocate di Dybala e Pjanic, la versatilità di Lemina (in attesa del ritorno di Marchisio), e i polmoni di Khedira (mai visto giocare tante partite di seguito prima d’ora). In corso d’opera si può tentare di scatenare Mario Mandzukic, mai come quest’anno voglioso di lottare (per una maglia da titolare e per un altro triplete dopo il 2013), e Pjaca, che da oggetto misterioso di talento deve sbocciare e mostrare le sue indubbie qualità offensive.

L’anno scorso la Juve si svegliò dopo le sberle prese dal Sassuolo al Mapei Stadium, da stasera i bianconeri dovranno dimostrare che la sconfitta di San Siro è figlia del necessario periodo di assestamento che ogni squadra attraversa dopo aver cambiato tanti uomini (stessa situazione dello scorso anno).
Allegri schiererà la formazione con il suo 3-5-2 tipo: Buffon; Barzagli, Rugani, Chiellini; Dani Alves, Lemina, Hernanes, Pjanic, Alex Sandro; Dybala, Higuain. Fuori quindi Khedira e Bonucci per esigenze di riposo, fiducia ad Hernanes, probabili gli innesti di Cuadrado e dello stesso Khedira in caso di necessità di qualità negli inserimenti da dietro.
Se contro l’Inter Allegri ha visto “la Juventus più brutta degli ultimi 30 anni”, da oggi di sicuro il tecnico livornese cambierà rotta, dimostrando una volta di più di essere il giusto condottiero di una corazzata sì impressionante, ma fino ad oggi con i cannoni leggermente ostruiti.

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