Juventus, un bilancio da record

Pubblicato il autore: Nello Simonetti Segui

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Se qualcuno ha ancora dei dubbi sul perchè di un dominio talmente marcato e consolidato della Juventus nel campionato italiano, può tranquillamente andare a sbirciare i numeri ufficiali, appena resi noti, della contabilità bianconera per rendersi conto di quanto la superiorità della società presieduta da Andrea Agnelli sia innanzitutto finanziaria, oltre che sportiva, della quale è soltanto una conseguenza. Un bilancio da record, meglio persino delle già ampiamente rosee previsioni, che certifica una capacità manageriale fuori dalla norma, per quelli che sono gli standard del nostro calcio, con la quale nessuno appare, oggi, in grado di competere. Troppo elevato infatti è il divario tra il club torinese e le inseguitrici, uno scenario che lascia intravedere una dittatura bianconera ancora duratura, anche in futuro. Un bilancio da record dicevamo, e, in effetti, guardando i numeri, si capisce subito quanto virtuosa sia stata la gestione dei dirigenti juventini: “L’esercizio 2015-2016 conferma il trend di miglioramento evidenziato negli ultimi anni – si legge sul bilancio della società -. Per il secondo anno consecutivo, la gestione si è chiusa con un utile di bilancio. Il Consiglio di Amministrazione ha approvato il progetto di bilancio per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2016 e evidenzia un utile di 4,1 milioni di euro che sarà destinato a riserve. L’assemblea ordinaria degli azionisti sarà convocata per il 25 ottobre 2016, ore 10, in unica convocazione presso lo Juventus Stadium”. Tornando poi al fatturato di questo bilancio da record, i numeri ufficiali parlano di quasi 400 milioni (387,9 milioni per l’esattezza), una cifra pazzesca, mai registrata prima d’ora.
I dati – Andando poi a spulciare con maggiore attenzione tutte le voci, si possono constatare anche i perchè di questo bilancio da record: “L’utile dell’esercizio 2015-2016 è pari a 4,1 milioni ed evidenzia una variazione positiva di 1,8 milioni rispetto all’utile di 2,3 dell’esercizio precedente. Tale variazione deriva principalmente dai maggiori proventi della gestione calciatori, pari a 22,9 milioni, e dal generale aumento dei ricavi ricorrenti per 16,8 milioni, di cui 13,5 milioni per l’attività di vendita di prodotti e licenze, a cui si aggiungono ricavi netti non ricorrenti per 8,9 milioni. Tali incrementi sono stati parzialmente compensati dall’aumento dei costi per il personale tesserato per 18,9 milioni e non tesserato per 4,2 milioni, dall’aumento dei costi per servizi esterni per 5,6 milioni, da maggiori ammortamenti sui diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori per 9,2 milioni, dagli acquisti di prodotti destinati alla vendita per 4,3 milioni e da maggiori oneri da gestione diritti calciatori per 3,9 milioni, nonché da altre variazioni nette negative per 0,7 milioni. Queste ultime – chiude il rendiconto di questo bilancio da record – includono principalmente maggiori accantonamenti (€ -1,5 milioni) e la quota di pertinenza del risultato di società collegate e joint venture (€ -0,7 milioni) parzialmente compensati da minori oneri finanziari netti (€ +0,5 milioni) e minori imposte dell’esercizio (€ +1 milione)”. Insomma, un colpo durissimo inferto alle speranze di chi sogna la fine di un’egemonia costruita su fondamenta solidissime. Il bilancio da record appena esposto infatti, è il frutto di una gestione virtuosa e lungimirante, autentica rarità in un contesto in cui miopia e scarsa programmazione rappresentano la regola. In questo scenario risulta difficile ipotizzare che la Juventus possa abdicare, specie rileggendo i numeri impressionanti di questo bilancio da record.

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